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Meglio Nate che niente, ma almeno un musical ce lo meritavamo

3 minuti di lettura

Meglio Nate che niente, tratto dall’inglese Better Nate than ever, è il nuovo titolo prodotto da Disney picture e disponibile sulla piattaforma streaming Disney + a partire dal 1 aprile. 

La pellicola è tratta dal romanzo omonimo di genere young adult dell’autore Tim Federle. Quest’ultimo ha curato il riadattamento cinematografico mettendosi dietro la macchina da presa e prendendo la direzione della pellicola.

Il viaggio di Nate verso New York

meglio Nate che niente Rueby Wood

Meglio Nate che niente è un coming of age, ciò significa che la pellicola racconta il percorso del protagonista Nate Foster (Rueby Wood) seguendo la sua crescita personale dai banchi di scuola fino alle luci della ribalta. Il protagonista viene presentato fin da subito come un ragazzino entusiasta, coraggioso e con una sensibilità artistica molto spiccata, che si declina nelle arti del canto e del ballo.

Nate trova nel suo sogno di diventare una star di Broadway il modo per affrontare i bulli che si prendono gioco di lui poiché considerato “diverso“. Il protagonista si metterà sulle tracce di tale sogno, insieme alla sua miglior amica Libby Reneé (Aria Brooks), scappando nella grande mela per fare un provino per lo spettacolo Broadway di Lilo&Stich.

Meglio Nate che niente è una pellicola colorata, piena di passione e strabordante di Broadway. Non mancano di fatto i riferimenti ad acclamati musical, come il meraviglioso Wicked o West side story.

Talento, Passioni e Coraggio

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Meglio Nate che niente si caratterizza come una celebrazione a tutti gli effetti del talento e dell’importanza di coltivare le proprie passioni, sulla falsa riga di Billy Elliot ma distante anni luce dallo stesso. La pellicola si è ispirata molto allo stile di narrazione Disney, ma non in senso positivo. Difatti si ha la percezione di una forzatura eccessiva dei personaggi a danno degli stessi. Inoltre la comicità risulta scadente, persino cringe.

Meglio Nate che niente: qual è il risultato?

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La probabile ambizione di Meglio Nate che niente di essere un musical non riesce. La parte musicale è presente per lo più a livello citazionistico, e la pellicola sembra non riuscire, fino in fondo, a essere originale.

Meglio Nate che niente suona una musica già cantata, con una riserva: il protagonista. Rueby Wood ha una personalità molto interessante, sia on che off set, un piccolo attore che mangia il palco e domina la performance.

Nate porta un suo punto di vista sull’amore e sulla sofferenza provocata dal sentirsi “diverso” e costantemente schernito dagli altri. Tematiche come l’orientamento sessuale del protagonista vengono trattate in maniera leggera ma comunque presenti all’interno della pellicola. Meglio Nate che niente nonostante più bassi che alti potrebbe risultare gradevole al target per cui è stato pensato.


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Mi chiamo Giulia, ho 21 anni e vivo a Milano. Sono una studentessa universitaria e frequento il 3^ anno di Scienze linguistiche. Mi definisco una persona molto curiosa e che si appassiona facilmente alle cose. Mi affascina molto la scrittura ed in particolare poter sviluppare sempre un mio punto di vista sulle cose. Adoro particolarmente le giornate di pioggia e gli anni '80.