«Long Way Back Home»: musica e cinema dei fratelli Nichols

Due fratelli: Benjamin (Ben) e Jeff Nichols, due anime legate dallo stesso sangue ma con professioni diverse, spesso complementari: rispettivamente Musica e Cinema. Benjamin è il frontman della band alternative country Lucero: pelle marchiata dai tatuaggi e voce graffiante. Jeff, il più famoso, è invece un regista con una poetica spesso legata ai drammi umani e le vicende familiari. Due artisti idealmente distanti ma che uniti rivelano la propria forza, lo dimostra il loro ultimo lavoro di coppia: Long Way Back Home, un cortometraggio musicale del 2018 diretto da Jeff Nichols, basato su una canzone scritta proprio dalla band del fratello.

Long Way Back Home

Memphis, culla dei musicisti

Quale città migliore per diventare musicista se non Memphis, capitale del soul e del country, che ha dato asilo al famoso re del rock and roll Elvis Presley ed una seconda casa al “man in black” del blues, Johnny Cash. Fu proprio il forte richiamo della chiassosa Beale Street e i suoi club che, come fecero con tanti altri artisti, trascinarono il giovane Ben Nichols tra le loro braccia, il quale divenne, grazie alle sue doti vocali intrise di fumo e richiami punk, il cantante di una delle più apprezzate band memphisiane della fine degli anni Novanta.

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Long Way Back Home

Jeff, il fratello minore, nasce a Little Rock, Arkansas. Poco si conosce delle sue origini e degli anni passati prima del suo debutto registico (Shotgun Stories, 2007). Quel che ci è dato sapere è però contenuto nei suoi (ad oggi) cinque film, come se fossero i piccoli pezzi di un puzzle che, incastrandosi l’uno con l’altro, formano lo specchio della vita di un uomo ma soprattutto di un grande autore: i conflitti familiari in Shotgun Stories, la protezione in Take Shelter, l’adolescenza e il dubbio dell’amore in Mud, l’insicurezza di un padre e la fiducia nel proprio figlio in Midnight Special. Tutti elementi che sembrano puntare ad una visione d’insieme che lo rendono, oltre che regista, uno degli sceneggiatori istintivi più interessanti degli ultimi anni.

Da «La Rabbia Giovane» a Cormac McCarthy

Il fascino del midwest e del sud, dall’Ohio alle sponde del Mississippi, hanno sicuramente influenzato la poetica dei due fratelli, così come hanno influenzato il cinema e la musica prima di loro. Dalla musica di Townes Van Zandt al rapporto ancestrale con la natura ne La Rabbia Giovane di Terrence Malick. Tutti artisti capaci di trasmettere le emozioni e i ricordi dei posti da cui provengono.

Long Way Back Home

Parallelamente ai progetti cinematografici di Jeff Nichols, Ben iniziò ad adottare nuove sonorità, allontanandosi dalle radici rock ed orientandosi verso una musica più descrittiva che ricordasse i paesaggi delle sue origini, mantenendo comunque l’inclinazione all’utilizzo di diverse chiavi musicali, dal blues al country classico. Una musica decisivamente più visiva che ebbe la sua conferma grazie ad una versione strumentale della canzone Hold Me Close, presente nell’album del 2005 Nobody’s Darlings, inserita come intro di Shotgun Stories. Un arrangiamento acustico che si insinua tra i campi di cotone, sino a raggiungere le back roads dell’Arkansas, rendendo quella breve introduzione una delle migliori dei primi anni Duemila. Una colonna sonora lenta e struggente, che sprigiona l’umana fragilità insita in personaggi rozzi e violenti…Un vero capolavoro.

Secondo le dichiarazioni di Ben Nichols, il suo primo album musicale da solista, intitolato The Last Pale Light in the West, è stato scritto ed ideato traendo ispirazione dalle ambientazioni e i personaggi del romanzo Blood Meridian di Cormac McCarthy. La canzone che dà il titolo all’album in questione è stata inserita all’interno dell’episodio Live Bait della serie TV The Walking Dead, diventando in poco tempo una delle icone della musica country folk contemporanea.

Long Way Back Home

Complicità fraterna

Con la prima pellicola di Jeff Nichols è quindi iniziato un solido rapporto di complicità tra i due fratelli. Dopo The Last Pale Light in the West e l’inizio della sua breve carriera da solista, Ben Nichols fu automaticamente coinvolto in qualsiasi produzione del fratello, sperimentando suoni e scrivendo brani originali, spesso affiancato dal visionario compositore David Wingo. La prima colonna sonora, dopo Shotgun Stories, a ricevere il sottofondo metallico della chitarra di Ben, fu Take Shelter, che grazie alla magnetica ed inquietante soundtrack di Wingo riuscì a completare quel già meraviglioso ritratto familiare. A seguire, Mud inaugurò il sodalizio tra Ben Nichols e Wingo: chitarre pizzicate, gradualmente sempre più elettriche, archi, tamburi lontani ed echi tribali. Le differenti espressioni artistiche dei due fratelli non si trovano mai ad essere una al servizio dell’altra ma regalano invece un senso di completezza e di forte unione.

Una famiglia allargata

Per ogni regista la scelta degli attori è da sempre un momento fondamentale per la buona riuscita del proprio film, ma per Jeff Nichols la questione si fa decisamente più seria: i personaggi descritti nei suoi film sono ricchi di sfaccettature, con una ben specifica funzione all’interno del film. Quando il regista conobbe Michael Shannon sul set di Shotgun Stories rimase subito impressionato dalle sue qualità attoriali ma soprattutto dalla professionalità con la quale il giovane attore svolgeva il suo lavoro. Tra i due nacque immediatamente un’intesa. Da allora è possibile notarlo in tutti i film del regista americano, da ruoli colossali come quello di Curtis LaForche in Take Shelter (ruolo che confermò Shannon come attore di grande forza drammatica) a ruoli minori ma sempre fondamentali per lo sviluppo della storia, come in Mud e Loving. Michael Shannon è quindi il cosiddetto attore “feticcio” di Nichols, così come Joel Edgerdon, Paul Sparks ed il compianto Sam Shepard, presenti soltanto nelle produzioni più recenti.

Michael Shannon, oltre ad essere uno dei migliori attori del nostro tempo, è anche un cantante provetto, frontman dei Corporal. Band formatasi a Brooklyn nel 2002 composta dallo stesso Shannon (voce, chitarra), Ray Rizzo (voce, percussioni, armonica), Robert Beitzel (chitarra, voce), e con Matt Scobee o Dave Wnorowski al basso.

Michael Shannon è inoltre presente (al minuto 01:36) come voce onirica all’interno della traccia Back To The Night, dell’ultimo album dei Lucero intitolato Among The Ghosts. L’album contiene sia la canzone Loving, interpretata unicamente da Ben ed ispirata all’omonimo film di Jeff Nichols, sia Long Way Back Home, da cui è stato tratto l’ultimo ed imperdibile cortometraggio del regista…con protagonista proprio Michael Shannon.

«Long Way Back Home», ritorno alle origini

Dopo un anno di pausa dal sottovalutato ed eccelso Loving, i fratelli Nichols ci regalano l’ennesima perla, questa volta sotto forma di videoclip disponibile unicamente sul canale YouTube e sul sito ufficiale dei Lucero. Le note squillanti di un piano ed un titolo bianco su sfondo nero (tipico del regista) ci introducono ad una macchina in fuga su una strada polverosa. Sullo sfondo lo squarcio meraviglioso di un cielo al tramonto e l’orizzonte sconfinato di una campagna del Tennessee.

La prima scena, priva di musica, vede Stanton (Shannon) fare visita ad una vecchia conoscenza: un uomo di nome Blundell che vive in una casa malmessa, interpretato dal già citato Paul Sparks. Blundell invita il viandante solitario ad entrare, il quale sembra essere interessato ad un’unica cosa: trovare i suoi due fratelli minori Cory e Red (Garrett Hedlund e Scoot McNairy) ed attenderli al varco…Sin da subito Jeff Nichols ci catapulta in uno spaccato contemporaneo in salsa western, grazie alla glaciale recitazione di tutti gli attori, enfatizzata dall’immancabile fotografia anamorfica di Adam Stone.

Long Way Back Home

Un riff accattivante, seguito da un pianoforte dark, accompagna Stanton lungo la strada che lo porterà all’incontro (forse l’ultimo) con Cory e Red. Il fratello perso si troverà ad affrontare un viaggio attraverso le back roads, i cantieri e i campi di una Downtown Memphis fuori dal tempo che sembra aver fagocitato tutti i personaggi che la vivono. Un mini road movie nel quale, ad ogni stop, Stanton chiederà indicazioni proprio ai membri dei Lucero (cameo di Ben compreso) sulla strada da intraprendere. Vendetta o redenzione?

Un progetto unico, un racconto visivo e sonoro che si riavvolge su se stesso. La traccia dei Lucero e la messinscena di Jeff Nichols sembrano rincorrersi all’infinito. Un ritorno alle origini, non solo natie, ma anche artistiche. Un connubio perfetto che rende un prodotto del genere, apparentemente pop, un piccolo gioiello che non smette di sorprendere ad ogni visione o ascolto. Il coronamento di un rapporto fraterno che probabilmente lascia spazio ad un ultimo film…forse proprio sulla linea di Shotgun Stories, un vero back to basics, must see.

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Edoardo Rimoldi