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L’attacco dei giganti: ecco perché devi recuperarlo

6 minuti di lettura

Attack on Titan, in italiano L’attacco dei giganti, è un anime giapponese iniziato nel 2013, tratto dal manga omonimo del creatore Hajime Isayama. Sia il manga che l’anime sono diventati prodotti di culto per il pubblico di riferimento.

In particolare l’anime è riuscito a conquistare il grande pubblico dopo l’approdo sulle piattaforme streaming Netflix e Amazon Prime. Attualmente è in onda la Final season, edita in Italia sulla piattaforma Crunchyroll, della quale esce una puntata ogni domenica sera. L’ultima puntata uscirà domenica 3 aprile. Ma forse le sorprese non sono ancora finite.

E quindi, perché recuperare L’attacco dei giganti?

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L’attacco dei giganti è un prodotto che ti conquista per la sua resa stilistica, non eccelsa, ma accattivante. I disegni non sono aggraziati e perfetti, ma hanno un impatto nel movimento e nella costruzione del fotogramma. L’anime è frenetico, pieno di azione e cinetica. Il gusto estetico si mescola a una storia frammentata e ricca di plot twist. Ci troviamo in uno stato medievale, all’interno di tre livelli di mura invalicabili. Costruite anni addietro, le mura difendono la popolazione dai giganti, esseri umanoidi che vivono nel territorio al di fuori delle mura. Non hanno coscienza, non hanno un apparente scopo e sono attirati dalla carne umana.

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La storia inizia con un avvenimento particolare. Un gigante diverso dai soliti, chiamato colossale, compare di fronte alle mura più esterne e le distrugge, per poi scomparire nel nulla e permettere ad altri giganti di entrare nel distretto di Shiganshina (luogo di provenienza del protagonista). Il nostro protagonista Eren perderà i genitori con questo attacco e in lui nascerà l’istinto di uccidere tutti i giganti per vendicare la loro morte. Per questo si iscrive all’esercito, e in particolare al corpo di ricerca, che è l’unico dei tre corpi dell’esercito che esce al di fuori delle mura per cercare di catturare i giganti e studiarli.

L’incipit porta poi pian piano a svelare il mistero dietro la venuta dei giganti, dietro la condizione reclusa dell’umanità in queste mura, oppressi dalla paura ma combattivi per spirito di sopravvivenza. Esistono altre popolazioni al di fuori delle mura? Chi sono i giganti? Agiscono senza una razionalità o sono controllati da qualcuno? Tutte domande che si rincorrono nella serie e che avranno una loro risposta sempre inaspettata.

I pregi di L’attacco dei giganti

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La serie ha il pregio di essere sempre diversa e variegata, costruita su archi narrativi brevi ma contestualizzati sempre in maniera diversa, riuscendo a non risultare mai ripetitiva. Ci sono dei richiami e delle citazioni a Game of Thrones, che rendono il prodotto ancor più leggibile da un pubblico occidentale. Non a caso il mistero sulle mura e sui giganti ricorda la barriera di ghiaccio che si trovava al nord di Westeros e il mistero della presenza degli estranei.

L’attacco dei giganti riesce a convincere per la sua epicità, i suoi riferimenti pop, le colonne sonore che spaziano dal rock al metal e questo alone di mistero che piano piano si dipana e ci accompagnerà fino alla conclusione della storia. Una storia di umanità reietta e occlusa nel proprio stato di minorità, chiusa nelle mura, sinonimo della caverna di Platone, fino a che un ragazzo non decide di alzare lo sguardo per porgerlo al di là di queste barriere fisiche e mentali.

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Inoltre al suo interno sia l’anime che il manga contengono un messaggio antibellico, che lavora e scruta i meccanismi di propaganda, di credenza storica e di pregiudizio che si istillano nelle menti quando è presente un po’ di mistero nella minaccia da combattere. Soprattutto nella quarta e ultima stagione, in cui alcune risposte ci sono state date e ci avviciniamo alla conclusione della storia, il messaggio contro la guerra si fa centrale e le convinzioni che portano alla nascita dell’odio ingiustificato, vengono studiate e raccontate.

L’attacco dei giganti è quindi una serie da recuperare immediatamente, vista anche la prospettiva di un finale al cinema. La storia del manga non dovrebbe concludersi con gli ultimi episodi messi in onda, questo lascia una porta aperta ad un’ultima stagione o a un film conclusivo che racchiuda la trasposizione degli ultimi nove capitoli.

Correte a recuperarla!


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Nato a Fermo, anno 1997. Scopro la passione per il cinema e per le serie tv durante l'università, studiando tutt'altro. Appassionato di film scomposti, imperfetti ed esageratamente lunghi, il mio regista preferito è Guillermo Del Toro. Le altre passioni sono la letteratura, il ciclismo e la politica.

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