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True Mothers: il film di Naomi Kawase capace di fare luce

7 minuti di lettura

L’ultimo film di Kawase Naomi, True Mothers, è una storia profonda da non perdere. Un film distribuito nelle sale a inizio gennaio, ma su scala ridotta, che sarà disponibile dal 3 marzo sulla piattaforma Cinekit, in occasione della Hinamatsuri, nota anche come Festa delle bambole‘, ricorrenza giapponese in cui i familiari delle bambine pregano affinché vengano loro date bellezza e salute.

True Mothers è stato scelto per rappresentare il Giappone ai Premi Oscar 2020.

True Mothers, la trama

True Mothers movie

Liberamente ispirato al romanzo ‘Asa ga Kuru‘ di Mizuki Tsujimura, True Mothers narra la storia di un’adozione vissuta dai genitori adottivi e dalla madre biologica. Satoko e il marito Kiyo Kazu, a seguito di numerosi interventi fallimentari per trattare l’infertilità, scelgono di affidarsi al programma Baby Baton e adottare quindi un bambino. Asato diventa così loro figlio, che crescono con amore e cura, finché un giorno una telefonata minaccia l’equilibrio familiare: Voglio indietro mio figlio.

Una serie di flashback mostra la vita di coppia di Satoko e Kiyo Kazu prima di Asato e poi la storia di Hikari, la madre biologica, e della sua vita nel centro di Baby Baton, a Hiroshima. In questo gioco di parallelismi si ritorna infine al presente, al ricatto. O mi date mio figlio o mi pagate“. Satoko invita allora a casa Hikari per discutere insieme, ma quando la ragazza arriva è molto diversa da come la ricordavano il giorno dell’adozione; in più ci sono importanti elementi che non tornano, come l’errore della presunta Hikari circa l’età del figlio. Si apre un importante quesito: è veramente Hikari la persona disperata seduta nel salotto di Satoko o è un’impostora? E se non è lei, che cosa esattamente vuole?

L’impeccabile stile registico di Naomi Kawase

True Mothers naomi kawase

Naomi Kawase fa di True Mothers un capolavoro diaristico. Tutto si racconta da vicino, quasi dall’interno, echeggiando lo stile documentaristico, che spesso ritorna nella trama, soprattutto quando si parla delle esperienze vissute in prima persona dalle madri di Baby Baton. La scelta di raccontare direttamente alla telecamera ottiene l’effetto di avvicinare il pubblico alle tematiche più difficili e profonde, stimolando una crescente riflessione che fa entrare nell’intimità dei personaggi.

Non a caso, Naomi Kawase si è affacciata per la prima volta al mondo del cinema come documentarista, per cui tutto ciò che vediamo nei suoi film ha sempre radici nella sua biografia. Lei stessa, infatti, è stata adottata e proprio per questo gli aspetti dell’adozione sondati in True Mothers riescono a fare breccia: perché sono stati vissuti in prima persona.

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Le storie di Hikari e dei coniugi Satoko e Kiyo Kazu si intrecciano alla perfezione e raccontano in modo piacevole e scorrevole due storie agli opposti, ma in qualche modo simili. Si prova compassione per entrambe le versioni, ci si sente in intimità con loro, li si vorrebbe confortare, allungare un braccio e carezzarli. Sono personaggi limpidi, trasparenti, le cui azioni non si riescono a giudicare. Si tende alla comprensione, all’attesa prima di formulare un giudizio. Si arriva alla fine sollevati, felici di aver aspettato.

True Mothers: E domani sia luce

True Mothers e domani sia luce

Il titolo originale si traduce con Arriva il mattino o, in senso più letterale con E domani sia luce. E il gioco di luce, infatti, permea True Mothers dall’inizio alla fine, tingendolo di emozioni e significati.

True Mothers è un titolo certamente significativo, ma anche abbastanza fuorviante. A primo impatto, infatti, sembra fornire un giudizio – giudizio che, come è stato sottolineato durante l’incontro con Naomi Kawase, è imposto dalla società – oppure porre una domanda, anzi la domanda: chi è la vera madre? Questo aspetto non è del tutto errato, perché essendo uno dei temi ricorrenti quando si parla di adozione è naturale che il quesito ritorni spesso, anche nella storia. Si tratta però di un’interpretazione riduttiva dell’intero significato dell’opera di Kawase.

“Vere Madri” pone l’accento sbagliato, andando a cadere nella ricerca di una realtà che non si può superare: è Madre chi mette al mondo un figlio tanto quanto lo è chi lo cresce. Ma Kawase svia la risposta trovando addirittura un terzo elemento: è madre anche la direttrice del centro Baby Baton. Essa infatti si prende cura tanto delle madri biologiche quanto delle future madri adottive e dei bambini. Regala una vita migliore.

True Mothers streaming

Il titolo E domani sia luce invece sottolinea una gioia imminente, un futuro più bello, splendente. La luce in True Mothers è sempre presente, colora i flashback, i passaggi di tempo, i momenti salienti della trama. Hikari, poi, significa Luce. Il gioco di parole prosegue nel senso più metaforico del termine: per riferirsi alla madre biologica si dice spesso che è “colei che ha dato alla luce Asato” e ricorrente è anche la richiesta di chiarezza sulla vera storia del bambino, “fare luce” sul suo passato, sulle sue origini.

Infine, la luce si trova anche nel riconoscersi, in quanto madri, in quanto donne, in quanto parte di un percorso che le accomuna, seppur su due versanti opposti.

Perché guardare True Mothers?

La presentatrice dell’incontro Emanuela Piovano (Kitchen Film) ha spiegato che si deve probabilmente alla pandemia la buona riuscita di film come True Mothers: è solo grazie a un momento come questo, che richiede riflessioni e tempo per sé, che pellicole dalle tematiche profonde sono arrivati a imporsi sulla scena internazionale. E Naomi Kawase è un bene che ci sia riuscita, perché regala un capolavoro introspettivo e commovente, capace di “far luce” sui temi più fragili in modo impeccabile.


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Classe '97, laureata in Lettere e in Arte, ora alle prese con un Master in Editoria e Giornalismo.
Siede scomposta, viaggia spesso, legge libri a colazione, guarda film per parlarne ossessivamente

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