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«Palm Springs», del doman non v’è certezza

7 minuti di lettura

Comica e allo stesso tempo romantica, Palm Spring – Vivi come se non ci fosse un domani è una commedia brillante come l’azzurro della piscina dove l’intera vicenda ha inizio.

Prodotto dalla piattaforma di film e serie TV in streaming Hulu, la pellicola è stata presentata al Sundance Film Festival all’inizio del 2020 e distribuita la scorsa estate, nel pieno della crisi sanitaria, esclusivamente online e in alcuni drive-in statunitensi. Il film è arrivato questo autunno in Italia, complice la proiezione all’ultima Festa del Cinema di Roma e la temporanea ripresa delle sale cinematografiche.

«Palm Springs»: la trama

Divertenti e legati da un’ottima chimica, i due protagonisti della commedia firmata dall’esordiente Max Barbakow sono Nyles e Sarah, ritratto ultracontemporaneo di una generazione incompleta, bloccata nel limbo tra l’adolescenza e l’età adulta, incompatibile con tutte le etichette e inadatta a qualsiasi tentativo di classificazione. Nyles, interpretato da Andy Samberg (Brooklyn Nine-Nine e Saturday Night Live), è un goffo sfaccendato che ha volontariamente tagliato i ponti con il proprio passato per paura dei rimpianti, mentre Sarah (Cristin Milioti, How I Met Your Mother) vive lo sconforto di un’età adulta priva di qualsiasi direzione.   

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I due improbabili protagonisti, all’inizio sconosciuti, si incontrano al matrimonio della sorella di Sarah, una di quelle cerimonie country-chic «di cui avrete sicuramente sentito parlare», con damigelle in abito color malva, lacrime di coccodrillo, fiori finti e imbarazzanti riunioni di famiglia.

Da una situazione già vista fin troppe volte, basti pensare a film come 2 single a nozze (2005) o 27 volte in bianco, la trama prende una svolta inaspettata. Nyles è infatti intrappolato da un tempo indefinito in un loop spazio-temporale che lo costringe a vivere in eterno lo stesso giorno. Quando si addormenta, tutto si azzera e la giornata ricomincia da capo, sempre dal suo letto di albergo, che condivide con l’insopportabile fidanzata Misty, aspirante wedding planner che di vita di coppia ne sa molto poco.

Tormentata da una famiglia soffocante e una vita sentimentale finora poco felice, Sarah decide istintivamente di seguire Nyles nella misteriosa caverna “magica” che intrappola anche lei nello stesso loop temporale. Solo Nyles e Sarah, quindi, sono consapevoli del meccanismo in cui sono bloccati, mentre gli altri protagonisti diventano inconsapevoli figuranti di una «giornata perfetta» per un matrimonio che tanto perfetto non é, emotivamente arido come lo stesso deserto della California.

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Tormentata da una famiglia soffocante e una vita sentimentale finora poco felice, Sarah decide istintivamente di seguire Nyles nella misteriosa caverna “magica” che intrappola anche lei nello stesso loop temporale. Solo Nyles e Sarah, quindi, sono consapevoli del meccanismo in cui sono bloccati, mentre gli altri protagonisti diventano inconsapevoli figuranti di una «giornata perfetta» per un matrimonio che tanto perfetto non è, emotivamente arido come lo stesso deserto della California.

Il ritorno del genere fantascientifico

Palm Springs

Vicino alla commedia esistenziale con lievi accenni filosofici, Palm Springs è caratterizzato da un stile brillante e un ritmo serrato che risucchiano letteralmente lo spettatore in un vortice di battute ben calibrate e comici colpi di scena, senza dimenticare qualche evento a dir poco “surreale”.

Accusato di scarsa originalità – il film si ispira chiaramente alla commedia del 2003 Ricomincio da capo con Bill Murray Palm Springs riesce a rinnovare il modello narrativo sci-fi del loop temporale, mettendo da parte la fantascienza e raddoppiando il numero dei protagonisti coinvolti. L’analisi parascientifica del portale spazio-temporale rimane giustamente ai margini dallo sviluppo dei fatti: non sappiamo nulla su come si è generato il varco e poco interessa ai fini della storia. Inoltre, in questo caso, Nyles non è il solo a dover far fronte a un mistero che rischia di condannarlo per l’eternità. L’arrivo di Sarah dà chiaramente una svolta decisiva alla trama, inserendo nell’infallibile equazione del loop una variabile imprevedibile che cambierà il risultato finale.

un film romantico, che va al di là del tema del viaggio nel tempo per sottolineare l’importanza della condivisione, qualsiasi essa sia

Una successione di sketch e situazioni slapstick condisce lo sviluppo dei fatti che si compone di una costellazione di gag assurde ma che nascondono un fondo di spietata realtà.

Insieme è decisamente meglio

Palm Springs

Terribilmente attuale, Palm Springs sfrutta l’espediente dell’anello temporale per parlare con leggerezza di temi che ci toccano da vicino, come, per esempio, il senso di solitudine generato da una società ormai svuotata di qualsiasi contenuto e valore. Le maglie fin troppo strette di un modello di felicità ormai omologato determinano un disagio esistenziale per chi è ancora alla ricerca di un proprio posto in un mondo dove tutto diventa ripetitivo perché essenzialmente prevedibile.

Palm Springs

A tratti somigliante al capolavoro Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004) – il titolo italiano non rende assolutamente giustizia -, Palm Springs nel finale sorprende, diventando un film romantico, che va al di là del tema del viaggio nel tempo per sottolineare l’importanza della condivisione, qualsiasi essa sia. Aprirsi, essere se stessi, comprendersi e ritrovarsi paiono infatti l’unica soluzione per «sopravvivere alla sofferenza dell’esistenza» che, se vissuta insieme, «può forse essere meno brutta» di quanto sembra.


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Valentina Cognini

Nata a Verona 23 anni fa, vive a Parigi per specializzarsi in Museologia all’Ecole du Louvre. Legge in metro i Cahiers du cinéma, va al cinema durante la settimana, anche da sola. Questa estate ha coronato uno dei sogni più grandi partecipando alla Mostra del Cinema di Venezia. Scrive delle ultime uscite in sala, di premiazioni, festival e di tutto il folle mondo che ci ruota attorno.