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Shark: The Beginning, i webtoon conquisteranno il mondo?

Presentato al Florence Korea Film Fest il film tratto dall'omonimo webtoon che ha spopolato in Corea del Sud e non solo

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7 minuti di lettura

Sembra sia diventato riduttivo parlare dei webtoon definendoli una semplice forma d’arte; i fumetti digitali made in Korea costituiscono una realtà sempre più all’avanguardia, e destinata a diffondersi ben oltre la madrepatria grazie anche alla nascita di scuole professionali dedicate. Adattare i webtoon per il grande schermo, inoltre, è diventata una pratica comune che contribuisce ad accrescere un fandom già vasto, composto in gran maggioranza da giovanissimi e, secondo i creatori di Shark: The Beginning, anche da lavoratori che amano leggere nella metro.

Shark: The beginning
Kim Min-suk e Wi Ha-joon in una scena di Shark: The Beginning

Ed è proprio Shark: The Beginning l’esempio lampante di questa tendenza, talmente diffusa da costituire una buona fetta dell’attuale cinema sudcoreano e da meritare una sezione dedicata al Korea Film Festival. Analizziamo le caratteristiche principali di questa pellicola, addentrandoci nel mondo dei webtoon grazie alle parole del disegnatore della serie, Kim Woo-sub, e del regista del film Chae Yeo-sun, entrambi presenti al festival per incontrare gli spettatori e rispondere a tutte le loro domande.

Shark: The Beginning, cosa funziona e cosa no

Cha Woo-sol (Kim Min-suk) è un liceale dal carattere debole e remissivo, da tempo vittima di bullismo da parte di Bae Seok-chan (Jung Won-chang), che non esita ad aggredirlo spesso e fisicamente. All’indomani di uno sfortunato incidente in cui Seok-chan perde l’uso dell’occhio destro, Min-suk viene condannato a tre anni da trascorrere in un carcere minorile; ma quando il ragazzo fa la conoscenza di Jung Do-Hyun (Wi Ha-joon), ex campione di arti marziali miste condannato per omicidio, decide di farsi allenare da lui per imparare, finalmente, a reagire.

Lo squalo è un animale che deve continuare a nuotare per vivere, senza potersi concedere il riposo. Lo stesso vale per molte persone nella vita di tutti i giorni

Chae Yeo-sun al Florence Korea Film Festival
Shark: The beginning Kim Min-suk
Kim Min-suk

Non si può negare che Shark: The Beginning contenga molti elementi standard che raccolgono consensi, soprattutto tra il pubblico amante delle storie di rivalsa; il mentore con un passato doloroso alle spalle, il ragazzo fragile ma dall’animo nobile in cerca di riscatto, un preannunciato scontro finale corpo a corpo, sono tutte carte che difficilmente falliscono. Il problema della pellicola, in questo caso, è la sua costruzione dall’inizio alla fine fondata su solide basi ma incapace di sostenersi da sé.

Sia il protagonista Cha Woo-sol che la sua nemesi Bae Seok-chan risentono di performance caricaturali dei loro interpreti, entrambi esagerati nei modi e nelle espressioni tanto da essere messi in ombra dal Do-hyun di Wi Ha-joon, talvolta sottotono ma ben più spontaneo e credibile. Lo stesso effetto si percepisce osservando le scene di lotta, in linea di massima coinvolgenti, ma spesso talmente teatrali da perdere di realismo.

Inevitabilmente, la pellicola risente di un massiccio lavoro di sintesi necessario a condensare una stagione di webtoon in due ore appena: fatta eccezione per Cha Woo-sol, i personaggi mancano di uno spessore psicologico sufficiente a giustificare le loro azioni, che spesso si svolgono, tra l’altro, troppo frettolosamente.

In conclusione, Shark: The Beginning è un film sicuramente godibile, meritevole di aver portato a compimento un’impresa titanica, ma non apprezzabile pienamente dagli estranei al mondo del webtoon e da chi cerca un’emozione meno scenica e più sostanziale.

Chae Yeo-jun e Kim Woo-sub raccontano Shark a Firenze

Shark: The beginning
Shark: The Beginning

Ancor prima di girare Shark: The Beginning, Chae Yeo-jun era solito divertirsi leggendo webtoon, a cui si era approcciato, come da lui dichiarato, in modo naturale a partire dal mondo dei manga. Ma se da un lato questo background lo ha aiutato ad assicurarsi che il film soddisfacesse il fandom, dall’altro non gli ha risparmiato la pressione dell’arduo compito di adattare su schermo un prodotto esistente e già amato.

“[…] il mancato successo di altri film tratti da webtoon è dovuto al fatto che i registi vi abbiano inserito troppo del loro. Con Shark ho dovuto sintetizzare molto, ma ho comunque mantenuto le scene più importanti intatte”. Estremamente complesso, pensandoci bene, se si considera il diverso stile narrativo che caratterizza un webtoon rispetto a quello di un film: “Il disegnatore non ha limiti perché lavora con l’immaginazione”, dichiara Kim Woo-sub, “mentre nel mondo reale certe scene sono impossibili da riprodurre, a meno che non si utilizzino gli effetti speciali”.

All’inizio non avevo la minima idea di quale stile adottare. Disegnare tanto, provare e riprovare, è l’unico modo efficace per migliorare

Kim Woo-sub al Florence Korea Film Festival

E tra uno schizzo e l’altro, durante la sua dimostrazione, proprio Kim Woo-sub ha attirato l’attenzione del pubblico, curioso sul suo percorso da disegnatore. Ex studente di animazione, amante dei fumetti, è solito lavorare con uno specchio sul tavolo per riprodurre correttamente espressioni e fisicità, e attribuisce il successo di Shark alla cura dei contenuti: “Shark è in programmazione ormai da sei anni: gli argomenti sono lunghi e ricchi di dettagli, e allo stesso modo sono trattati i suoi personaggi“.

Alla domanda su quale sia l’elemento più importante per creare un webtoon, Kim Woo-sub risponde senza alcuna esitazione: “Sia la storyboard che il disegno sono elementi fondamentali, ma il lavoro da fare è tanto, quindi la cosa più importante è che piaccia a chi lo fa”.


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Classe 1996, dottoranda in Ingegneria Industriale all’Università di Napoli Federico II, il cinema è la mia grande passione da quando ho memoria. Nerd dichiarata, accanita lettrice di classici, sogno di mettere anche la mia formazione scientifica al servizio della Settima Arte. Film preferito? Il Signore degli Anelli.

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