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Alchemy of Souls-Light and Shadow, luci e ombre dell’atto finale

6 minuti di lettura

Alchemy of Souls-Light and Shadow ha debuttato su Netflix il 21 gennaio con due puntate, a distanza di qualche mese dalla prima parte; ad attendere trepidante un pubblico con la testa affollata di domande e dalle aspettative ormai alle stelle, o ancora più su. Impossibile non concludere la visione con un sorriso, seppure accennato: scopriamo cosa rende questo finale appagante, tutto sommato, ma incapace di soddisfare al massimo delle sue possibilità.

Un nuovo inizio

Alchemy of Souls-Light and Shadow

A tre anni dai tragici eventi di Alchemy of Souls Jin-mu continua a tramare per impadronirsi della pietra di ghiaccio, l’entità soprannaturale ora in possesso di Jang Uk e di cui il ragazzo si serve per dare la caccia ai muta-anima. Poco gli importa di essere l’uomo più temuto del mondo: ancora distrutto dal dolore per la perdita di Naksu e consumato dall’immenso potere della pietra, Jang Uk è alla ricerca di un modo per liberarsene anche a costo di rinunciare alla sua vita. Decide così di servirsi dei poteri divini di Jin Bu-yeon, l’erede della famiglia Jin misteriosamente ricomparsa e da tre anni tenuta in segregazione.

Alchemy of Souls-Light and Shadow, perché il finale non convince del tutto

Alchemy of Souls-Light and Shadow 2

Rispetto alla prima parte di Alchemy of Souls la seconda si trova in netto svantaggio, avendo soltanto dieci episodi a disposizione e non costituendo una vera e propria stagione a sé; in questi casi si dovrebbe immediatamente passare all’azione per garantire una narrazione quanto più possibile continuativa, facendo tesoro di informazioni e avvenimenti pregressi. Tirare le somme, in poche parole (e tirarle come si deve), dedicando il giusto tempo a tutte le sottotrame ed evitando brusche e frettolose risoluzioni, di quelle che lasciano insensatezze al seguito.

Alchemy of Souls-Light and Shadow sceglie di andare controcorrente, ma non nel senso migliore della parola: dedicando alla storyline principale la stragrande maggioranza delle puntate la serie trascura le altre in modo visibile riservando a molti personaggi amati un finale troppo affrettato. Ciò lascia il pubblico divorato da un aspro senso di incompletezza, ossessionato dall’idea di come avrebbe potuto essere e costretto a godere soltanto di qualche assaggio.

Light and Shadow Seo Yul

La sceneggiatura delle sorelle Hong non manca di picchi di commozione e adrenalina, ma allo stesso tempo pecca di indecisione: seppur trasudante di drammaticità e di pathos la serie fallisce a un passo esatto dalla sua conclusione, rinnegando le scelte coraggiose che aveva compiuto e quindi non riuscendo del tutto ad elevarsi al di sopra di una comune romantic comedy. Un passo falso che facilmente si sarebbe potuto evitare con qualche altro episodio a disposizione, e magari uno sviluppo più dettagliato della trama.

Il meglio di Alchemy of Souls-Light and Shadow risiede nei suoi protagonisti e nell’atmosfera. Nulla togliere all’interpretazione di Jung So-min e alla sua Mu-deok, Go Youn-jung (Jin Bu-yeon) riempie lo schermo con grazia e determinazione ricordandoci perché nell’episodio pilota ci era piaciuta, e soprattutto perché ne auspicavamo il ritorno.

Accanto a lei sul podio tutto il resto del cast e la messa in scena, che inaspettatamente si supera in meglio: combattimenti ancora più adrenalinici e suggestivi, ambientazioni dal fascino etereo e irresistibile, un OST che si conferma tra i più coinvolgenti dell’anno con un paio di new entry allo stesso livello. A tutto ciò Light and Shadow deve la sua riuscita, lacune e domande senza risposta a parte.

Una serie speciale che poteva dare di più

Alchemy of Souls-Light and Shadow Uk

Alchemy of Souls-Light and Shadow è frutto di una pianificazione confusionaria sfociata in una distribuzione sproporzionata dei contenuti, che sceglie di valorizzare l’elemento romantico a discapito della buona riuscita delle storyline secondarie e, di conseguenza, della qualità del finale. Sequenze d’azione così mirabilmente coreografate da rendere ancora più evidente la loro assenza e personaggi secondari ridotti al minimo sono le più grandi colpe da addossare alla produzione, che quasi sembra aver gettato la spugna sul più bello poiché forte dell’amore già consolidato del fandom.

Con questo atto finale emozionante solo a momenti Alchemy of Souls non soddisfa le aspettative dei suoi ammiratori, ciononostante la serie dimostra che la magia è ancora viva e pulsante: lo fa con una storia d’amore in grado di far battere forte il cuore, una collezione di effetti speciali mozzafiato, un’esperienza sonora e visiva che si conferma tra le migliori del catalogo Netflix sudcoreano.

Ma proprio nel nome di questa bellezza, non si può fare a meno di pensare che sia un peccato. Alchemy of Souls-Light and Shadow è l’ennesima prova di come ci si possa perdere pur essendo partiti col piede giusto e avendo proseguito con un passo ancora migliore: la prossima volta, probabilmente, sceglieremo un K-drama meno lungo sperando che la delusione (seppur non totale) sia meno dura da digerire.


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Classe 1996, dottoranda in Ingegneria Industriale all’Università di Napoli Federico II, il cinema è la mia grande passione da quando ho memoria. Nerd dichiarata, accanita lettrice di classici, sogno di mettere anche la mia formazione scientifica al servizio della Settima Arte. Film preferito? Il Signore degli Anelli.

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