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L’immensità, la sinossi nostalgica di Crialese è in bianco e nero

Una storia familiare nella Roma degli anni Settanta: conquiste sociali, identità e nostalgia.

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5 minuti di lettura

Presentato da Warner Bros. Pictures, con una produzione Wildside, L’immensità è l’ultimo film di Emanuele Crialese, in concorso nella 79ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Descritta come l’opera più personale, ragionata e costruita del regista, l’eredità memoriale necessitava di una presa di coscienza maggiore. Per questa ragione Crialese ha inseguito per anni la meta del racconto, una storia che è, prima di ogni cosa, un ritratto familiare: “L’immensità è il film che inseguo da sempre, è sempre stato ‘il mio prossimo film’ […] come se non avessi ancora raggiunto la giusta maturità. È un viaggio nella memoria attraverso ricordi […] e impressioni di un tempo passato, rivisitati e rielaborati dall’esperienza di oggi”.

Acme e culmine della sua produzione (Crialese è al suo quinto lungometraggio), ne L’immensità la famiglia – problematica, disfunzionale – acquista un ruolo centrale, ancor più che negli esperimenti precedenti: Carla e Felice non riescono a concedere ai figli un’adeguata protezione, né un nido in cui sentirsi al sicuro. L’argomento identità”, troppo vivo per essere tematizzato, è una sinossi del passato, un recupero di suoni, odori, tradizioni edificate nel corso dell’infanzia. Tessuto connettivo del dramma familiare, Penélope Cruz con una straordinaria interpretazione: una maternità vissuta alla pari che presta ascolto allo sguardo incontaminato dei bambini.

L’immensità arriva in sala dal 15 settembre 2022

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Nella Roma degli anni Settanta, Clara (Penélope Cruz) e Felice (Vincenzo Amato) si trasferiscono in un nuovo appartamento, ma l’aggressività e le continue relazioni extraconiugali di lui ostacolano la felicità del matrimonio. A complicare la situazione, il desiderio di Adriana (Luana Giuliani), la più grande dei tre figli, di sentirsi riconosciuta come uomo, Andrea.

L’equilibrio si disgrega, nella cornice di una città sospesa tra conquiste sociali e rovesciamento di archetipi familiari: è l’occhio attento di Andrea, alle prese con la fioritura del primo amore, la lente attraverso cui vengono descritte le oscillazioni dell’anima. Alla ricerca di un segno inconfondibile che li orienti, i personaggi dovranno fare i conti con il valore dell’identità. 

Il suono della rivoluzione: con Raffaella Carrà e Patty Pravo le donne diventano trasgressive

Il gioco che Crialese conduce con L’Immensità è quello di farsi nostalgico propulsore di una storia collettiva, un resoconto personale delle conquiste degli anni Settanta, dal vestiario più disinibito al taglio femminile sbarazzino, dai discorsi sull’identità al Varietà risonante nelle televisioni in bianco e nero: era l’epoca delle icone, Raffaella Carrà e Patty Pravo sobillavano gli equilibri con la novità “trasgressiva” dando alla realtà femminile un appiglio per l’esuberanza.

A partire dal sonoro, la rivoluzione è personificata dalla Clara di Penélope Cruz, madre disinibita, moderna, profondamente legata ai tre figli e reazionaria al controllo del marito infedele. Ruota attorno alla sua figura, più che alla tensione della maturità evolutiva della tredicenne Adriana, la corposità del lungometraggio che patisce il coinvolgimento in prima persona del regista: Carla è prigioniera dell’archetipo normato, protagonista tragica di un legame emotivo usurato.

Crialese racconta per immagini una fragilità reattiva, compensata dall’Immensità dell’amore per i figli: la performance della Cruz oscura, per ovvie ragioni, il temperamento aspro degli attori in erba, magnetica, complice delle inquadrature, anche quelle più sfuggenti, una veterana dello schermo che assume, consapevole, il peso dell’intero dramma. A risentirne, la coerenza, l’unità formale in svantaggio rispetto la qualità visiva, e un epilogo sdrucciolo e precipitoso senza definizioni di sorta.


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25, Roma | Scrittrice, giornalista, cinefila. Social media manager per Cinesociety.it dal 2019, da settembre 2020 collaboro con Cinematographe per la stesura di articoli, recensioni, editoriali, interviste e junket internazionali.
Dottoressa Magistrale in Giornalismo, caposervizio nella sezione Revisioni per NPC Magazine, il mio anno ruota attorno a due eventi: la notte degli Oscar e il Festival di Venezia.

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