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Il matrimonio del mio migliore amico, il ritorno di un grande classico

5 minuti di lettura

24 anni dopo la prima uscita sul grande schermo, Il matrimonio del mio migliore amico (1997) rimane il film che non ti aspetti. Uno di quei classici da mangiare con gli occhi, sotto una coperta, gustando pop-corn, meglio ancora se il camino è acceso e fuori piove.

Vincitore di numerosi premi e nomination anche agli Oscar per la Migliore colonna sonora di James Newton Howard, al botteghino incassa più di 21.6 milioni di dollari in un solo weekend. Ogg Il matrimonio del mio migliore amico torna su Netflix, a riempirci il cuore di vestiti anni ’90, dialoghi divertenti e atmosfere nostalgiche.

La trama de Il matrimonio del mio migliore amico

Il matrimonio del mio migliore amico

A tre settimane dal suo 28esimo compleanno, Julianne (Julia Roberts) riceve una chiamata da parte di Michael (Dermot Mulroney), suo caro amico di una vita. I due, anni prima, si erano scambiati la seguente promessa: se a 28 anni non avessero ancora indossato la fede al dito, si sarebbero sposati tra di loro. Quando il telefono squilla, tutto fa pensare che il grande giorno sia arrivato. Quasi già immaginiamo la voce di Michael al telefono sul punto di lasciarsi andare a dolci parole d’amore, già immaginiamo l’abito da sposa e la cerimonia. E invece: vorresti essere la mia testimone?

Come Julianne, anche noi cadiamo dal letto. Restiamo appesi alla cornetta come lei e lo stupore che le colora il viso è lo stesso nostro. È Kimmy Wallace (Cameron Diaz), compagna di università di Michael, la fortunata vincitrice dell’anello di fidanzamento.

La nostra protagonista prende il primo aereo e raggiunge il futuro sposo. Incontra la bellissima Kimmy e capisce di avere una missione da portare a termine. Da questo momento, inizia una disperata corsa contro il tempo in cui sabotare il matrimonio è motore di azioni, bugie e accuse. Julianne le tenterà tutte. Proverà con l’inganno, con un sotterfugio, ma nulla: la sorte sembra arridere sempre e solo a Kimmy. L’ultimo (spoiler: vano) tentativo sarà confessare la verità a poche ore dal matrimonio, che è già di per sé sull’orlo di una forte crisi.

La povera Julianne si dichiara, ammette di essere innamorata di Micheal da quasi un decennio e che, da quella fatidica chiamata, non ha fatto altro che pensare a come potersi sostituire a Kimmy. Presa dalla foga, Julianne bacia il suo migliore amico, di fronte a Kimmy, che vista la scena, scappa via, lontana. Viene inseguita da Michael, che a sua volta è inseguito da Julianne. Ma come finisce?

Finale a sorpresa

Il matrimonio del mio migliore amico

Gli anni ’90 sono stati segnati dagli imperdibili happy endings di Pretty Woman (1990), Notting Hill (1999), 10 cose che odio di te (1999) e 4 matrimoni e un funerale (1994), solo per citarne alcuni. A differenza di questi film però, che si inseriscono a gamba tesa nelle liste delle migliori pellicole romantiche a cavallo tra i due secoli, Il matrimonio del mio migliore amico non sempre è riportato.

Sul finale de Il matrimonio del mio migliore amico, Michael sceglie Kimmy. La sceglie e non si guarda mai indietro. Ci coglie impreparati, ma è un finale assolutamente felice, che accettiamo con il sorriso. Julianne ha fatto tutto ciò che le era possibile fare, ma non è servito e allora ha fatto un passo indietro. Così come Michael ha scelto Kimmy, Julianne ha scelto di anteporre la felicità di Michael al lieto fine per cui invece sperava. Uno squarcio di realismo che su questa tela romantica ci prende sinceramente alla sprovvista, abituati a un decennio di happy endings, come sopra citato, ma comunque piacevolmente colpiti.

Che ci si riveda in loro oppure no, sentiamo vivo e pulsante il sentimento che muove ognuno di loro. Ed è questo a rendere Il matrimonio del mio migliore amico un film senza tempo: la sua autentica somiglianza alla vita vera.


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Classe '97, laureata in Lettere e in Arte, ora alle prese con un Master in Editoria e Giornalismo.
Siede scomposta, viaggia spesso, legge libri a colazione, guarda film per parlarne ossessivamente

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