Sabrina 3: avventure terrificanti (e confusionarie)

Terza stagione per la fortunata serie Netflix, Sabrina (le terrificanti avventure), che prende spunto dai fumetti di Nell Scovell, pubblicati dalla Archie Comics e dalla serie degli anni ’90 Sabrina vita da strega con Melissa Joan Hart come protagonista. La nuova serie introduce nuovi personaggi, nuove dinamiche e drammi da teenager, diluendo inesorabilmente qualsiasi cosa di terrificante ci fosse nelle stagioni precedenti.

Dove eravamo rimasti?

La seconda stagione era coerente con il filone orrorifico e dark, una degna continuazione del percorso di agnizione per Sabrina (Kiernan Shipka) , una scoperta di sé con rivelazioni sul proprio passato ma soprattutto con l’accettazione del compimento dell’aberrante profezia di cui è protagonista. Nell’ultima puntata, con un plot twist, Sabrina scopre le sue vere origini, scardina l’ordinamento degli inferi e si trova costretta a partire per una crociata demoniaca per salvare il fidanzato Nicholas (Gavin Leatherwood) dalla possessione di Lucifero.

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Dove ci porta la terza stagione di Sabrina?

Con un cliffanger del genere ci si aspetterebbe una serie di puntate incentrate sulle avventure di Sabrina negli inferi per riscattare l’anima del ragazzo di cui è innamorata e ristabilire un equilibrio nella politica infernale, invece gli sceneggiatori hanno virato la trama inserendo nuovi personaggi e nuovi elementi esoterici, estranei al plot portante della serie. Nicholas viene tratto in salvo molto rapidamente, anche se con ovvie ripercussioni sul suo stato fisico e psichico, dopo il legame col signore del male. Con la detronazione di Satana (Luke Cook), la magia della congrega delle streghe perde la propria potenza, perché da lui prendeva i poteri. Compaiono i Pagani, sotto le mentite spoglie di giostrai che arrivano a Greendale con il loro lunapark. Ambrose (Chance Predomo) e Prudence (Tati Gabrielle) danno la caccia a Blackwood (Richard Coyle), fuggitivo, che trova una nuova fonte di energia magica nel misterioso culto di divinità antiche di lovecraftiana memoria. In tutto questo anche Sabrina comincia ad avere troppi fili della trama per le mani: torna a frequentare la Baxter High e la squadra di cheerleader, cerca di aiutare la congrega a ritrovare i poteri, necessari per affrontare i nemici che incombono, e cerca di affermarsi come unica regina dell’inferno contro Caliban (Sam Corlett), principe dell’inferno, che ambisce al trono. Per sapere come riuscirà a tenere in equilibrio il tutto bisogna arrivare fino al finale di stagione.

le terrificanti avventure di Sabrina

Cosa non funziona nella terza stagione di Sabrina?

Le terrificanti avventure di Sabrina lasciano la strada del young horror, con la giusta dose di cupo e dark per sposare il filone teen: continui riferimenti a Riverdale (senza che però ci sia una volontà confermata di produrre un crossover tra le due serie) e alla recente cultura pop, largo spazio dedicato a stacchetti musicali, coreografie e drammi personali sui rapporti sentimentali e fisici dei coprotagonisti umani.

Il signore oscuro, rappresentato nelle prime stagioni come un caprone terrificante e crudele, è diventato un affascinante e prestante uomo che non lesina nel mostrarsi a petto nudo e fare sfoggio di pettorali scolpiti. In generale svaniscono gli aspetti esoterici e misteriosi che creavano il contrasto tra una normale vita da adolescente e lo sgomento dei culti oscuri, per lasciare spazio a demoni palestrati e bellocci o, peggio ancora, mascherati in modo quasi carnascialesco.

le terrificanti avventure di Sabrina

Le credenze esoteriche iniziano a sovrapporsi, diventando contraddittorie e confusionarie. Alla congrega delle streghe di Greendale si affiancano antiche sciamane vodoo, nuove casate demoniache che reclamano il trono dell’inferno, i Pagani, dalle sembianze umane ma dai poteri ancestrali, e vengono solo accennati gli orrori di Eldrich, che tuttavia paiono racchiudere un potere inenarrabile.  Difficile mantenere equilibrio e coerenza della trama con tutte queste forze in gioco. Forse per questo motivo ogni tanto la sospensione dell’incredulità viene spezzata da sbavature nella storia, che appaiono forzate per far andare avanti a tutti i costi la narrazione.
La serie è comunque interpretata da professionisti, attori di buon livello, capaci di dare profondità ai personaggi e di colmare la trama lacunosa con performance credibili e convincenti. Tra tutti spicca però l’interpretazione di Michelle Gomez, che si trova a rivestire sia i panni di Lilith che dell’insegnante Mary Wardwell, sopravvissuta alla possessione. Alterna in modo magistrale la brama di potere dell’una all’innocente smarrimento dell’altra.

Sabrina 3: comunque una serie godibile

Anche se perde i tratti terrificanti che l’hanno contraddistinta, Sabrina resta una serie piacevole, per la leggerezza, i colpi di scena e per la speranza che con la preannunciata quarta serie possa tornare sulla retta via. Il finale di stagione ribalta ancora una volta la situazione, permettendo di introdurre un nuovo filone narrativo, svincolato da quanto successo fino a questo momento.
Non ci resta che attendere le nuove puntate.

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Denise Salis