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Navalny, suspense da thriller ma verità da documentario

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4 minuti di lettura

È al cinema Navalny, il documentario di Daniel Roher prodotto da HBO Max e CNN Films, vincitore di due premi nella categoria Audience Awards al Sundance Film Festival 2022 (Festival Favorite e U.S. Documentary). Il film tratta le vicende di Alexei Navalny, avvocato, attivista e politico russo, fondatore e leader della Fondazione per la lotta alla corruzione (più comunemente nota con l’abbreviazione FBK).

Navalny Documentario NPC Magazine

Proprio come l’FBK, il documentario di Roher si impegna a far luce sulla tirannia del Cremlino, diventando così un documento sull’incapacità di trovare il successo nella lotta contro una vera e propria dittatura, che in quanto tale è in grado di distruggere ogni cosa o persona che si ponga in un ruolo di opposizione. La potenza esercitata da Vladimir Putin è talmente fuori scala che può permettersi di essere sfacciata, di essere evidente eppure intoccabile, tanto da avvelenare il proprio nemico in maniera palese, senza doversi preoccupare dell’opinione generale e senza subirne le conseguenze.

Nonostante in ogni intervista il presidente russo negasse la rilevanza di Navalny (tanto da evitare di fare il suo nome, chiamandolo “quello lì”), il tentativo di eliminarlo non ha fatto che confermare l’importanza del lavoro svolto e la paura di un governo minacciato dalla verità.

Da investigazione segreta a fenomeno virale

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Il momento della confessione di Konstantin Kudryavtsev.

Daniel Roher svolge un ottimo lavoro sul lato tecnico, adattando musiche e montaggio a una storia che non ha bisogno di un grande sceneggiatore per diventare un thriller mozzafiato; in particolar modo è sensazionale la parte dedicata alle indagini sull’avvelenamento, con conseguenti telefonate ai colpevoli tra cui quella a Konstantin Kudryavtsev, nella quale, con il supporto dei membri più attivi dell’FBK (Christo Grozev e Maria Pevchikh), Navalny fa dono del suo sangue freddo e della sua dialettica per far confessare l’agente dell’FSB (il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa). L’indagine e la confessione diventeranno virali grazie a un grande lavoro di diffusione online da blogger-influencer da parte dell’FBK (a proposito, questo è il loro canale Youtube).

Al termine del film Alexei Navalny torna in Russia, avvenimento che segna un finale amaro quanto prevedibile dato dal suo arresto. Due giorni dopo, l’FBK rilascia Putin’s Palace: History of the World’s Biggest Bribe, un video investigativo che nel giro di una settimana raggiungerà più di 100 milioni di visualizzazioni e che darà vita a numerosi movimenti di protesta in tutta la Russia. La Fondazione per la lotta alla corruzione è adesso catalogata dal governo come un’organizzazione estremista e terrorista.

Navalny, un messaggio al popolo

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Il ritorno in Russia di Alexei Navalny.

Non arrendetevi. Se hanno deciso di eliminarmi è perché siamo incredibilmente forti. Dobbiamo utilizzare questa nostra forza per non arrenderci, per ricordarci che siamo una grande potenza oppressa da questi delinquenti.

Non riusciamo davvero a renderci conto di quanto siamo forti.

Il male trionferà solo se le brave persone non faranno nulla… quindi agite.

Il film si chiude con il messaggio di Navalny al popolo russo, che letto adesso risulta ancora più potente e universale. Quello di Roher non è solo un bellissimo documentario, ma un film dalla grande importanza storica mentre la storia si fa sotto i nostri occhi.

Un thriller di cui si spera potrà uscire un sequel, ma questa volta con un lieto fine.


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Classe 1997, appassionato di cinema di ogni genere e provenienza, autoriale, popolare e di ogni periodo storico. Sono del parere che nel cinema esista l'oggettività così come la soggettività, per cui scelgo sempre un approccio pacifico verso chi ha pareri diversi dai miei, e anzi, sono più interessato ad ascoltare un parere differente che uno affine al mio.

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