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Shadow Game, viaggio nell’Europa che non accoglie | TTFF15

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6 minuti di lettura

Diretto da Eefje Blankevoort ed Els van DrielShadow Game documenta i pericolosi viaggi compiuti da bambini e adolescenti in fuga da Paesi devastati dalla guerra che cercano protezione in Europa. Il film è stato presentato lo scorso 8 ottobre durante la quindicesima edizione del Terra di Tutti Film Festival, rassegna di cinema sociale bolognese durante la quale vengono presentate opere incentrate su questioni come la disparità di genere, l’emergenza ambientale, l’immigrazione e la lotta per i diritti umani.

Il TTFF è promosso da COSPE, associazione che da circa quarant’anni si occupa di pace e giustizia tra i popoli, diritti umani e sviluppo equo e sostenibile, e WeWorld, organizzazione italiana che si batte per i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo. La direzione è di Jonathan Ferramola, giornalista, autore radiofonico, producer e copywriter bolognese. Alle proiezioni si affiancano anche dibattiti, performance, seminari e mostre fotografiche.

Un gioco mortale

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Lo chiamano il gioco: ogni giorno, bambini e adolescenti in fuga da Paesi colpiti dalla guerra (Iraq, Siria, Afghanistan…) tentano di oltrepassare i confini europei in cerca di protezione e di una vita migliore. Dopo aver lasciato la patria, infatti, i rifugiati vengono portati in centri accoglienza, dove però faticano a sostentarsi. Nei campi in Grecia, ad esempio, non ricevono cibo, solo 50 euro al mese e per questo compiono azioni illegali o vendono il proprio corpo per racimolare qualche soldo. Vorrebbero studiare, lavorare e vivere con serenità ma non possono a causa delle ridotte opportunità che vengono loro offerte.

Sono molte le modalità di gioco: a bordo di un treno merci, all’interno di un container o semplicemente a piedi, soprattutto in montagna, attraverso foreste e fiumi. I viaggi avvengono prevalentemente di notte, con gli animali selvaggi in agguato, le condizioni climatiche avverse e le forze dell’ordine a guardia delle frontiere. Proprio quest’ultime esercitano violenza sulle persone in cui si imbattono, rompono i loro telefoni e ne confiscano le batterie. La polizia croata, per citarne una, è ben nota per le torture che infligge ai malcapitati – un modus operandi molto simile a quello documentato in un altro film, presentato al Terra di Tutti Film Festival nella scorsa edizione, The Milky Way.

Nello shadow game si soffre tanto e si cresce troppo in fretta

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In Shadow Game i viaggi non vengono solo descritti durante le interviste ma anche mostrati direttamente o tramite video inviati dai giovani alle registe, sempre stando attenti a non rendere riconoscibili i luoghi in cui si trovano. Il film cattura perfettamente la disperazione dei rifugiati, che si scontrano ogni giorno con la dura realtà di un’Europa che non li aiuta come dovrebbe.

Costretti a diventare adulti molto presto, sono esausti, accumulano fallimenti su fallimenti, vengono aggrediti; sono soli, senza cibo né acqua, in cattive condizioni fisiche e psicologiche; mentono ai genitori, che pensano siano giunti a destinazione e stiano bene. Si tocca con mano un vero e proprio dramma umanitario, perché nello shadow game si vive o si muore, e se si muore non importa a nessuno.

Difficile restare impassibili: Shadow Game è un’opera di forte impatto visivo ed emotivo, fa riflettere e soprattutto arrabbiare, mette di fronte a una realtà di cui forse non ci si rende pienamente conto finché non la si vede coi propri occhi. È un documentario d’urgenza che parla alla politica e ai cittadini, un grido d’aiuto in un mare di inumanità.

Oltre il film: il sito Shadow Game

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Shadow Game non è solo un film ma un progetto più ampio, che comprende anche cortometraggi sugli spostamenti di singoli ragazzi, un archivio fotografico e un videogioco. Tramite il sito ufficiale è possibile firmare la petizione che, in accordo con l’Articolo 22 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, richiede che i bambini che raggiungono l’Europa tramite l’Italia o la Grecia ricevano le giuste attenzioni, non vengano lasciati soli nei loro viaggi verso altre nazioni e non siano aggrediti alle frontiere. Sono inoltre disponibili link per donare alle associazioni che si occupano di offrire aiuto ai rifugiati, fare volontariato o semplicemente condividere la causa sui social.

Il prossimo giugno, mese in cui cade la Giornata Mondiale del Rifugiato, la petizione verrà presentata al Parlamento Europeo, alla Commissione e agli Stati Membri. Shadow Game ha dato l’occasione a un’intera categoria trascurata di avere una voce: ora è il momento di fare la nostra parte.


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Christian Montedoro

Classe 1999, pugliese fuorisede a Bologna per studiare al DAMS. Cose che amo: l’estetica neon di Refn, la discografia di Britney Spears e i dipinti di Munch. Cose che odio: il fatto che ci siano ancora persone nel mondo che non hanno visto Mean Girls.

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