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Gli anelli del potere, un’operazione mastodontica

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6 minuti di lettura

Gli Anelli Del Potere è un’operazione mastodontica, non solo una Serie TV. Su Prime Video dal 2 settembre, è il tentativo di elevare il messaggio televisivo partendo dalla narrazione, arricchendo con un impatto visivo degno del medium cinematografico.

Il processo di creazione de Gli anelli del potere

Andiamo con ordine. De Gli Anelli del Potere si inizia a parlare quasi cinque anni fa, quando uscirono le prime indiscrezioni sull’acquisizione dei diritti da parte di Amazon. Iniziarono a girare rumor per anni. Prima si diceva dovesse essere una nuova riproposizione della storia trasposta dai film di Peter Jackson, poi un prequel che narrava le vicende del giovane Aragorn. Infine, uscirono le famose mappe, in cui era presente Númenor, andando a confermare che Gli Anelli del Potere sarebbe stata ambientata molto più indietro, nel periodo della seconda era della terra di mezzo.

Amazon aveva acquistato i diritti di trasposizione dei libri de Il signore degli anelli e lo Hobbit per poi però adattare la seconda era? L’escamotage era stato trovato nel ricercare tutti i riferimenti alla seconda era presenti nel libro principale: le appendici, i capitoli introduttivi e il capitolo del consiglio di Elrond. Il gioco era fatto. Gli Anelli del Potere avrebbe trattato della forgiatura degli anelli fino ad arrivare all’ultima alleanza e alla sconfitta di Sauron, avvenimenti che vediamo riassunti nel prologo de La compagnia dell’Anello di Peter Jackson.

Un’impresa ardua e dispendiosa, con un budget che si aggira sui 500 mila dollari a stagioni per un totale di 5 stagioni, a cui vanno sommati i 250 mila dollari iniziali per l’acquisizione dei diritti. Cifre astronomiche e difficili da immaginare.

Le prime immagini sono uscite quasi un anno fa, e questo ha scatenato le polemiche per l’introduzione di alcuni attori neri in ruoli precedentemente interpretati differentemente. Gli Anelli del Potere si portava quindi il peso di dover essere la serie più costosa di sempre e allo stesso tempo attirava le critiche dei tolkeniani per i possibili tradimenti al canone (che in realtà ci sono, per esempio, anche nella trilogia di Peter Jackson, chiamasi adattamento al medium).

Il 2settembre 2022, in tutto questo caos mediatico, sono usciti i primi due episodi. Ed hanno già convinto i più.

Una ricostruzione spettacolare

Guardando i primi minuti de Gli Anelli del Potere non si può che rimanere a bocca aperta per la cura tecnica è stata messa in gioco. È qualcosa di mai visto prima a livello televisivo, la ricostruzione scenografica è impressionante e coadiuvata dalle musiche perfette di Bear McCreary riuscie ad immergerci di nuovo nella terra di mezzo e non solo.

I primi due episodi sono un grande prologo a ciò che vedremo nell’arco di tutte e cinque le stagioni. Vengono messe su le linee narrative principali e viene ricostruito un mondo attraverso i punti di vista delle diverse razze, dagli elfi ai nani, dagli uomini, ai proto-hobbit.

Ci troviamo in un periodo di pace, la terra di mezzo è stata scossa dalla guerra contro Morgoth. Sconfitto l’oscuro Valar e sconfitti gli ultimi rimasugli delle sue forze, il mondo cerca pace per dimenticare quegli anni bui. Questo è l’incipit che muove quasi tutte le storie, e soprattutto il tradimento di questa pace annunciata dall’alto re degli elfi Gil-galad. In ogni story-line si iniziano a vedere già delle increspature, segno che il male non muore, attende.

Gli Anelli del Potere convince per il suo essere così corale, concedendo però allo stesso tempo spazio ad ogni storia, con delle caratteristiche diverse. Un esempio è lo stile di linguaggio, diverso da personaggio a personaggio.

I personaggi sono molto interessanti, alcuni hanno già rapito l’attenzione dello spettatore, come l’elfo protettore del sud Arondir o il re nano Durin IV, altri hanno invece ancora tempo per essere approfonditi ed avere un ruolo più centrale. Protagonista indiscussa delle prime due puntate è sicuramente la Galadriel di Morfydd Clark. Insieme ad Arondir, è il personaggio che soffre di più questo ritorno alla pace, sentendo ancora il bisogno di contrastare il male per un voto fatto a sé stessa.

Cosa dire di più de Gli Anelli del Potere, una serie che con soli due episodi ha già mostrato molto, forse troppo. È un’esperienza visiva che ti porta completamente oltre lo schermo, andando a supportare una costruzione narrativa più classica, lontana dai film divisi in puntate a cui ci siamo ormai abituati. Il giudizio non può essere che positivo; il prologo convince e spinge alla revisione, facendoci ben sperare per i prossimi episodi e per le prossime stagioni. Prime Video ha confezionato un gioiello quasi perfetto, pronto a domare e nel buio incatenare tutte le altre Serie TV del momento.


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