«Ci si rispetta non per amore, non per affetto, ma perché si ha paura che il patto si infranga e che, come un vaso di Pandora, escano fuori tutti i segreti più orribili». Così scrisse Domenico Starnone in Confidenza (Einaudi, 2019). Lo scrittore partenopeo è da sempre un ottimo indagatore dei rapporti coniugali, che nelle sue opere presenta sempre come guerre di logoramento dove i legami sono messi in piedi in maniera precaria e sono pronti a saltare da un momento all’altro, soprattutto se rischiano di venire a galla segreti inconfessabili tenuti nascosti per quieto vivere e per mantenere stabile un equilibrio nato fragile in partenza.
Se prendete Starnone e aggiungete nel mix uno scienziato specializzato in miniaturizzazione e una scrittrice vincitrice del Premio Pulitzer, il risultato sarà ancora più sorprendente, soprattutto se uno dei due viene rimpicciolito dall’altro e gli rende la vita letteralmente un inferno coniugale. Questo risultato si chiama The Miniature Wife, serie tv distribuita da Peacock negli Stati Uniti e da Sky in Italia e ideata da Jennifer Ames e Steve Turner, già noti per aver collaborato assieme ad alcuni episodi di Boardwalk Empire.
La trama di The Miniature Wife
The Miniature Wife racconta la storia di Les Littlejohn, interpretato da Matthew Macfayden – Tom Wambsgans di Succession, per chi non se lo ricordasse –, e del suo rapporto di coppia con Lindy McMichael, interpretata invece da Elizabeth Banks, che a differenza di Macfayden non ha bisogno di presentazioni. Les è uno scienziato specializzato in miniaturizzazione: vuole provare a risolvere la fame nel mondo rimpicciolendo le scorte di cibo per poi ingrandirle di nuovo, ma allo stesso tempo è ossessionato dal voler vincere il Premio Nobel per non essere in difetto nei confronti di Lindy, che invece ha vinto il Pulitzer per il suo primo romanzo, un libro che attraverso la fiction scandaglia il suo rapporto complicato con la madre Diane.

Les è talmente ossessionato dal successo della sua scoperta che vuole rimandare il rinnovo della promessa di matrimonio fatta con Lindy. Questo ennesimo atto di egoismo del marito porta la donna a decidere di mollarlo, molto probabilmente per mettersi con Richard, scienziato collega di Les con cui da sei mesi intrattiene una relazione extraconiugale. Senza farlo apposta – o forse sì –, Les spruzza la soluzione restringente addosso alla moglie, che si rimpicciolisce così improvvisamente. Da qui i due ingaggeranno una spietata guerriglia coniugale fisica e psicologica, che potrebbe portare al crollo definitivo della coppia, o forse riunirla.
The Miniature Wife, un confronto con l’omonima short story
Come più volte dichiarato nei titoli di coda, The Miniature Wife – il cui sottotitolo è Un piccolo problema – non è altro che la trasposizione dell’omonima short story di Manuel Gonzales, che i più curiosi e i più avvezzi alla lingua inglese possono leggere cliccando qui. Per confrontare le due opere, il rischio di dare anticipazioni sulla serie è alto; si cercherà il più possibile di restare sul vago e allo stesso tempo di far capire bene come cambia la short story una volta adattata sullo schermo.

In primo luogo, rispetto alla short story qui abbiamo più personaggi, dall’investitore miliardario Hilton, interpretato da Ronny Chieng, volto noto del Daily Show di Trevor Noah, fino al capo-scienziato cinico e calcolatore Vivienne, interpretata da Zoe Lister-Jones, precedentemente nota per Law & Order e The Good Wife. L’aggiunta di questi personaggi ha permesso agli ideatori della serie di aggiungere delle tematiche in più rispetto al solito rapporto di coppia, come le questioni etiche legate alla scienza e il suo sfruttamento in ottica di potere tecnologico e militare.
Un altro elemento aggiunto rispetto alla short story di Gonzales è l’inserimento di Lulu, la figlia dei Littlejohn, che, oltre ad aggiungere nel mix l’influenza dei social media nei rapporti famigliari, permette di ampliare ancora di più il discorso sulla mania di controllo di Les che, frustrato per non riuscire a realizzare la propria carriera, tratta come fosse Galatea la figlia costringendola a studiare facoltà scientifiche all’università anziché assecondare i suoi desideri. Infine, il tono della serie tv The Miniature Wife è meno grottesco e dark rispetto alla short story e, a differenza del racconto, ci presenta i punti di vista di entrambi i coniugi Littlejohn anziché del solo marito, che nel racconto non ha nome così come sua moglie.
The Miniature Wife, una miniaturizzazione per ripicca
Fatte queste premesse, ricorrendo alla fantascienza sia il racconto omonimo che la serie affrontano in maniera originale le questioni legate al rapporto di coppia e alla mascolinità tossica. La serie tv The Miniature Wife, però, ci mostra a poco a poco come Lindy in fondo sia parte del problema tanto quanto il marito Les. Sebbene Lindy infatti accusi sempre Les di metterla in secondo piano, i vari flashback ci lasciano intravedere gradualmente anche lei stessa abbia messo in secondo piano Les, complice la sua fame di successo editoriale.

Vista in quest’ottica, Les non solo appare come il solito padre di famiglia maniaco di controllo, ma anche come uomo in cerca, a suo modo, di rivalsa. Les ci viene presentato come una persona che non ha mai avuto il suo momento di gloria (anzi, nelle cene con gli amici veniva persino umiliato da Lindy). Les, pertanto, rimpicciolisce – involontariamente o meno – sua moglie non solo per controllarla, ma anche per renderle pan per focaccia, per umiliarla come lei ha fatto con lui.
In questo senso, in The Miniature Wife assume grande significato la casa delle bambole dove Lindy finisce prigioniera. Da un lato, Les vuole dare a Lindy un rifugio con tutti i comfort – rimpiccioliti per l’occasione –, dall’altro la casa delle bambole diventa la metafora di quella che poteva essere la condizione di Lindy se Les non fosse stato un marito accondiscendente nei confronti della sua carriera di scrittrice.
The Miniature Wife, una guerra di logoramento per ritrovarsi
I coniugi Littlejohn intraprendono, allora, una guerra di logoramento fra le mura domestiche: Lindy da un lato rivendica la sua indipendenza e la sua libertà, e Les dall’altro fa di tutto per tenere in gabbia la moglie e cercare di avere il suo agognato momento di gloria nel mondo della scienza, dimostrando a Lindy quanto sia anche lui in grado di realizzarsi ed emanciparsi dall’etichetta di “fallito”.

Se questa guerra sembra portare alla disintegrazione definitiva del rapporto fra i protagonisti, in realtà li riavvicinerà. La situazione caotica e comica che si è creata li porterà infatti a riconsiderare la loro visione delle cose: Lindy imparerà per esempio a conciliare le fragilità e gli insuccessi con il suo legame con la famiglia, mentre Les capirà che non c’è bisogno del Premio Nobel per essere amati, ma anche che a volte bisogna saper fare dei passi indietro per poter vivere più serenamente.
Qui sì che si può dire una differenza importante con la short story di Gonzales: se quest’ultima è più pessimista nei rapporti di coppia, la serie di Ames e Turner invece è più ottimista, in quanto mostra come alle volte sia meglio scontrarsi e sputarsi tutto in faccia per poter mettersi in gioco e provare a salvare il salvabile. Dopotutto, sembra dirci The Miniature Wife, si può continuare ad amare, ma per farlo è necessario scendere a compromessi e riconoscere i desideri e le libertà del proprio partner.
Piccoli, grandi problemi coniugali in The Miniature Wife
Se siete stanchi delle solite serie tv e dei soliti film che trattano i rapporti di coppia in maniera pesante e con la solita retorica, The Miniature Wife è quello che fa per voi: grazie soprattutto all’interpretazione di Macfayden e Banks, Ames e Turner sono riusciti a creare una storia che intrattiene e non annoia mai, in cui ciascuno si può riconoscere. The Miniature Wife rappresenta perfettamente il detto «l’amore non è bello se non è litigarello»: alle volte, per continuare ad amare qualcuno, bisogna essere disposti a scontrarsi per cambiare le cose e rinnovare così il proprio amore rendendolo più forte di prima.
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