Cosa sappiamo del primo western di Martin Scorsese

Dopo il mancato riconoscimento della critica per The Irishman, qualche giorno fa, si è avuta la conferma che Martin Scorsese sta lavorando a un nuovo progetto cinematografico. Un particolare Western, il primo della sua longeva filmografia.

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Martin Scorsese

Due grandi attori

Uno degli aspetti più interessante di ciò che finora sappiamo del nuovo film a cui sta lavorando Martin Scorsese riguarda sicuramente il cast. Infatti i due pupilli (o feticci) del regista newyorkese, Leonardo Dicaprio e Robert De Niro, lavoreranno insieme. Non é la prima volta che i due iconici attori hollywoodiani si incontrano in un lavoro attoriale sotto la guida di Scorsese, infatti già nel 2015 i due hanno recitato insieme nel ruolo di loro stessi in un cortometraggio diretto da Scorsese (e in cui Scorsese è anche attore) per pubblicizzare due casinò dal titolo The Audition

Martin Scorsese
NEW YORK, NY – NOVEMBER 19: Robert De Niro, Martin Scorsese and Leonardo DiCaprio attend The Museum Of Modern Art Film Benefit Presented By Chanel, A Tribute To Martin Scorsese at The Museum Of Modern Art, NYC on November 19, 2018 in New York City. (Photo by Paul Bruinooge/Patrick McMullan via Getty Images)

«Killers of the flower moon», non proprio un Western

Sul piano invece del contenuto del film, invece, svariati articoli continuano a dire che il nuovo film di Scorsese sarà il suo primo western movie. Non è esatto. Il soggetto del film è tratto dal lavoro giornalistico di David Grann (New York Times) che ricostruisce un episodio storico-sociale avvenuto nel corso dei primi anni ‘20 del Novecento in Oklahoma (Stato situato nella regione delle Grandi Pianure ed eponimo del far west, al punto che la capitale – Oklahoma City – ospita  il National Cowboy and Western Heritage Museum). Dalle dichiarazioni di Scorsese sappiamo che ci saranno automobili e istituzioni e infrastrutture che non vediamo rappresentate nei canonici western di Sergio Leone, John Wayne
Sam Peckinpah.

Insomma è un progetto nato anche da un’idea di descrizione geniale in termini di rappresentazione scenografica della quale si occuperà Dante Ferretti, scenografo più volte premio Oscar, che ha già lavorato in molteplici film di Scorsese (da Casinò a Kundun, da The Aviator a Silence). Verrà rappresentato nel film un ambiente e un tempo in cui il passato si incontra con il futuro.

Di cosa parlerà

Da quel che sappiamo finora possiamo dire che ciò che verrà rappresentato nel film, come è tipico dello stile registico di Scorsese e in linea alla sua idea di cinema, sarà una descrizione fenomenologica di quanto avvenuto storicamente tra il 1921-22 alla tribù indiana degli Osage, divenuti ricchi in seguito alla scoperta di giacimenti di petrolio nel loro territorio, in un periodo in cui i combustibili fossili erano la nuova frontiera in termini di ricchezza economica. Gli Osage in quegli anni subirono una vera e propria ecatombe da parte dei bianchi americani che volevano sottrarre loro il controllo capistalistico della loro fortuna economica. Come afferma lo stesso Scorsese, si venne a creare una condizione per cui «era più probabile finire in galera se uccidevi un cane che un indiano».

Martin Scorsese

Ciò che invita all’attesa curiosa di questo nuovo film è il fatto che vedremo rappresentata sul grande schermo una lotta diversa da quella che siamo abituati a pensare tra indiani nativi e bianchi negli Stati Uniti. Il motivo di scontro in questo caso non riguarda la differenza culturale tra civiltà, ma una rivalità per il controllo territoriale volto al mero guadagno economico. 

Dobbiamo insomma aspettarci un film che racconta uno spaccato storico e sociale che è degno del massimo interesse, non solo per la particolarità delle vicende accadute, ma anche per la curiosità che suscita una riscrittura filmica non di un romanzo, ma di una inchiesta giornalistica. 

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Lorenzo Pampanini