Tom Cruise in una scena di Top Gun (1986)

Top Gun, cosa resta del cult di Tony Scott a quarant’anni dall’uscita

5 minuti di lettura

A quarant’anni dall’uscita Top Gun, il cult di Tony Scott, torna al cinema per celebrare la propria eredità fatta di velocità, patriottismo, rivalità e desiderio di primeggiare, dimostrando ancora una volta la sua capacità di sopravvivere al tempo, restando impresso nella memoria collettiva.

Gli anni ’80 e l’impatto culturale

Tom Cruise nel Top Gun del 1986 di Tony Scott

Ci sono film che si prefiggono di raccontare un’epoca e film che invece la incarnano: Top Gun appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Uscito nel maggio del 1986, Top Gun è stato, e continua ad essere, molto di più di un semplice successo al botteghino; il lungometraggio diretto da Tony Scott è uno dei prodotti cinematografici commerciali che riesce senza alcuno sforzo a sintetizzare estetica, valori e contraddizioni dell’America degli anni ’80, manifesto perfetto di un’epoca di cui ha influenzato moda, musica e immaginario.

Uscito nelle sale cinematografiche nel pieno dell’epoca dell’America reaganiana, Top Gun ha avuto un impatto culturale di non poco valore. Ottimismo, competizione, culto della performance, ma soprattutto idea di rivalità trasformata in successo, immaginario patriottico ed eroismo, che a tratti sfiora la tragicità, sono le caratteristiche principali di un blockbuster volto non solo a intrattenere, ma anche e soprattutto a influenzare le masse e la visione dell’America stessa. Tony Scott non si limita a raccontare quello che per gli anni ’80 era il presente, bensì plasma l’idea di un’America potente, vincente e sicura di sé.

Non solo l’America e i suoi ideali: l’impatto culturale di Top Gun ha saputo intaccare anche altri ambiti, appartenenti a quella che si può definire cultura pop. Il Maverick di Tom Cruise, che con questo film riesce a consolidare la propria immagine di attore, incarna perfettamente il modello del giovane vincente e di successo, pur rimanendo nella semplicità di un eroe umano. Maverick è competitivo, atletico, sicuro di sé, emotivo ma ribelle, e soprattutto alla moda, campo anch’esso molto influenzato dall’estetica presentata in Top Gun, basti pensare ai celebri occhiali Ray-Ban Aviator, le t-shirt bianche e i jeans slavati, che in un attimo trasformano il look militare in commerciale.

Da Top Gun a Top Gun: Maverick

Tom Cruise in Top Gun: Maverick

Il mito dietro al film, consolidandosi anno dopo anno, ha portato all’ideazione e realizzazione di un sequel nel 2022, Top Gun: Maverick, e ad un terzo capitolo attualmente in produzione. Se il primo incarna un modello più competitivo e spettacolare dell’America ai tempi di Raegan, Top Gun: Maverick guarda al suo predecessore e, in particolar modo, a quell’immaginario, sia con nostalgia che con una maggiore consapevolezza. 

Cosa rimane di Top Gun? L’estetica iconica dell’originale, fatta di colonne sonore rock, uno stile caratteristico e numerose dinamiche, questa volta inserite in un contesto culturale più moderno, più riflessivo e molto più malinconico. Lo stesso Maverick diventa simbolo di un’epoca passata che ormai non esiste più, un personaggio fuori dal tempo proveniente da un mondo più fiducioso e più speranzoso nei confronti del futuro. Top Gun: Maverick celebra contemporaneamente Top Gun e l’idea di un determinato cinema d’azione che con gli anni si era perso, rappresentandone quindi la memoria.

Top Gun, che cosa resta (in breve)

L’eredità di Top Gun, vista a distanza di quarant’anni, è altamente significativa. Non è solo un film, ma un vero e proprio fenomeno pop culturale che ha contribuito a definire gli anni ’80 (e i successivi) e le loro caratteristiche, come i look, l’estetica americana, il rapporto tra cinema e musica, il ritmo e l’idea di successo, ma anche l’idea di blockbuster stesso. Il suo vero lascito? Essersi trasformato in un simbolo generazionale, e pochi film possono dire di essere stati in grado di fare la stessa cosa.


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Rebecca, classe 2000. Scrivo da che ne ho memoria e da ancora più tempo guardo film. Ho troppi film preferiti, sono innamorata del cinema in tutte le sue forme, vorrei vivere all'interno di una sala cinematografica e aspetto il Festival del cinema di Venezia come fosse Natale.

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