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«7 ore per farti innamorare», piacevole commedia di Giampaolo Morelli

3 minuti di lettura

Lo scorso 26 marzo sarebbe dovuto uscire nelle sale cinematografiche 7 ore per farti innamorare, il primo film diretto da Giampaolo Morelli e tratto dal suo omonimo romanzo, pubblicato nel 2013 da Piemme Glam. A causa del lockdown, chiaramente, nei cinema il film non ci è mai arrivato. Dal 20 aprile, però, è stato reso disponibile in streaming, sulla piattaforma Chili. Lo abbiamo visto e siamo pronti a raccontarvelo.

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7 ore per farti innamorare

Come sedurre in sette ore

Il protagonista del film è Giulio Manfredi, interpretato dallo stesso Morelli, un giornalista che, a un passo dalle nozze, scopre che la fidanzata Giorgia (Diana Del Bufalo) lo tradisce con il suo capo (Massimiliano Gallo). Oltre a lasciare Giorgia, Giulio decide di licenziarsi, ma l’unico lavoro che trova è per la rivista maschile online Machoman.

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Gli viene affidata una rubrica sulla seduzione, da gestire insieme a Valeria (Serena Rossi), che tiene la cosiddetta “Università del rimorchio”, in cui appunto insegna agli uomini le strategie per fare colpo su una donna in sole sette ore. In un primo momento Giulio è scettico su quanto insegnato da Valeria, ma pian piano si convince che le sue tecniche potrebbero funzionare per cercare di riconquistare Giorgia, che non riesce a dimenticare.

«7 ore per farti innamorare»: una commedia gradevole

Il film è condito da una serie di gag, soprattutto grazie alle numerose figure di contorno che fanno da spalla ai protagonisti. Queste sono ciò che impreziosisce la pellicola, rendendola in qualche modo originale nel panorama delle commedie romantiche, che in linea di massima seguono tutte lo stesso schema.

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Un altro punto di forza è l’alchimia che traspare tra Giampaolo Morelli e Serena Rossi, che già avevano lavorato insieme nel musical Ammore e malavita dei Manetti Bros. Anche 7 ore per farti innamorare è una commedia gradevole, in grado di divertire lo spettatore senza scadere nella volgarità gratuita.

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7 ore per farti innamorare non è certo un capolavoro, ma in fondo non ha mai avuto la pretesa di esserlo. È un film senz’altro leggero e simpatico che trasporta lo spettatore nella bellissima Napoli e gli regala un’ora e mezza di pura spensieratezza.


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Francesca Cerutti

Sono nata nel 1997 a Milano; sempre in terra meneghina, mi sono laureata in Lingue per l'impresa e mi sono successivamente specializzata in Traduzione. Mi innamoro sempre dei film che riescono a farmi sorridere e riflettere al contempo. I miei registi di culto? Xavier Dolan, Woody Allen e Ferzan Özpetek.