Due anni dopo il rilascio della terza stagione, Heartstopper, uno dei prodotti televisivi più celebri di Netflix degli ultimi anni, si prepara a salutare il proprio pubblico con il capitolo conclusivo, che questa volta arriva sotto forma di lungometraggio: Heartstopper Forever. Nel cast Joe Locke e Kit Connor nei panni dei protagonisti Charlie e Nick, William Gao, Yasmin Finney, Corinna Brown, Kizzy Edgell e Jenny Walser.
Heartstopper Forever, dove eravamo rimasti?

Nonostante la loro relazione proceda nel migliore dei modi, Charlie (Joe Locke) e Nick (Kit Connor) si preparano ad affrontare una serie di cambiamenti importanti all’interno della loro vita che andranno anche a intaccare il loro rapporto. Infatti Nick, arrivato al momento del diploma, è sempre più vicino al suo trasferimento all’università, mentre Charlie decide di intraprendere il percorso di rappresentante d’Istituto all’interno del suo liceo.
Insieme a Nick e Charlie, che devono fare i conti con l’idea di una possibile relazione a distanza, anche il loro gruppo di amici affronta le difficoltà del passaggio dall’età adolescenziale all’età adulta. Due su tutti Tao (William Gao) ed Elle (Yasmin Finney); Elle vuole trasferirsi a Berlino per inseguire il suo sogno di diventare artista, mentre Tao fatica ad accettare l’idea di un possibile distacco così importante.
Heartstopper Forever, illusioni e disillusioni
Tratta dalla serie graphic novel di Alice Oseman, che qui è sceneggiatrice e produttrice esecutiva, Heartstopper Forever si allontana da quella patina quasi troppo perfetta che caratterizzava la serie tv, spesso oggetto di numerose critiche, per avvicinarsi a una rappresentazione più realistica della contemporaneità. L’illusione di un mondo perfetto, fatto di comprensione, amore e accettazione, si scontra con la disillusione, con i vari problemi della vita che cominciano per la prima volta a mostrarsi. In questo senso, Heartstopper Forever accompagna i suoi protagonisti verso una maturità meno idealizzata, in cui l’amore rimane centrale ma non basta più a risolvere ogni conflitto.

Non è una novità per Heartstopper confrontarsi con tematiche di estrema rilevanza, come bullismo, depressione, disturbi alimentari, sessualità e identità di genere, ma ciò che differenzia questo film dal prodotto seriale è il modo. Heartstopper Forever, seppur in una durata più contenuta rispetto alla serie, decide sì di parlare di queste tematiche, ma rimanendo in superficie; così i temi che erano stati centrali alla serie perdono di rilevanza e di credibilità, nonostante siano importanti per la storia personale dei protagonisti.
Heartstopper Forever, chi sono ora Charlie e Nick?

Come sono cambiati i protagonisti di Heartstopper dalla prima stagione a Heartstopper Forever? Chi sono diventati? Heartstopper Forever vuole rispondere a queste domande, ampliando il discorso sull’identità dei suoi protagonisti definendone l’arco narrativo ormai giunto alla sua conclusione. Ecco, quindi, che Charlie e Nick tornano a essere centrali (fattore che si era perso soprattutto nella terza stagione), mentre il gruppo di amici perde di rilevanza, nel tentativo di trovare il proprio posto nella storia.
Da un lato, se la mossa di dare il giusto spazio a Charlie e Nick rimane la scelta più corretta essendo loro i protagonisti, non dare importanza al gruppo è un grande passo indietro per la narrazione. Personaggi che nelle precedenti stagioni erano riusciti a crearsi una propria identità, come Tao ed Elle, finiscono qui per restare ai margini, ridotti a mere presenze funzionali ai protagonisti. Heartstopper Forever diventa quindi un racconto più compatto ma meno corale, sacrificando una parte di ricchezza emotiva che tanto aveva caratterizzato il racconto di Heartstopper.
Heartstopper Forever, in breve
Heartstopper Forever, nel suo complesso, risulta un prodotto riuscito per metà; se da un lato approfondisce i suoi protagonisti rimanendo fedele alla propria identità, la durata ridotta sacrifica altri fattori, come l’approfondimento di alcune tematiche e del cast corale. Rimane un finale maturo e coerente con lo spirito della serie, ma non del tutto in grado di restituire la complessità emotiva che aveva reso la serie così amata e apprezzata.
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