I 10 migliori film del 2019, secondo noi

Un anno di Cinema, l’ultimo di un decennio rivoluzionario per la settima arte. I migliori film del 2019 si rivelano così, per noi, indice di un mutamento irreversibile, condotto tanto dagli storici narratori del cinema, come Martin Scorsese e Roman Polanski (e ormai Quentin Tarantino), quanto dai nuovi protagonisti del panorama audiovisivo, primo su tutti il sud coreano Bong Joon-Ho. Quest’ultimo regista di quello che non fatichiamo a definire il miglior film del 2019, Parasite.

Ecco i migliori film del 2019, secondo noi.

«Parasite», di Bong Joon-ho

Vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, Parasite (Gisaengchung) è senza dubbio il miglior film del 2019.

l’ultimo film di Bong Joon-ho segue le vicende della famiglia Kim: poveri e dimessi, i quattro attraverso una truffa si infiltrano nella villa della ricca famiglia Park. Da questa situazione, scaturisce un intreccio dai risvolti inaspettati.

Parasite è il film dell’anno perché è un’opera divertente e drammatica allo stesso tempo, dove alla perfezione della sceneggiatura corrisponde un altrettanto curata regia. Il film riesce a catturare la situazione attuale della società in maniera potente e in chiave ironica. Bong ha saputo ideare una pellicola insuperabile, che trascenda ogni genere cinematografico per approdare in un regno dove brutale realtà e surreale comicità si incontrano.

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Parasite, commedia senza clown e tragedia senza nemici

«Joker», di Todd Phillips

Vincitore del Leone d’oro alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia, Joker, diretto da Todd Phillips, è uno dei grandi favoriti per gli Oscar 2020.

Il film si propone di ricostituire la storia sulle origini di uno dei più famosi super-cattivi della DC, il Joker.

Attraverso uno dei più iconici villain del genere cinecomic, Todd Phillips si prende la libertà di parlare di origini, costruendo una follia che non solo cresce marcendo nel corpo che la ospita, ma che è anche risultato di una malattia che ha fonte nella famiglia per costituire attraverso un personaggio immaginario una riflessione ancora più ampia sul convivere in un mondo reale che è tanto sporco quanto quello che ci si porta dentro.  

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Joker, duro e necessario

«The Irishman», di Martin Scorsese

Presentato al New York Film Festival, The Irishman di Martin Scorsese è uno di quei film destinati a far parlare di sé, forse per il suo cast, forse per la casa di produzione Netflix. O semplicemente per il suo essere una grande lezione di cinema.

Migliori film del 2019

Tratto dal libro I Heard You Paint Houses di Charles Brandt, The Irishman racconta la storia di Frank Sheeran (Robert De Niro), l’irlandese che fu braccio destro del sindacalista Jimmi Hoffa (Al Pacino). 

The Irishman è il tipico gangster movie che guarda al noir francese di cui non è sempre facile tenere le fila. Dotato di una nostalgia quasi religiosa, il film è una produzione in grande stile, che grazie ad attori del calibro di Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci racconta una storia di quelle capaci di ridefinire la nostra visione del mondo. 

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The Irishman, l’intima rimpatriata di Scorsese

«L’ufficiale e la spia», di Roman Polanksi

Opera del grande e controverso Roman Polanski, L’ufficiale e la spia (J’accuse) è una delle perle presentate alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia, dove ha guadagnato il Gran premio della giuria.

Migliori film del 2019

Il film è ambientato nel 1895 e tratta del caso di ingiustizia più noto della storia. Il capitano ebreo Alfred Dreyfus (Louis Garrel) viene accusato di alto tradimento, mentre l’ufficiale Marie-Georges Picquart (Jean Dujardin) guadagna la promozione a capo della stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ben presto le sue indagini lo porteranno alla conclusione di un clamoroso caso di falsificazione delle prove.

Ottimo e avvincente esempio di un cinema di impianto classico, Polanski ripropone lo storico caso attraverso una regia e una sceneggiatura lineari ma mai banali, dove il passato parla al presente, prefigurando le tragiche guerre mondiali di cui anticipa ideologie e modelli.

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L’ufficiale e la spia, Polanski torna a sorprendere

«Storia di un matrimonio», di Noah Baumbach

Con sei nomination ai prossimi Golden Globe, Storia di un matrimonio (Marriage Story) diretto da Noah Baumbach e prodotto da Netflix, si prepara a essere uno dei film più amati dell’anno.

Migliori film del 2019

Dopo Il Calamaro e la BalenaBaumbach torna qui a parlare di famiglie che finiscono e di conflitti famigliari mai risolti. Nicole e Charlie sono due artisti del mondo del teatro, diversi e innamorati, vicini alla fine di qualcosa che avevano costruito con tanto amore e impegno.

Supportato da due protagonisti di eccezione, Adam Driver e Scarlett Johansson, Baumbach riesce in Storia di un matrimonio a dare vita a una commovente pagina di diario che con uno sguardo umano e benevolo, ci racconta un emozionate episodio di una New York attraverso il buco della serratura.

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Marriage Story, il divorzio e l’amore che resta

«C’era una volta a…Hollywood», di Quentin Tarantino

Quentin Tarantino e il suo nuovo C’era una volta a… Hollywood ha sbancato il botteghino di questo 2019, incassando solo nel primo weekend nordamericano un totale di 40,3 milioni, il valore più alto nella carriera del regista, superando tutte le previsioni.   

Migliori film del 2019

L’eccezionale duo Brad Pitt – Leonardo Di Caprio fa da padrone in questa produzione losangelina ambientata nella Hollywood del 1969, in un’America appena uscita dalla mitica Summer of Love, in cui i protagonisti si trovano alle prese con una carriera ormai tentennante. Da leggere come una lunga e avvincente dichiarazione d’amore di Tarantino per la vecchia Hollywood e il cinema anni Sessanta, il film presenta una ricca serie di riferimenti ai grandi miti che hanno ispirato la sua arte, tra cui l’omicidio di Sharon Tate, incinta di otto mesi, che al tempo segnò la fine dell’evanescente sogno hollywoodiano.

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C’era una volta a…Hollywood, non il solito Tarantino

«Martin Eden», di Pietro Marcello

 Da anni punto di riferimento del cinema documentario, Pietro Marcello è tornato alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo Martin Eden, tratto dal romanzo capolavoro di Jack London.

Migliori film del 2019

Interpretato da un fascinoso Luca Marinelli (Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile), Martin Eden è un giovane marinaio che sogna di diventare uno scrittore e di conquistare l’amore di una giovane borghese.

Pietro Marcello parte da un classico della letteratura, conservando il suo sguardo documentario, malinconico e un po’ poetico per raccontare la storia di chi si è fatto da solo, di chi ha lottato per emanciparsi per mezzo della cultura. In un anno pieno di qualità e di interpretazioni mozza fiato, siamo felici di poter annoverare questa emozionante produzione italiana tra i migliori film del 2019.

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Martin Eden, un romanzo di formazione tra arte e politica

«La favorita», di Yorgos Lanthimos

Sicuramente non passato inosservato, La favorita (The Favourite) è un delirante e raffinatissima commedia in costume firmata Yorgos Lanthimos. Numerose candidature e nomination confermano che il film è un esilarante capolavoro da non perdere.

Migliori film del 2019

Ambientato nel XVIII secolo, mentre la Gran Bretagna è in guerra con la Francia, tre donne si spartiscono il trono. La regina Anna (Olivia Colman, premio Oscar e Coppa Volpi per la migliore interpetazione femminile), è infatti manipolata dalla fidata consigliera Lady Marlborough (Rachel Weisz) , ostacolata a sua volta dalla giovane e ambiziosa Abigail Hill (Emma Stone).

Il portentoso e parodico intreccio di sesso e potere ideato da Lanthimos è un incalzante movimento di battute ed eventi che martella senza sosta lungo la visione che vale ben più di un intellettuale esercizio di stile.

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La Favorita, un’assurda commedia in maschera

«Dolor y gloria», di Pedro Almodóvar

Dolor y gloria di Pedro Almodóvar ripercorre i primi passi della vita del regista spagnolo e della sua storia d’amore con il Cinema.

Migliori film del 2019

Sulle tracce della biografia di Almodóvar, il film narra della storia di Salvador Mallo (Antonio Banderas, premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes), un regista ormai alla fine della sua carriera, oppresso dalle malattie e dalla stanchezza. La paura della morte cammina di pari passo con i ricordi d’infanzia per concludersi con l’uscita dalla depressione e il ritorno di Salvador dietro alla macchina da presa.

Fare i conti con il proprio passato è per i protagonisti di Almodóvar un passaggio necessario per riscoprire se stessi. Dolor y gloria è per questo una celebrazione della vita in quanto connubio tra corpo e anima che si tramuta in arte, animato dal fuoco del desiderio.

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Dolor y Gloria, l’Almodovar ritrovato

«Midsommar – Il Villaggio dei Dannati», di Ari Aster

Midsommar – Il Villaggio dei Dannati, il nuovo film horror di Ari Aster, già regista di Hereditary, è una fiaba cinematografica impregnata di terrore. Al suo centro un mondo fatto di oscurità, dove però il sole non tramonta mai.

Migliori film del 2019

Protagonisti del film sono Dani e Christian, una giovane coppia americana in crisi che decide di partecipare a un viaggio in un lontano villaggio svedese, per festeggiare “Midsommar”, la tradizionale festa di mezza estate che si svolge nei giorni del solstizio.

Elegante psicodramma, Midsommar utilizza materiale esotico ed eccessivo per narrare attraverso occhio antropologico le difficoltà e le paura più profonde del nostro tempo.


La redazione di In Sala è composta da Alessandro La Mura, Andrea Centonza, Camilla Martina, Cristina Sivieri, Denise Salis, Valentina Cognini, Francesca Cerutti, Floriana Bria, Edoardo Rimoldi, Anna Maria Giano.

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