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What if…?, pareri conclusivi su una serie che aveva un potenziale infinito

La Serie TV d'animazione Marvel non ci ha convinti

7 minuti di lettura

Il Marvel Cinematic Universe continua ad espandersi: si è conclusa questa settimana la prima stagione di What if…?, serie animata targata Marvel e disponibile su Disney+. Nove episodi hanno cercato di rispondere alla domanda “che cosa sarebbe successo se…?”, proponendo storyline alternative a quelle che il pubblico ha conosciuto al cinema durante gli ultimi 10 anni di MCU.

What if…? attinge a piene mani dall’omonimo, storico e prolifero arco narrativo a fumetti e sceglie la via dell’animazione per raccontarlo, così da disporre di un range di possibilità pressoché infinito. Ashley C. Bradley, che appare come autrice, e Graham e Joel Fisher, gli sceneggiatori, avranno saputo sfruttare al massimo le potenzialità che un progetto come questo può offrire?

Delle ottime premesse e un’esecuzione discutibile

What If

What if…? si presenta fin da subito come una serie antologica: ogni episodio possiede una trama verticale ed è quindi visibile singolarmente. Il filo connettore che lega una storia all’altra è il voice over di Uatu, l’Osservatore. Già apparso in una scena post-credit di Guardiani della Galassia Vol. 2 (James Gunn, 2017), Uatu è un alieno appartenente ad una specie dagli straordinari poteri e ha il compito di supervisionare ciò che avviene nel Multiverso, con la promessa di astenersi dall’intervenire. È lui a rivestire il ruolo di narratore nelle avventure che coinvolgono la versione animata dei nostri amati supereroi cinematografici, qua resi con la tecnica del cel-shading, la quale ha il pregio di dar vita ad una grafica più fumettosa.

What if… inizia tiepidamente con E se… il Capitano Carter fosse il primo Vendicatore?, E se… T’Challa fosse diventato Star-Lord?, E se… il mondo avesse perso i suoi eroi più potenti? per arrivare allo spiazzante E se… Dottor Strange avesse perso il cuore invece delle mani?, che è stato molto apprezzato dagli spettatori per l’audacia della trama. Prosegue con E se… gli zombi invadessero la Terra?, un episodio attesissimo dai cultori dei fumetti perché ispirato alla miniserie Marvel Zombi, che continua a godere di un buon successo e ha avuto numerosi sequel cartacei.

Qui il pubblico ha iniziato a dividersi.

Dopo qualche prima nota positiva, infatti, il meccanismo della narrazione comincia a incepparsi. E se… Killmonger avesse salvato Tony Stark? è stato reputato dai più un episodio abbastanza noioso di una serie che, ormai a metà, non è in grado sorprendere quanto sperato.

Una volta arrivati a E se… Thor fosse stato figlio unico?, in cui il dio del tuono viene presentato come un festaiolo completamente scemo, che disubbidisce alla madre e organizza party insieme a Loki, non è più chiaro neanche quale sia il target della serie: giovani adulti o bambini che stanno scoprendo l’universo cinematografico Marvel per la prima volta?

Inoltre, negli episodi 8 e 9 di What if…?, si frantuma l’idea dell’antologia, ottima perché concedeva libertà di scrittura, risparmiava agli sceneggiatori la fatica di districarsi tra ingarbugliati rapporti temporali e spaziali tra eventi e personaggi, oltre a rappresentare una peculiarità dei what if…?.

Sul finale, dunque, l’Osservatore, di fronte ad un Ultron vincitore e in possesso delle Gemme dell’Infinito, infrange il proprio giuramento di non interferenza e recluta gli eroi incontrati durante la stagione, tra i quali anche Gamora, che sbuca fuori dal nulla perché l’episodio a lei dedicato è assente a causa di problemi in fase di produzione. Da notare, tra l’altro, che non viene menzionata alcuna conseguenza della trasgressione di Uatu.

What if…fosse brutto?

howard il papero what if

What if…? si chiude così, tra alti e bassi, sprecando gran parte del suo potenziale. Inciampa su una scrittura approssimativa e superficiale, che si è inspiegabilmente privata di soluzioni interessanti, non ha saputo dosare i suoi tempi e ha preferito complicare il tutto con una trama orizzontale non necessaria. Alcuni episodi corrono velocissimi e lasciano indifferente lo spettatore, altri crollano su una sceneggiatura non solo incapace di divertirsi ma anche colma di perplessità dal punto di vita logico-narrativo.

A voler essere puntigliosi, c’è da dubitare persino del titolo, perché un what if…? presupporrebbe il cambiamento di un singolo elemento della trama e il conseguente scatenarsi del cosiddetto “effetto farfalla”, laddove, invece, la serie ci guida a spasso tra milioni di universi possibili, dotati di realtà diverse tra loro già in partenza.

Certo, non tutto è da buttare: si salvano un godibile citazionismo e un buon approfondimento della componente magica, che inizia a ritagliarsi uno spazio considerevole nel MCU; si apprezza la grandiosità dei combattimenti finali, che, per fortuna, sanno giocare con le sconfinate possibilità visive dell’animazione.

Tuttavia, il risultato finale è poco convincente, specie se analizzato in relazione alle precedenti serie Marvel uscite su Disney+ (se le regole del Multiverso sono state dettate in Loki, perché in What if…? non c’è alcun riferimento ad esse?). Insomma, il neonato Multiverso Marvel non è ancora approdato sul grande schermo e già barcolla sotto il peso delle incongruenze narrative.


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Agata Iacopozzi

Classe 1998, capitata qui un po' per caso. Sono toscana ma studio al DAMS di Bologna. Ovviamente appassionata di cinema e futura disoccupata. Sono la prova che si può amare Godard indossando t-shirt di Star Wars.

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