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Rome Prisma Independent Film Awards, i vincitori di dicembre 2020

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7 minuti di lettura

Il 20 gennaio si è tenuta la serata di premiazione riguardante i lavori selezionati per il mese di dicembre ai Rome Prisma Independent Film Awards. Il festival, diretto da Marcello Di Trocchio, si tiene su Twitch, dove mensilmente vengono proiettate e premiate opere provenienti da tutto il mondo. In qualità di media partner, abbiamo seguito l’evento e siamo qui per raccontarvelo.

I nominati e il vincitore della categoria Best of Fest

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Ad aprire la serata, Do You Also Feel a Tingle?, scritto e diretto da Lucia Valverde. Il cortometraggio si focalizza sulla scoperta della sessualità e sulle prime cotte adolescenziali; è delicato ma allo stesso tempo realistico nel mostrare l’idealizzazione di chi ci piace e le sensazioni amplificate che si provano a quell’età. È facile immedesimarsi nei personaggi e nelle loro esperienze, perché un po’ tutti siamo stati Alba, Nico o entrambi.

Il corto è stato seguito da Hannya, di Eva Muñoz. Ispirata dalla lettura di Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes e da alcune esperienze personali, la regista ha messo in scena una vicenda fatta di rapporti complessi ed emozioni forti, specie la gelosia. La protagonista, infatti, ama tanto, forse troppo, e vorrebbe che questo sentimento fosse ricambiato dalle persone con cui si lega, ma le sue aspettative sembrano essere continuamente deluse. Forte di una buona regia e delle ottime interpretazioni di Anaïs ParellóSophie De Fürst, Hannya coinvolge lo spettatore e argina molto bene i problemi legati al basso budget.

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Si può stabilire un rapporto di amicizia che vada oltre le ideologie? È questa la domanda che The Last Nazi Hunter, terza opera proiettata durante la serata, pone allo spettatore. Un giovane ragazzo ebreo decide infatti di fare del male ai tedeschi per vendicare le stragi della Seconda Guerra Mondiale, ma i fatti si evolvono in maniera inaspettata. L’operazione di Yuval Berger e Matan Galin risulta controversa e discutibile e potrebbe destare non poche perplessità. The Last Nazi Hunter si è aggiudicato il premio Best Of Fest, quindi lo vedremo competere anche durante l’edizione annuale del festival.

Con Panda entriamo invece nella vita di Jacob, il cui sogno è quello di diventare un rapper. Scritto, diretto, prodotto e interpretato da Jacob Fangel Løgstrup, il corto mostra la frustrazione di un ragazzo che ha paura di non realizzare il suo sogno e fatica a coniugare musica, amicizie e relazioni. Ciò che si vede è più uno scorcio di vita del protagonista che un’opera con un inizio e una fine ben definiti, eppure tanto basta per farci affezionare a lui. Il pregio più grande di Panda è sicuramente la performance di Løgstrup nei panni del suo omonimo.

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«I morti ricordano la nostra indifferenza. I morti ricordano il nostro silenzio». Con queste due frasi si apre The Silence, diretto da Juraj Štepka e scritto con l’aiuto di Peter Rajčák. Ambientato in Slovacchia durante l’occupazione nazista, il cortometraggio segue le vicende di due amici musicisti che si uniscono ai partigiani e assistono agli orrori commessi dai soldati di Hitler. The Silence è crudo e devastante, proprio come la guerra, ma mostra anche la speranza e l’umanità di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno lottato per la libertà anche quando tutto sembrava perduto. Le interpretazioni di alto livello e la fotografia curata, unite alla bellissima sceneggiatura, toccano nel profondo, e in men che non si dica ci si ritrova in lacrime.

Sesto corto nominato della categoria Best of Fest è Her di Stefano Cau, non è stato però proiettato.

Gli altri premi e vincitori del mese al Festival

  • Miglior cortometraggio: Panda, di Jacob Fangel Løgstrup
  • Miglior lungometraggio: Veneer, di Maximillian Aguiar
  • Miglior cortometraggio documentario: Big Food – The Power of the Food Industries, di Anderson dos Santos
  • Miglior lungometraggio documentario: Cryptotopia, di Torsten Hoffmann e Michael Watchulonis
  • Miglior film sperimentale: Lyric Suite, di Inaki Abalos e Samuel Gonzalez
  • Miglior video musicale: 2 Down, di Sam Farage
  • Migliore web series / pilot televisivo: Nightfire, di Brando Benetton
  • Miglior poster: The Long Journey, di Ying Zhang
  • Miglior trailer: Hannya, di Eva Muñoz
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  • Miglior sceneggiatura per un cortometraggio: Desert Rose, di Aina Swartz
  • Miglior sceneggiatura per un lungometraggio: In Between, di Piotr Tołoczko e Piotr J. Lewandowski
  • Migliore regia: Jacob Fangel Løgstrup, per Panda
  • Miglior sceneggiatura: Yval Berger e Matan Galin, per The Last Nazi Hunter
  • Miglior fotografia: Ori Ben Ari, per The Last Nazi Hunter
  • Miglior montaggio: Pia Dumont, per Do You Also Feel a Tingle?
  • Miglior sonoro: Nicolas Rivière, Elias Cheyroux, Ronan Mallejac e Lionel Guenoun, per Hannya
  • Miglior colonna sonora originale: Matúš Široký, per The Silence
  • Migliori costumi: Diana Strausz, per The Silence
  • Miglior attore protagonista: Yuval Jonas, per The Last Nazi Hunter
  • Miglior attrice protagonista: Anaïs Parelló, per Hannya
  • Miglior attore non protagonista: Augustin Groz, per The Last Nazi Hunter
  • Miglior attrice non protagonista: Sophie De Fürst, per Hannya
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Il prossimo appuntamento del festival è fissato per domenica 24 gennaio alle ore 21:00 con la replica del mese di dicembre, durante la quale si potranno quindi visionare i corti di cui si è parlato nell’articolo, mentre mercoledì 17 febbraio, sempre alle 21:00, avrà luogo la serata di proiezione e premiazione relativa ai corti di gennaio. Per saperne di più, visitate il sito ufficiale e gli account Facebook e Instagram dei Rome Prisma Independent Film Awards.


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Christian Montedoro

Classe 1999, pugliese fuorisede a Bologna per studiare al DAMS. Cose che amo: l’estetica neon di Refn, la discografia di Britney Spears e i dipinti di Munch. Cose che odio: il fatto che ci siano ancora persone nel mondo che non hanno visto Mean Girls.

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