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The Suicide Squad

The Suicide Squad – Missione Suicida è un bagno di sangue e pazzia

Un'iniezione di eroina ad un film mainstream

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6 minuti di lettura

James Gunn (Guardiani della Galassia Vol. 1 e 2) firma la sceneggiatura e la regia di una pellicola tanto attesa quanto temuta. The Suicide Squad: Missione Suicida è l’ultimo film prodotto da Warner Bros e basato sui personaggi dell’universo a fumetti della DC. Approdato nelle sale in anteprima il 2 agosto, il film ha entusiasmato la critica ed è stato promosso dai fan, memori dell’orrore del passato Suicide Squad diretto da David Ayer nel 2016.

Nel cast tornano Viola Davis, Joel Kinnaman, Margot Robbie (reduce da Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn). Eccetto per una comparsata di Jai Courtney, volti nuovi e bizzarri si affacciano dal grande schermo. Tanto sangue e tanto divertimento contribuiscono ad un risultato folle e convincente, segno, ancora una volta, del talento di James Gunn, al quale stavolta è stata data carta bianca.

The Suicide Squad, una squadra davvero suicida

Dimenticate il disastroso guazzabuglio del Suicide Squad di Ayer e godetevi lo spettacolo, perché il film di Gunn non ha niente a che vedere col suo predecessore. La sceneggiatura, intelligente e molto solida, è il punto di forza di questa pazzia cinematografica. Una marea di personaggi riescono degnamente a convivere senza farsi oscurare l’uno dall’altro e vengono presentati senza impiegare inutili spiegoni. Quella che abbiamo di fronte è un vera squadra suicida, reclutata dalla freddissima Amanda Waller (Viola Davis), che promette sconti di pena a detenuti con metapoteri e abilità speciali. Spesso e volentieri queste abilità sono più assurde che utili, tanto che poco si confanno a dei super per come siamo abituati ad immaginarceli. Ogni personaggio è un emarginato, uno scarto della società o un eccellente candidato per un posto in manicomio (quando non tutti e tre insieme).

James Gunn non ha paura di ammazzare all’improvviso i suoi villain: a volte hanno a disposizione scarso tempo scenico ma sono comunque destinati a lasciare un’impronta nella memoria dello spettatore. Sul finale, l’indole folle e sanguinaria dei protagonisti non viene snaturata in favore di un happy ending in cui si riscopre la bontà interiore di ciascuno: chi è cattivo è davvero cattivo, fino in fondo, e chi ha un animo con un pizzico di bontà è libero di mantenerla (se riesce a sopravvivere).

The Suicide Squad e quello splatter che non sa di trash

suicide squad harley quinn armata

Il regista non scherzava quando prometteva ai fan un bello spargimento di sangue. Con assoluta naturalezza, assistiamo a cervella che schizzano ovunque, morti elaborate e uniche, sgozzamenti e violenza gratuita. La componente splatter si sposa bene con l’atmosfera pop e con i colori accesi ma un po’ vintage scelti per la pellicola (Henry Braham, il direttore della fotografia, arriva direttamente dal set di Guardiani della Galassia Vol. 2).

James Gunn torna alle sue origini: è come se facesse un’iniezione di eroina ad un film mainstream (oltre che a noi, allucinati dalla visione), avvicinando The Suicide Squad – Missione Suicida ad un vecchio cult della Troma. Non va dimenticato che Gunn proviene da quel mondo e in esso affonda le sue radici da sceneggiatore e regista. Tuttavia, gli effetti visivi e gli effetti speciali si mantengono sul sottile confine con il trash, senza sfociarvi del tutto.

In fondo, la chiave è non prendersi sul serio

Indubbiamente, The Suicide Squad – Missione Suicida è un piccolo miracolo. Innanzitutto, ha rianimato un gruppo di squilibrati caduto in disgrazia a causa di un insuccesso cinematografico memorabile: lo ha reso lo stesso gruppo di squilibrati ma equipaggiato di un certo stile e di una certa coerenza logica.

In secondo luogo, è incredibile che un quantitativo di materiale così ampio e variegato sia ben digeribile e costituisca una buona fonte d’intrattenimento per lo spettatore. Nonostante l’esperienza di visione sia travolgente (vi chiederete “ma che cosa sto guardando?”), tutto fila.

Le battute sono divertenti e il punto di forza dello script sta nel non prendersi mai sul serio. In The Suicide Squad – Missione Suicida, il nemico finale – spoiler – è una gigantesca stella marina aliena e – altro spoiler – l’eroe è un esercito di ratti… cosa si può volere di più? La trama è costellata di colpi di scena che sanno cogliere alla sprovvista e di combattimenti sapientemente coreografati, il tutto contornato da una colonna sonora che rispecchia l’animo esplosivo del film. Non si può per altro dire niente di negativo sugli attori, che sanno dare corpo e voce al proprio personaggio. La Harley Quinn di Margot Robbie non delude neanche stavolta, sorprende invece la performance di John Cena (Peacemaker).

In definitiva, se volete divertirvi e staccare un po’ il cervello andate al cinema e gustatevi The Suicide Squad – Missione Suicida: troverete un cinecomic fresco, pervaso da un’ironia dissacrante e lontano dallo stereotipo stantio del film di supereroi per famiglie. Se vi sentite sotto l’effetto di stupefacenti durante e/o dopo la visione, vi garantiamo che è perfettamente normale.


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Agata Iacopozzi

Classe 1998, capitata qui un po' per caso. Sono toscana ma studio al DAMS di Bologna. Ovviamente appassionata di cinema e futura disoccupata. Sono la prova che si può amare Godard indossando t-shirt di Star Wars.

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