Adults - "the neightbours are complaining about the crop-tops" scene

Adults è la nuova serie comedy della Gen Z

8 minuti di lettura

Adults è tornata con una seconda stagione ancora più forte della prima. Disponibile su Disney+, la serie comedy segue le avventure di un gruppo di ventenni alle prese con i classici dilemmi dell’inizio dell’età adulta. Un formato già visto in serie cult come Friends, How I met your mother o New Girl, che qui vengono riletti attraverso un’ottica Gen Z.

Il gruppo di amici in "Adults"

Adults: cinque ragazzi e un router

«Five kids one router» è la password del Wi-Fi della casa dei genitori di Samir nel Queens, quartiere ancora inesplorato nelle sit-com ambientate a New York (di solito, tutte a Manhattan). Qui, in una casa a due piani vivono Samir (Malik Elassal) e Billie (Lucy Freyer), amici d’infanzia sin dai tempi della scuola; Anton (Owen Thiele) e Issa (Amita Rao), compagni di college; e Paul Baker (Jack Innanen), unico personaggio della serie che viene chiamato con nome e cognome.

Fun fact: gli showrunner di Adults hanno deciso di girare un secondo episodio pilota per introdurre i nuovi spetttatori al gruppo, e inizia proprio con l’arrivo di Paul Baker. Se Friends inizia con l’arrivo di Rachel, e How I met Your Mother con Robin; Adults prende avvio con l’arrivo di Paul Baker, esausto dalla maratona di New York.

Paul Baker in "Adults"

I problemi della Gen Z in Adults

La chimica tra i membri del gruppo è spontanea sin dall’inizio; così, senza il bisogno di costruire la relazione tra i protagonisti, la serie segue gli amici destreggiarsi tra le classiche sventure dei vent’anni. Infatti, sebbene lo stile di Adults sia ironico e leggero, i temi che vengono toccati sono decisamente attuali: trovare un lavoro dopo l’università, gestire le relazioni, andare a vivere da soli (in questo caso, con amici).

Billie, per esempio, perde il lavoro nel primo episodio e, da quel momento, faticherà a trovarne uno. Anche Samir, già dalla prima stagione, cerca un impiego per poi autosabotarsi (un po’ come Billie) durante il colloquio online. Anton, invece, ha un lavoro stabile nelle adv sales, che inizialmente dà per scontato per poi rivelare quanto in realtà ci tenga. Issa fa la maestra di danza, e si impunta per far sì che i bambini riescano a mettere in scena lo spettacolo scritto da loro, Popcorn Forest. Paul Baker, invece, ha sei lavori, tra cui bartender in un club e cameriere in un diner.

Issa e Billie in "Adults"

Un’altra dinamica che affronta Adults è il rapporto con internet: «it’s not our fault we got the internet when we were our most horny and stupid» è una battuta di Anton, che sarà relatable per ogni ventenne di oggi. Infatti, c’è un intero episodio che ruota intorno al rapporto con i social e di come sia cambiato nel corso degli ultimi anni: un decennio fa i social si usavano come diario per postare i contenuti più cringe e imbarazzanti; mentre oggi sono diventati un archivio fotografico curato, sebbene vogliano sembrare il più autentici possibile.

Anche la soluzione abitativa del gruppetto è abbastanza emblematica. Nelle hang-out comedy di anni fa, i protagonisti vivevano in diversi appartementi con i coinquilini, pagando l’affitto. In Adults, i protagonisti vivono nella casa di famiglia di Samir senza dover pagare l’affitto. Forse un riflesso realistico della situazione lavorativa dei giovani di oggi, che senza un aiuto da parte della famiglia non riescono a permettersi di vivere da soli. Infatti, prima di trasferirsi con il gruppo, Paul Baker viveva a New York facendo couch surfing.

Adults e le dinamiche relazionali (spoiler alert)

La serie riflette anche sulle dinamiche relazionali: dall’amicizia alla vita amorosa, sino al rapporto con la famiglia. Una delle puntate in cui si affronta la differenza tra la versione di sé che si mostra ai propri amici e quella che si mostra alla famiglia è quando Talia, la sorella di Anton, va a trovarlo. Tra l’altro, Talia è interpretata da Raven Baxter, l’attrice di That’s so Raven, che riporta una reference dei tempi dell’infanzia dei ventenni di oggi agli spettatori di Adults. Anton, di solito amichevole e gentile con tutti, mostra una versione di sé litigiosa e capricciosa.

Anton e Talia in "Adults"

Anche sul fronte sentimentale la serie esplora diverse questioni. Billie ha una relazione con il suo ex professore del liceo, che poi la chiamerà «his rock-bottom» (ovvero, «il suo punto più basso»), per poi buttarsi a capofitto in flirt occasionali. Il rapporto tra Samir e la sua ragazza Carly riflette su diversi temi: la difficoltà di essere onesti mentre si cerca di supportare il proprio partner, e la relazione a distanza incombente tra i due quando Carly viene accettata in una scuola di specializzazione a Seattle.

Issa e Paul Baker vivono la loro relazione per poi accorgersi, nella seconda stagione, che la loro connessione è svanita. Dopo la rottura, Issa affronta il momento di ritorno nella dating pool di New York, per poi uscirne come un «weird little guy», autosabotandosi ogni volta che parla con un ragazzo, ad esempio parlando con un accento inglese decisamente forzato, inducendo la controparte all’ick istantaneo (concetto secondo il quale l’attrazione provata verso una persona si spezza drasticamente, nel momento in cui quest’ultima fa qualcosa di imbarazzante e disagiante).

Anton, invece, affronta un «dry spell» (ovvero, un periodo di astinenza) che dura più di una stagione intera, mentre diventa sempre più evidente il suo innamoramento per Paul Baker, che si definisce fluid, non sentendo il bisogno di incasellare la propria identità. Un approccio che riflette la maggiore libertà con cui la Gen Z guarda oggi agli affetti e all’identità.

Così, come in tutte le serie comedy, anche Adults ci accompagna tra crush, relazioni e innamoramenti tra i suoi protagonisti. Ma la vera ciliegina sulla torta arriva nel finale della seconda stagione, con un plot-twist inaspettato: a baciarsi sono Billie e Samir.

Billie e Samir in "Adults"

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'99 mancata, classe 2000 per tre giorni. Laureata in Lingue, scrittrice amatoriale e pop-culture nerd, di solito parlo e scrivo mischiando le lingue, riflettendo un "lost in translation" costante nella mia testa. Ogni tanto parto per qualche viaggio con lo zaino in spalla, ma quando sono a casa mi trovate sul divano, probabilmente impegnata nell'ennesimo re-watch.

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