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Tribes of Europa

Tribes of Europa, idee e temi della nuova serie TV Netflix

12 minuti di lettura

Tribes of Europa è la nuova serie TV tedesca prodotta da Netflix. Sebbene sia apparsa nel febbraio del 2021, la serie ha sin da subito catturato gli interessi del pubblico grazie al teaser trailer apparso nel dicembre dello scorso anno. A illuminare gli occhi degli utenti è stata la notizia della partecipazione della Wiedemann & Berg Filmproduktion, ovvero la stessa casa di produzione che ha curato titoli di un certo calibro come Dark.

Tribes of Europa è strutturata in sole sei puntate. Vede alla regia Florian Baxmeyer e Philip Koch, il quale è anche ideatore e sceneggiatore. La serie è ambientata in un futuro post apocalittico, quindi una presunta assonanza con quanto si è visto in Dark. Eppure, se in quest’ultimo capolavoro il futuro post apocalittico era una semplice transizione temporale, utile ai vari chiarimenti di trama, in Tribes of Europa il futuro diventa il perno attorno al quale tutto si concentra.

Vicino a volti noti, come Oliver Masucci, famoso per aver vestito i panni dell’ispettore di polizia della cittadina di Winden Urlich Nielsen, e altri meno noti, ma già presenti in altre pellicole, come Ana Ularu, la quale ha partecipato a Inferno di Ron Howard, il resto del cast, per quanto sconosciuto, merita il giusto riconoscimento, poiché ha saputo offrire una valida interpretazione dei rispettivi personaggi, rendendo, nel complesso, la serie un prodotto alquanto godibile.

Scontro tra tribù

Tribes of Europa

Anno 2074. L’Europa non esiste più. O meglio, l’Europa a cui siamo abituati sembra ormai essere svanita. Le nazioni, gli Stati, gli apparati istituzionali che la formavano, sono stati spazzati via da un tragico evento meglio noto come “dicembre nero”: un black out mondiale che ha fatto collassare ogni sistema di informazione. Appena scoppiato, il mondo è entrato letteralmente nel caos, compreso il Vecchio Continente.

Come un ciclo vichiano, l’umanità sopravvissuta si è aggregata in nuove istituzioni politiche e sociali: le tribù. Alcune poco potenti, tanto da non esistere più. Altre, invece, molto forti, tanto da regnare su grandi parti dell’intero continente. Tra queste, ad esempio, i temibili Corvi, capeggiati dal Capitan Yvar (Sebastian Blomberg), uno pseudo dittatore, il quale ha saputo conquistare il cuore dell’Europa: Berlino.

La serie è ambientata in una zona non precisata della Germania. In mezzo alle montagne, nascosta tra gli alberi della Foresta Nera, vi è la tribù degli Origines. Essi, dopo il dicembre nero, hanno deciso di lasciare la vita civile perché rea di aver portato il mondo alla rovina. Preferiscono vivere in contatto con la natura, sicuri che non possa far loro del male.

Kiano (Emilio Sakraya), Liv (Henriette Confurius) e Elja (David Ali Rashed) sono tre fratelli, membri degli Origines. Vivono felici insieme al padre, Jakob (Benjamin Sandler), e ad altri individui convinti che la natura li possa proteggere dalle insidie del mondo esterno. Ma questa tranquillità non dura per sempre. Infatti, improvvisamente, un jet si schianta al suolo e dalle macerie verrà fuori un uomo, un Atlantideo.

Egli porta con sé un misterioso e potente artefatto, conosciuto nel mondo di Tribes of Europa come il Cubo. L’uomo viene tratto in salvo dai tre fratelli, nascosto, quindi curato. Ma quel prezioso jet attira i famigerati Corvi, i quali, comandati da Lord Varvara (Melika Foroutan), riescono a trovare il nascondiglio degli Origines, lanciano una spedizione e riescono a sterminare l’intera tribù, compreso l’uomo. Per circostanze fortuite i tre fratelli riescono a salvarsi, andando incontro, tuttavia, a destini differenti.

Tribes of Europa tra luci e ombre

Tribes of Europa

Tribes of Europa è un prodotto alquanto godibile. La serie riesce nel suo intento a catturare lo spettatore mediante colpi di scena, momenti action, parti drammatiche, altre divertenti. Le trame dei rispettivi protagonisti vengono narrate con molta fluidità, senza esagerazioni e fasi che rischiano di appesantire il contenuto. Le trame sono livellate con molta linearità, tanto che lo spettatore può anche dedurre la conclusione delle vicende.

Tuttavia, Tribes of Europa presenta anche degli aspetti non del tutto positivi. E chi si aspettasse un prodotto simile a Dark, data la parentela della produzione, purtroppo dovrà ricredersi. Possiamo notare come le riprese degli spazi aperti accomunino le due SerieTV, ma la profondità contenutistica che si riscontra in Dark, specie nella descrizione dei singoli personaggi, non è per niente riscontrabile in Tribes of Europa .

Complice, forse, la brevità della prima stagione, i protagonisti sono scritti in modo molto semplice. Le loro storie, per quanto siano affascinanti e per quanto si concludano al meglio, appaiono troppo superficiali. I tre fratelli sembrano essere mossi dal caso, che diviene il perfetto complice degli incontri (appunto, casuali) e che li mette sulla giusta direzione, anche quando tutto sembra andare per il peggio.

Tribes of Europa

Stessa cosa possiamo riscontrarla nei villains della serie. I Corvi sono, senza alcun dubbio, gli antagonisti principali. Sono capeggiati dal potente Yvar e la loro organizzazione è gestita in modo gerarchico. Vi sono i Lord, i quali hanno un determinato territorio su cui governare, i rispettivi soldati e i vari schiavi. Sono descritti come sanguinari, forti e temuti da chiunque. Eppure manca una loro maggior caratterizzazione.

Yvar chi è, qual è stato il suo passato? Ha sempre nutrito mire dispotiche? Per quale reale motivo vuole dominare l’Europa? Per pura sete di potere o perché ha un piano ben più concreto? Stessa cosa per Lord Varvara, una delle sue sottoposte. Da un breve discorso si evince che il suo vero nome è Sofia ed è stata una schiava. Ma del suo passato tutto sembra tacere.

Tribes of Europa lascia in sospeso alcune vicende, con la speranza, però, che possano essere approfondite in una ipotetica seconda stagione. Tra l’altro, a conclusione della serie, anche gli stessi destini dei protagonisti sono lasciati in sospeso e lo spettatore non può fare altro che restare con il dubbio.

L’ideologia in Tribes of Europa

Tribes of Europa

In un’Europa che non esiste più, gli uomini e le donne sopravvissuti alle macerie del dicembre nero si sono riuniti in tribù. In loro (almeno si presume) si è sviluppata un’identità mediante la quale tutti i rispettivi membri hanno trovato una ragione di vita.

Il concetto e l’importanza dell’ideologia, in Tribes of Europa, scorre in sotterranea, per poi emergere grazie alle riflessioni e alle azioni di alcuni personaggi chiave. Tra questi David (Robert Finster), un giovane comandante della tribù dei Crimson.

Questi sono un’organizzazione paramilitare che offre protezione a tutte le tribù in difficoltà. Sotto il vessillo della libertà, dell’uguaglianza e del rispetto fra i popoli, combattono per ristabilire gli ideali che un tempo governavano l’Europa intera. Sono sempre in guerra contro i Corvi, visti come l’antitesi delle loro idee.

Il comandante David è pronto a sacrificare se stesso pur di sterminarli, perché vede in loro il male assoluto. Non accetta alcun tipo di compromesso, dal momento che potrebbe apparire come una debolezza. E questo, infatti, accade proprio sul finale, quando, durante un agguato, elimina sia l’avamposto dei Corvi, sia i soldati della sua stessa tribù. Il suo scopo è quello di far scoppiare una guerra, cosicché le generazioni future sappiano che i Crimson sono stati i buoni, mentre i Corvi i cattivi.

Combattere per le proprie ideologie è il motore di alcune tribù che abitano quel mondo postapocalittico. Ma, nella serie, una domanda implicita sembra emergere: quanto è giusto sacrificarsi per le proprie ideologie? È palese come Tribes of Europa strizzi l’occhio ai tempi presenti e passati, mettendo in evidenzia che se da un lato, dinanzi a periodi complessi, l’ideologia rappresenta per molti una speranza; dall’altro lato, è sempre utile ricordare che l’ideologia quasi sempre può essere distorta.

Tribes of Europa

Il generale dei Crimson, Francis F. Cameron (James Faulkner), è uno di quei tanti uomini che ha visto il declino dell’Europa. Ma è uno di quei pochi che è vissuto nell’Europa di un tempo. Egli sembra conoscere il reale valore di un’ideologia: essa non deve essere il fine, ma il mezzo. Per questo arresta il comandante David, perché vede in lui un giovane che ha smarrito l’importanza dell’idea.

Svuotata della sua essenza, l’ideologia diviene il perfetto strumento di potere, di lotta, di supremazia, di dominio. E noi che viviamo in un’Europa contemporanea, conoscitori del nostro passato, siamo ben consapevoli di cosa voglia dire smarrire la natura dell’ideologia.

Il destino di Tribes of Europa

È lecito domandarsi quale sarà il destino della serie. Indubbiamente Tribes of Europa avrà una seconda stagione, dal momento che il finale è lasciato in sospeso. Così come in sospeso sono le risposte a molte domande che lo spettatore si pone.

A ogni modo, la prima stagione della serie targata Netflix merita una possibilità: è un buon prodotto che vale la pena guardare.


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Alessandro La Mura

Classe ’93, vivo a Taranto, città che un tempo era l’angolo di mondo che più allietava il poeta latino Orazio. Laureato in lettere, trovo nella letteratura un grande appagamento dagli affanni quotidiani. La mia vita è libri, scrittura, film e serie TV. Sogno di fare della cultura il mio pane quotidiano.

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