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Halftime: il girl power secondo Jennifer Lopez

Il documentario Netflix racconta ambizioni e origini di JLO, figura peculiare dello star system americano.

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6 minuti di lettura

Attrice, cantante, icona, imprenditrice. Queste sono solo alcune delle parole azzeccatissime per poter parlare della sola e unica Jennifer Lopez, che dal 14 giugno scorso è sbarcata su Netflix con il nuovissimo ed esclusivo Halftime.

Documentario della durata di poco più di 90 minuti, Halftime è il racconto vero e personale di una porzione di vita di JLo, in particolare di quei sei lunghissimi mesi che l’hanno vista prepararsi per la sua esibizione all’acclamato Super Bowl.

Halftime è un racconto politico

Halftime Jennifer Lopez NPC Magazine

Se all’apparenza Halftime può essere considerato come un semplice documentario sulla vita di una delle icone più amate degli anni 2000, non è così. Questo perché prima di tutto, Halftime è un racconto in chiave politica di una realtà ancora troppo attuale che aleggia da anni sul suolo americano. Jennifer Lopez è infatti figlia di immigrati nativi del Porto Rico, e sin da piccola è stata spronata dai suoi genitori – specialmente sua madre– a far sentire la sua voce e l’importanza delle sue origini. Infatti, quello di febbraio 2020 non è stato un Super Bowl normale per due motivi.

Il primo è legato alla pandemia; si tratta infatti dell’ultimo grande evento di enorme portata in un mondo ancora Pre-Covid. Il secondo è perché sul palco erano presenti due icone latino-americane desiderose di farsi sentire. La Lopez era infatti accompagnata da Shakira e le due insieme hanno dato vita ad uno show senza precedenti. Mentre la Casa Bianca e la politica di Trump tentavano di chiudere le frontiere messicane, JLo saliva sul palco dell’Halftime Show con un mantello decorato all’interno con la bandiera del Porto Rico e all’esterno la bandiera statunitense, rimarcando così l’unione di popoli. Sono riuscite a imporsi contro le polemiche degli organizzatori, che intimavano alle due di non mettersi contro alle politiche di Trump.

Halftime, un passato da non dimenticare

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Non solo il Super Bowl. In Halftime, infatti, esiste tutto un contorno dedicato alle altre vicende che la popstar stava affrontando in quel periodo, una su tutte il making di Le ragazze di Wall Street. Nei sei mesi di narrazione del documentario- precisamente da luglio 2019 a febbraio 2020- Jennifer Lopez si divideva tra le prove per l’Halftime Show e le riprese del film che l’ha vista recitare come protagonista, Le ragazze di Wall Street, uscito nelle sale nel novembre 2019.

Un focus importante è dato, in particolar modo, alla promozione del film, alle varie interviste e soprattutto alla stagione dei premi e alla mancata nomination agli Oscar. JLo, infatti, nonostante gli elogi alla sua performance, è riuscita ad accaparrarsi una sola candidatura ai Golden Globes, ed è proprio questo che porta la popstar a riflettere sul suo passato.

Nel 1998 la cantante aveva vissuto la medesima situazione con il film Selena; questo continuo confronto tra passato e presente porta la Lopez a soffermarsi sulla propria persona riconoscendo proprio che, nonostante le sconfitte, è sempre riuscita a rialzarsi a testa alta e migliorarsi.

Un film sulla forza femminile

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Un’altra delle presenze costanti all’interno della narrazione è la questione femminista e la forza che scaturisce dalle donne. La Lopez rimarca molto spesso il fatto di essere stata cresciuta circondata da donne forti, che grazie alle loro azioni l’hanno resa ciò che ora il mondo vede, una donna forte e sicura di sé. Sua mamma e sua zia sono le donne che lei ammira di più, da loro trae forza che trasmette a sua figlia Emme che, come si vede in alcune sequenze, vede nella madre una grande fonte di ispirazione.

La stessa forza è anche quella che le permette di andare oltre ai commenti dei tabloid. Jennifer Lopez parla infatti del rapporto che ha con quest’ultimi, sottolineando quanto siano tossici e diano importanza a notizie futili, come il suo aspetto esteriore, il suo corpo e la sua vita privata. Non mancano neppure i commenti sessisti. Grazie alla sua intraprendenza la cantante di Jenny from the block, si dimostra capace di affrontarli e superarli, e con gli anni a dargli sempre meno importanza.

In conclusione, Halftime è un progetto riuscito a metà. Questo perché il suo intento è, da un lato, chiaro e preciso, ossia mostrare quanto sia forte e intraprendente Jennifer Lopez e quanto sia diventata un’icona per la sua generazione; dall’altro lato però lo fa non mostrando pienamente la sua personalità che avrebbe sicuramente donato ancora più grinta ad una storia che ne ha da vendere.


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Mi chiamo Rebecca, 21 anni e da quando ne ho 13 il mio mondo gira intorno al cinema. Guardo troppi film, parlo tanto di cinema, ho tanti film preferiti ma per me non è mai abbastanza. Mi piace scrivere sin da piccola e voglio continuare a farlo ancora per molto (troppo) tempo. Studio beni culturali e sogno una carriera da critica cinematografica.

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