«Gli anni più belli», il buon cinema di Muccino

È uscito il 13 febbraio Gli anni più belli, l’ultimo lavoro di Gabriele Muccino. Si tratta di un film corale che racconta le vicissitudini di quattro amici nell’arco di quattro decenni, dagli anni Ottanta ai giorni nostri.

Gli anni più Belli

Amicizia e amore tra alti e bassi

All’inizio del film i giovani Giulio (Pierfrancesco Favino), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria) si giurano amicizia eterna in quella che definiscono l’estate migliore della loro vita. Le loro strade si dividono quando intraprendono percorsi professionali molto diversi – Giulio diventa un avvocato di grido, Paolo un professore precario di lettere, Riccardo cerca, con scarsi risultati, di diventare giornalista – e soprattutto quando Gemma (Micaela Ramazzotti), primo amore di Paolo, sembra preferirgli Giulio.

Gli anni più Belli

Seguiamo le loro vite, scandite dai maggiori eventi di questi ultimi quarant’anni (per citarne alcuni, il crollo del Muro di Berlino, Manipulite, l’attentato alle Torri Gemelle), scoprendo insieme a loro che esistono legami che si ostinano a durare a dispetto di tutto. Giulio, Paolo, Riccardo e Gemma si trovano, si perdono, giurano di non volersi vedere più, si rincontrano, si cercano. Si trovano un’altra volta.

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Il ritorno di Muccino

Gli anni più Belli

Gli anni più belli segna il ritorno di Gabriele Muccino dietro la macchina da presa dopo A casa tutti bene, altro film corale, uscito nel 2018. Con questa pellicola Muccino vince la sfida di tenere insieme una storia che al suo interno racchiude numerose altre storie. Fa convivere svariate tematiche – l’amicizia, la malattia, il tradimento, la corruzione, il riscatto sociale (riuscito e non), l’amore, i rapporti tenuti in vita solo per salvare le apparenze – senza mai dare l’idea che vi siano forzature.

Vedendo il film lo spettatore si chiede inevitabilmente come sarà la sua vita tra quarant’anni. Quante volte avrà scommesso sulla cosa giusta. Quanti errori avrà collezionato. Quali persone saranno al suo fianco. I protagonisti degli Anni più belli, da adolescenti, immaginavano vite diversissime rispetto a quelle che hanno avuto da adulti. Crescere, e poi invecchiare, significherà provare a correggere gli sbagli commessi, riconoscere e recuperare le persone che contano davvero, anche quando ormai pare troppo tardi. Muccino sembra dirci che nemmeno a cinquant’anni e passa è davvero tardi.

Il buon cinema italiano

Gli anni più belli riconferma l’alto livello del cinema d’autore italiano. Le produzioni cinematografiche del nostro Paese vengono troppo spesso associate, nell’immaginario collettivo, solo a commediole che cercano di scimmiottare quelle d’Oltreoceano. Bisogna ricordare che il cinema d’autore, al contrario, è tutt’altro che morto. E merita di stare ai primi posti del box office, dove ora sta Gli anni più belli.

Un cast convincente

Tutto il cast degli Anni più belli ci regala performance intense ed emozionanti. Dopo A casa tutti bene Muccino va sul sicuro tornando a lavorare con Pierfrancesco Favino (che abbiamo visto di recente nel ruolo di Bettino Craxi in Hammamet di Gianni Amelio) e gli affianca Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria, perfettamente calati nelle rispettive parti. Una buona interpretazione anche per la cantante Emma Marrone, nel ruolo di Anna, la moglie di Riccardo.

Il tocco di Claudio Baglioni

Segnaliamo pure la bella colonna sonora del film: un mese fa Claudio Baglioni ha lanciato il suo ultimo singolo, Gli anni più belli, composto proprio per il film di Muccino. Vi lasciamo il videoclip ufficiale, che riprende diverse scene del film:


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