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Upload 2: l’aldilà digitale in una nuova parentesi sospesa

9 minuti di lettura

La vita ultraterrena è monopolio di pochi in un universo digitale che conserva le coscienze umane nell’idilliaca oasi di Lake View. Con Upload, Greg Daniels (The Office) immagina un metaverso in cui le anime dei defunti possano trovare una seconda vita digitale, livellata in base alle loro disponibilità economiche. Ecco dunque che con Upload 2, seconda stagione della fortunata Serie TV di Prime Video, ritorniamo a due anni di distanza nell’immaginifico e utopico aldilà digitale del 2033.

Con Robbie Amell e Andy Allo confermati nei ruoli protagonisti di Nathan e Nora, Upload 2 ridipinge il complesso rapporto tra vita e morte, sospese tra realtà offline e online. La prima stagione aveva già tratteggiato le poliedriche sfumature della tecnologia, croce e delizia di una contemporaneità che la ritiene indispensabile. Qui lo spettatore era rimasto affascinato dalle innovazioni tecnologiche del mondo ultraterreno digitale, l’Upload, con un piglio comico e una tratteggiata linea thriller sul passato di Nathan.

La seconda stagione si affaccia invece sui lati più oscuri dell’Upload, approfondendo tematiche come il divario digitale e la manipolazione dei ricordi. Continua la linea orizzontale di Nathan, ucciso da un incidente d’auto orchestrato nella prima stagione e inizialmente privato dei propri ricordi compromettenti, lentamente riacquistati e portatori di una linea investigativa. Tra vecchi personaggi e nuove scoperte, Upload 2 continua a tenere alta l’attenzione, con un finale sospeso che preannuncia una terza stagione.

Upload 2: il ritorno a Lake View

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Upload 2 ci riporta nella cerchia di personaggi che ci avevano conquistato nella prima stagione. Ritroviamo Nathan freezato al livello dei 2 giga, anime che, per indisponibilità economiche, hanno a disposizione una minima quantità di dati e che si freezano al loro esaurimento. Il tempismo vuole che questo accada dopo che la sua storica fidanzata, Ingrid (Allegra Rose Edwards), gli rivela di aver fatto l’upload per stargli vicino. Nel frattempo torniamo su Nora, dipendente della Horizen (società creatrice dell’Upload) e angelo di Nathan nella prima stagione, incaricata di ricreare il suo avatar digitale e assisterlo quotidianamente nell’aldilà.

Tra Nathan e Nora era nata una complicità nel primo capitolo di Upload, tale da coinvolgere la ragazza nell’indagine sull’oscuro passato del suo protetto. A rischio di vita per le sue scoperte, Nora è così costretta nella seconda stagione a rifugiarsi nella comunità offline dei luddisti, anarchici avversi alla Horizen che possono fornirle protezione tra i boschi. Qui Nora incontra Matteo (Paulo Costanzo), affascinante luddista con cui impara a conoscere le velleità rivoluzionarie anti Upload. Quando Nathan si risveglia, grazie all’aiuto economico di Ingrid, che lo sblocca, non trova più quindi il suo angelo e si prepara a vivere una nuova vita accanto alla sua fidanzata perfetta. Ma le sorprese sono dietro l’angolo.

Il lato oscuro della luna digitale

Upload 2

Cardine di Upload 2 è lo scontro tra luddisti e Horizen sul motto: “La rivoluzione è arrivata a Horizen. Abolite i ricchi”. Tra gli ospiti di Lake View, infatti, abbondano detentori di un ricco patrimonio economico che ha permesso loro di vivere un’aldilà agiato. Tra di loro spicca David Choak (William B. Davis), vecchio retrogrado razzista che si pregusta nell’Upload specie in via d’estinzione e sembra essere uno dei burattinai dietro l’omicidio di Nathan. Il suo personaggio apre uno scorcio sul lato oscuro della tecnologia, divisiva nel conferire agi ai più ricchi, escludendo i poveri da un oltremondo che dovrebbe essere garantito a tutti.

Questo era lo scopo benefico dell’app di Nathan, i cui codici sono stati rubati per essere manipolati. Su questa linea si uniscono dunque le volontà dei luddisti e del nostro protagonista, contrastando una tecnologia che regala vuote promesse e crea disuguaglianze. Così Nathan, accanto all’immancabile amico Luke (Kevin Bigley), diventa il Robin Hood dell’Upload, togliendo dati ai ricchi per darli ai 2 Giga. Lo squilibrio crea però sospetti, tanto da convogliare negli uffici della Horizen un detective e da adottare estreme misure di sicurezze dopo un attacco informatico all’Upload da parte dei luddisti.

Da quel momento gli angeli, tra cui ritroviamo la pirotecnica Aleesha (Zainab Johnson), migliore amica di Nora, potranno ascoltare in diretta i pensieri degli ospiti di Lake View e controllare i loro sogni alla ricerca di materiale sospetto. Qui entra in gioco Nora, che ritorna alla Horizen in qualità di ingegnere del re-design e della manutenzione, come infiltrata dei luddisti. Il suo ritorno non accenderà solo nuove consapevolezze sulla Horizen, ma anche una vecchia fiamma mai sopita.

Spazio ai personaggi secondari

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Se la prima stagione aveva ritratto una panoramica dell’Upload, la seconda dà spazio alle storie personali dei personaggi secondari. Affiorano quindi grow up interessanti, a partire da quello di Aleesha che, abbandonata alla Horizen dalla scomparsa di Nora, accende la sua ambizione professionale. Con la consapevolezza che crescere all’interno della società significa compromettersi con i lati oscuri del meccanismo perfetto, Aleesha cerca di trovare la sua strada. In questo percorso migliora il rapporto con il suo protetto, Luke, ex soldato dell’Iran che, da sempliciotto caciarone, comincia a raccontarsi.

Al tempo stesso conosciamo meglio anche Ingrid, bambola altolocata dal carattere irritante e oppressivo, che però riusciamo a comprendere oltre la patina di vestiti e scarpe firmate. Il suo amore sconfinato per Nathan traduce la tenerezza psicotica di Glenn Close ne La donna perfetta, introducendo un altro importante tema della seconda stagione: il download. Ebbene sì, le coscienze uploadate potrebbero utopicamente tornare sulla Terra in un clone del loro vecchio corpo umano. Un esperimento rischioso, che nella prima stagione ha fatto esplodere la testa di un ospite dopo la sperimentazione. Tuttavia potrebbe essere una chiave di volta decisiva per la storia di Upload 2.

Casa Dolce Casa

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Sempre più mondi narrativi guardando all’altrove sci-fi come necessario specchio di una realtà futuribile. Lo dimostra il recente film di Jean-Pierre Jeunet, BigBug (2022) e le quattro stagioni della serie TV Netflix The Good Place, affini ad Upload per la ricreazione di un Paradiso digitale. Lì la selezione dei partecipanti al mondo utopico era legata all’etica e alla bontà che aveva caratterizzato gli ospiti in vita. In Upload invece si intrecciano giochi di potere e disuguaglianze economiche per un universo sfaccettato che si lascia conoscere gradualmente.

In sette episodi sottesi alla costante linea comica si affina la rodata esperienza di Greg Daniels per un prodotto godibile e ancora magnetico nell’avvicinare lo spettatore. La tecnologia si racconta così come rifugio domestico e oasi di evasione dai problemi della realtà. Intrigante e respingente nel suo volto bifronte, ci riporta nella nostra casa dolce casa sullo schermo senza farci dimenticare il rapporto fagocitante che intratteniamo quotidianamente con i nostri device digitali e che ci porterà sempre più a fondo di un tunnel tanto confortevole quanto ambivalente.


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Classe 1996, laureata in Comunicazione e con un Master in Arti del Racconto.
Tra la passione per le serie tv e l'idolatria per Tarantino, mi lascio ispirare dalle storie.
Sogno di poterle scrivere o editare, ma nel frattempo rimango con i piedi a terra, sui miei immancabili tacchi.

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