Belfast, 2003. Dara, Saoirse, Robyn e Greta sono compagne di liceo,“separate ma inseparabili“, finché un incidente le lega per sempre, lasciando dietro di sé un mistero irrisolto. Vent’anni dopo, le tre amiche ricevono una mail per un invito al funerale della quarta amica del gruppetto, Greta. Così, si avviano insieme nel Donegal, dove il passato sembra tutt’altro che sepolto. È così che inizia Da Belfast al Paradiso, o in lingua originale How to Get to Heaven from Belfast, la nuova serie Netflix di Lisa McGee: una commedia thriller, con note un po’ horror e un po’ comiche, aggiungendo richiami a Derry Girls tra momenti spassosi, flirt improbabili e amicizie storiche.
Da Belfast al Paradiso è un intreccio continuo tra passato e presente
Se le amiche erano inseparabili al liceo, la vita le ha portate in direzioni molto diverse: Saoirse (Roisin Gallagher) è diventata la sceneggiatrice di una serie poliziesca di successo, e ora vive tra Londra e Belfast, mentre Robyn (Sinead Keenan) e Dara (Caoilfhionn Dunne) sono rimaste nella capitale nordilandese, rispettivamente per mettere su famiglia e per prendersi cura della madre anziana. Tuttavia, dalla prima scena in cui si riuniscono appare subito chiaro che il legame tra loro non si è mai sciolto né raffreddato, tutt’altro. Anche perché le amiche portano con loro un inconfessabile segreto dai tempi della scuola, che vent’anni dopo riemerge, guidando le indagini sulla morte dell’amica non solo nel presente, ma anche scavando nei ricordi del passato.

Infatti, il legame del trio con Greta (Natasha O’Keefe) diventa una pista per indagare su un trauma condiviso, che ha lasciato cicatrici indelebili nel passato delle protagoniste. Lisa McGee, con Da Belfast al Paradiso, pone una domanda tanto esistenziale quanto tangibile: quanto si ricorda davvero del passato? Quanto, invece, si modifica, distorcendo la memoria? Una ricerca interiore a cui si fa continuamente riferimento, anche quando Saoirse – che a tratti sembra la memoria vivente del gruppo – corregge gli aneddoti raccontati delle amiche, sottolineando come spesso confondiamo i ricordi tra di loro.
Da Belfast al Paradiso, una serie sempre in movimento

La serie, infatti, mostra come i nodi del passato possano venire a galla, scoprendo luci e ombre della propria adolescenza. Da Belfast al Paradiso è uno show dove le protagoniste sono sempre in movimento: non solo geograficamente, ma anche interiormente, spostandosi dai ricordi di vent’anni prima al presente. La natura dinamica si riflette anche nelle inquadrature, che catturano lo sguardo per una panoramica allungata, a tratti a fish-eye, saturata di colori brillanti che provano a staccarsi dalla solita palette Netflix.
Non solo da Belfast al Paradiso, Lisa McGee segue le protagoniste dal Portagallo fino a Dublino, per poi spostarsi di nuovo dal Donegal fino alla Contea di Cork, fino ad arrivare ad Heaven’s Veil, dove il paradiso assume un significato catartico, ovvero di perdonare le versioni passate di sé, senza andare a costruire una nuova identità per scappare da esse. Così, il simbolo della serie – che ricorda un intreccio celtico – non segue solamente le protagoniste, ma diventa un promemoria della loro storia, che le riunisce dopo due decenni.
Derry Girls vent’anni dopo?
Lisa McGee segue le protagoniste, ma non dimentica le loro antagoniste (tra cui figura anche Saoirse Monica Jackson, interprete della mitica Erin in Derry Girls). Da Belfast al Paradiso è una serie prettamente femminile. Gli uomini ci sono, ma hanno una rilevanza minore (ricordate James in Derry Girls?).
Il marito di Robyn e il fidanzato di Saoirse, infatti, sono quasi delle comparse; hanno la funzione di ricordare alle protagoniste la loro vita prima di mettersi sulle tracce di questo mistero irrisolto. Fa la sua comparsa anche l’ex fidanzata di Dara, quasi come un’ombra del passato, più che una presenza effettiva. Tra i ruoli maschili, quello del poliziotto Liam (Darragh Hand), che è impegnato nelle indagini: intuisce un legame non detto tra il trio e Greta, sviluppa una certa chimica con Saoirse.

Un altro punto in comune tra Da Belfast al Paradiso e Derry Girls è l’umorismo inconfondibile della regista. Il suo black humor, pungente e brillante, diventa un fil rouge che connette le due serie. Se le amiche instaurano dinamiche esilaranti, da una parte continuano ad analizzarsi a vicenda, punzecchiandosi ed estorcendo l’una dall’altra verità scomode.

In attesa della seconda stagione di Da Belfast al Paradiso
La serie indaga sull’intreccio tra memoria e presente, ma l’ultimo episodio (no spoiler) presenta uno spiraglio aperto, anche perché l’autrice ha lasciato alcuni plot-twist in sospeso. Così, Netflix si tiene aperta una possibilità per continuare la storia di Saoirse, Robyn e Dara con una seconda stagione – anche se al momento non è ancora stata confermata – lasciando intendere che in realtà da dire ci sarebbe ancora parecchio; forse potremmo aspettarci una stagione più focalizzata su presente e futuro, oppure a gettere luce sul passato misterioso di altri personaggi – perché alla fine il trio di amiche non era certo l’unico ad avere questioni irrisolte.
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