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Batman v Superman: Dawn of justice. Promosso o bocciato?

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10 minuti di lettura

Qualche giorno fa, è apparsa una notizia alquanto singolare: il regista Zack Snyder, famoso per aver diretto pellicole come Watchmen, 300, L’Uomo d’Acciaio, Sucker Punch e altri numerosi titoli, ha dichiarato di aver avuto difficoltà nel comprendere una scena girata in Batman v Superman: Dawn of Justice. Cosa alquanto insolita, se pensiamo che il film è stato diretto da lui! Come può un regista di un’opera non capire una scena girata da lui stesso? A quanto pare può capitare, anche a un autore come Snyder.

Nell’articolo il regista afferma di non aver ben compreso, a seguito di un rewatch, la famosa scena nell’incubo. In essa si vede Batman sognare un Superman, divenuto cattivo, conquistare il pianeta Terra e vestire i panni di un super-dittatore. Successivamente, Batman si risveglia nella Bat-Caverna e vede Flash provenire dal futuro. Al che, Snyder si è domandato: ma Flash faceva parte del sogno o era un segnale del futuro? Batman si addormenta davvero? Insomma, dubbi su dubbi.

Ad ogni modo abbiamo deciso, prendendo spunto da questa notizia, di dedicare un articolo a Batman v Superman, in vista della sua apparizione nel catalogo Netflix, che avverrà il 15 aprile. Sappiamo, inoltre, che il film di Snyder ha diviso la critica tra chi l’ha apprezzato e chi l’ha critico aspramente. Pertanto, in questo articolo, vi aiuteremo a fare chiarezza sul contenuto.

Batman v Superman: Dawn of Justice, la trama in breve

Batman v Superman dawn of justice

In Batman v Superman: Dawn of Justice il mondo inizia nutrire seri dubbi sul supereroe venuto dal pianeta Krypton. Sebbene il suo ruolo sia quello di difendere l’umanità, l’opinione pubblica si spacca tra chi lo considera una minaccia e chi un salvatore. Nella cerchia degli haters vi è Batman (Ben Affleck), alias Bruce Wayne, il quale considera Superman (Henry Cavill) responsabile dell’ecatombe avvenuta, 18 mesi prima a Metropolis, durante lo scontro contro il generale Zod. Tuttavia, l’odio è reciproco – da qui Batman contro Superman – perché anche lo stesso Superman nutre un disprezzo verso l’Uomo-Pipistrello per i suoi metodi da brutale vigilante.

Sulla scena compare quello che sarà, a conclusione del film, il nemico principale: Lex Luthor (Jesse Eisenberg). Egli considera l’Uomo d’Acciaio una seria minaccia per l’umanità e il suo obiettivo è quello di eliminarlo del tutto. Come? Grazie al recupero di alcuni frammenti di kryptonite portati da Zod. Una volta recuperati, può mettere a frutto il suo piano malvagio.

Ma qual è davvero il suo obiettivo? Sbarazzarsi solo di Superman? Apprendiamo, nel corso del film, come tutto sia un tentativo da parte di Luthor di mettere contro i due supereroi. E ci riesce! Solo che, quasi a conclusione del film, i due si rendono conto di essere caduti in fallo, al che decidono di allearsi per affrontare il principale antagonista.

Cosa è andato storto nel film Batman vs Superman?

Batman v Superman

Nato come un prodotto carico di aspettative, un film che avrebbe visto contrapporsi un dualismo incarnato tra supereroe umano e supereroe alieno, Batman v Superman: Dawn of Justice ha mostrato delle crepe fin troppo evidenti.

In primis, l’incapacità di approfondire il dualismo poc’anzi menzionato: sia Batman che Superman possiedono delle profonde tematiche che meritano di essere concepite e analizzate. Tuttavia, vi è poco di tutto ciò. Non vediamo uno scontro “teorico”, ma solo uno scontro fisico, un semplice Batman che combatte contro Superman, frutto di una mente ben più grande di loro. Risulta poco sviluppato, infatti, il discorso che ruota attorno all’umanità o alla divinità di Superman. Vi sono soltanto scene cristologiche di un Superuomo che discende dal cielo e il popolo che protende le mani in cerca di aiuto.

Se Superman vada realmente trattato come dio o meno, non è per niente approfondito. E non è da meno Batman che mostra delle lacune da far inorridire qualunque fan. Prima fra tutti: l’utilizzo delle armi da fuoco. Batman nasce come supereroe che detesta le armi perché i suoi morirono per via di queste. Perché, allora, inserire questo anacronismo?

Batman v Superman dawn of justice

Per non contare il lavoro svolto dallo stesso Snyder. Batman v Superman: dawn of justice appare un prodotto dal montaggio alquanto confuso, sfilacciato, aggravato dalla densità dei personaggi e dalle immagini che si sovrappongono soltanto. Inoltre, è risaputo che il regista ha dovuto tagliare molte scene, sicché il prodotto originale doveva essere più esteso.

Ed è qui che spezziamo una lancia in suo favore. Snyder ha sempre concepito un film di lunga durata (che tra l’altro è possibile recuperare in formato Blu-Ray, col titolo Batman v Superman Ultimate Edition). Mediante ciò è possibile notare il reale intento del regista: tessere una storia molto articolata ma allo stesso tempo ben esposta. Grazie alla versione definitiva, attraverso un montaggio più lineare e meno intricato, più chiaro e meno lacunoso, è possibile constatare una maggiore attenzione alla preparazione dello scontro epico. A porre le basi per quello che è l’intento della pellicola: il faccia a faccia tra due supereroi. Assistiamo a un vero e proprio cambio di prospettiva, una svolta all’interno del film. Quindi, alla luce di ciò, è giusto chiedersi: perché quei tagli?

Punti di forza dello scontro Batman vs Superman

batman v superman dawn of justice

Fortunatamente Batman v Superman: Dawn of Justice non è del tutto da buttare; di punti di forza ce ne sono. Primo fra tutti il ruolo di Ben Affleck. Abituati a Christian Bale, e al suo ruolo ricoperto nella trilogia del Cavaliere Oscuro, i dubbi nutriti su Affleck si sono alimentati ancor prima di vederlo in azione. Tuttavia il suo Batman si è mostrato meglio delle aspettative, secondo alcuni persino superiore ai predecessori.

Abbiamo di fronte un Batman completamente differente, quasi nuovo. Affleck, grazie alla sua espressione cupa, accigliata, dallo sguardo corrucciato, rende Batman fedele al fumetto. Non abbiamo dinanzi un supereroe e un alter ego affabile che si diverte a fare il playboy milionario. È un Batman maturo, tratteggiato da un malessere. Un personaggio affranto, deluso, pronto a innalzare il dolore interiore in rabbia.

Stessa cosa possiamo dire di Henry Cavill e del suo Superman. Già ne L’Uomo d’Acciaio aveva mostrato una grande interpretazione e capacità nel rendere innovativo un personaggio già noto. La presenza di un Superman colmo di dubbi, su chi sia realmente e quale sia la sua funzione, ritorna in Batman v Superman: Dawn of Justice.

Questa volta i problemi sono altri. Egli sente di essere una minaccia, di non essere più gradito dall’umanità. Un falso dio che si è voluto osannare e che, adesso, si vuole allontanare. I suoi combattimenti, benché salvino l’umanità, causano la morte di persone innocenti. Ne è consapevole? Nasconde questo suo essere salvatore/carnefice? È giusto osannarlo come divinità? Purtroppo l’intera pellicola non riesce a dare una risposta. Ma dallo sguardo che ci offre Cavill è possibile trarre qualche conclusione e avere una nostra opinione in merito.

Ne vale davvero la pena?

batman v superman dawn of justice

Per quanto sia una domanda che torna più volte, la risposta che ci sentiamo di dare è sì, ne vale la pena. Batman v Superman: Dawn of Justice resta un film con dei problemi di densità e aspetti narrativi, ma, allo stesso tempo, la sua visione merita attenzione e importanza, specie per il cinema dello stesso Snyder. Sappiamo come il regista sia molto innovativo sulla piazza, quindi è giusto portare rispetto.

Cosa alquanto originale è osservare come la versione estesa, anziché arricchire e approfondire, colmi lacune. Riesce a rimaneggiare tessuti narrativi che nella versione cinematografica appaiono strappati. Insomma, non sarà un capolavoro, ma è un buon prodotto.


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Alessandro La Mura

Classe ’93, vivo a Taranto, città che un tempo era l’angolo di mondo che più allietava il poeta latino Orazio. Laureato in lettere, trovo nella letteratura un grande appagamento dagli affanni quotidiani. La mia vita è libri, scrittura, film e serie TV. Sogno di fare della cultura il mio pane quotidiano.