Fellini in Streaming: 5 capolavori che puoi vedere online

Federico Fellini è certamente uno dei più grandi registi italiani della storia del cinema. I suoi film sono un imperativo per chi vuole approcciarsi all’essenza vera del cinema d’autore italiano e tanti sono i registi, che ancora oggi, dichiarano di prendere da lui ispirazione. La quarantena allora potrebbe diventare un momento perfetto per scoprire o riscoprire i film di questo grande regista, e le varie piattaforme di streaming ci danno la possibilità di farlo.

Se ami Fellini non perderti Cento Fellini, la rubrica di NPC Magazine dedicata al genio del Cinema italiano.

«La strada» (1954)

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La strada fu l’opera che diede notorietà al regista.

Il film racconta della storia di Gelsomina che, a causa della sua condizione di estrema povertà, viene venduta a Zampanò, un rozzo saltinbanco. Questi incomincia ad abusare della ragazza, anche a causa del suo carattere rozzo e brutale. La donna tenta più volte di scappare dall’uomo, finendo però sempre per tornare. Ma l’occasione di scappare definitivamente le viene data dal ”matto”, un giovane acrobata che le farà comprendere il senso della libertà e le darà la possibilità di scappare con lui e lavorare nel suo circo. Ciò che segue è tragico, ma lo si lascia alla vostra visione.

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Inserito nella lista dei ”100 film italiani da salvare”, La strada si può comodamente guardare su YouTube.

«Il Bidone» (1955)

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Il bidone racconta della vita di Augusto, un abile truffatore, che compie le proprie malefatte con Picasso e Roberto. Dopo essere finito in carcere, Augusto progetta l’ennesima truffa con la sua banda. Solo che questa volta, colpito dalla presenza della figlia paralitica di uno dei contadini truffati, decide di ridare la propria parte del bottino alla famiglia.

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Il film di Fellini è stato giudicato dai tratti crepuscolari e dai motivi fortemente metafisici e simbolisti. Insomma un vero film felliniano.

Il bidone si può trovare tranquillamente nel catalogo Raiplay.

«La dolce vita» (1960)

Il prossimo film è forse quello più celebre del regista, La dolce vita. Il protagonista, Marcello Rubini (Marcello Mastroianni), vive in quel mondo strano e caotico quale è la Roma del boom economico. Marcello di lavoro fa il giornalista per giornaletti scandalistici, ma coltiva l’ambizione di diventare uno scrittore di successo. Ciò che però si frappone fra lui e il suo sogno è la sua vita mondana, che lo porta a rimanere schiacciato in una condizione di noia esistenziale perenne nei meandri della bella società romana.

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Questa bellezza però è finzione. Perché tutto è lasciato ad una dipendenza dal piacere, dalla dolce vita, che rende questo mondo appassionato soltanto al raggiungimento dei piaceri effimeri ed estemporanei, decretandone una decadenza dai tratti quasi patetici. Una possibilità per Marcello di cambiare vita arriverà dal suo amico Steiner, ma la conclusione sarà tragica.

Il film è sicuramente un must della cinematografia di Fellini e potete trovarlo nel catalogo di Infinity.

«8½» (1963)

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, è sicuramente uno dei più grandi capolavori di Fellini.

La trama è molto semplice: Guido Anselmi (Marcello Mastroianni), un regista ormai affermato, si ritrova a dover elaborare il suo prossimo film. Ciò che lo attanaglia sono i continui dubbi esistenziali, che paiono essere senza via d’uscita. Primo fra tutti di questi dubbi è l’impossibilità di stabilire un senso al rapporto con le altre persone della sua vita e con il suo passato. La conseguenza di questo stato d’animo viene rappresentata nel film attraverso scene che si alternano tra la realtà e il sogno, tra la rappresentazione del presente reale e quella di un passato in forma onirica, dai tratti anche simbolisti. Questo mix tra finzione e verità crea un mondo confusionario, che rispecchia perfettamente lo stato d’animo del protagonista. La conclusione sembra in qualche modo ridare speranza all’uomo, che si accorge dell’insensatezza del suo esistere. Ma questa la si lascia alla visione del lettore.

Un film assolutamente da vedere almeno una volta nella vita, che potete tranquillamente trovare nel catalogo della piattaforma streaming Infinity.

«Città delle donne» (1980)

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Film uscito nel 1980, quindi parte delle opere dell’epoca della maturità del regista, è Città delle donne.

Snaporaz, interpretato da Mastroianni, si ritrova in un luogo remoto e rurale. Era precedentemente sceso dal treno, in aperta campagna, all’inseguimento di una donna, che gli aveva dato segni di interesse e che non voleva farsi sfuggire. Questo luogo però si rivela tutt’altro che desolato e disabitato, infatti, ad un certo punto il protagonista si ritrova nel bel mezzo di un albergo dove si stava svolgendo un congresso di femministe.

Le donne però sono caratterizzate da una visione assai radicale del femminismo, e nella loro città tutto è basato sull’odio profondo del maschio in quanto tale.

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Il film vuole essere in questo senso da una parte una critica verso il radicalismo privo di logica di certi tipi di femminismo, ma allo stesso tempo pare una critica, e forse anche una presa di coscienza, del rapporto con le donne del protagonista. Infatti, anche lui è connotato da una certa faciloneria nel rapporto con il sesso femminile, che lo porta talvolta a non rispettarle appieno e vederle solo come degli oggetti. Il film potrebbe avere dei tratti autobiografici dello stesso regista.

Città delle donne è disponibile sia nel catalogo Raiplay che in quello Prime Video.


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Vladislav Karaneuski
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