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Il truffatore di Tinder documentario

Il truffatore di Tinder, un documentario che ci avverte

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7 minuti di lettura

In un mondo dove i social network hanno completamente preso il sopravvento, il documentario il truffatore di Tinder racconta la storia vera di Simon Leviev, altresì detto Shimon Hayut, un malvivente che tramite la nota applicazione d’incontri seduceva donne single millantando uno stile di vita lussuoso per poi incontrarle e instaurarci relazioni (d’amore e persino d’amicizia) e al momento giusto fingere di essere perseguitato da criminali per poter chiedere loro prestiti sempre più ingenti fino a ridurle al verde.

Questo originale Netflix, disponibile dal 2 febbraio 2022, raccoglie le testimonianze di alcune delle vittime per raccontare una storia vera e non proprio a lieto fine.

Il truffatore di Tinder è una storia vera

cecilie il truffatore di tinder

Cecilie Fjellhøy, Pernilla Sjöholm, Ayleen Charlotte. Questi i nomi delle tre giovani donne che hanno avuto il coraggio di parlare apertamente davanti alla troupe della regista Felicity Morris della disavventura che le ha coinvolte, insieme ad altre decine di persone, in una delle più efferate truffe su internet degli ultimi anni.

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Shimon Hayut, giovane di origine israeliana, ladro sin dalla più tenera età, ha avuto l’idea di utilizzare la nota dating app per adescare donne mediamente benestanti, perlopiù nordiche, per derubarle di tutti i loro risparmi dopo aver ottenuto la loro fiducia. Due delle tre hanno vissuto una storia d’amore con lui, ma Pernilla era solo un’amica, eppure l’uomo è riuscito a manipolarla a tal punto da farsi prestare ingenti somme di denaro anche da lei.

Il copione da lui attuato sistematicamente era molto semplice: conosceva le vittime su Tinder e si fingeva multimiliardario, spesso dicendo di essere figlio di un noto commerciante di diamanti (realmente esistente e in alcun modo imparentato con lui), le invitava ad appuntamenti dove le ricopriva di lusso, pagato a spese di altre donne inconsapevoli di tutto. Poi la relazione andava avanti a distanza e ad un certo punto le ragazze ricevevano un messaggio contenente una foto che mostrava il bodyguard di Shimon ricoperto di sangue con una profonda ferita sul capo. L’immagine era sempre la stessa, inviata da prassi a tutte le sventurate e arrecava come spiegazione il fatto che il magnate e la sua crew fossero perseguitati da gente losca ed in pericolo di vita. Egli chiedeva quindi di poter ricevere un prestito dalla compagna fittizia per non essere scoperto, dapprima di cifre modiche e poi sempre più alte, continuando le svariate relazioni in contemporanea come se nulla fosse. I soldi ottenuti gli permettevano di portare avanti uno stile di vita dispendioso e di catturare altre vittime.

Quando gli veniva chiesto il rimborso del prestito lui inviava un bonifico finto e alle ulteriori spiegazioni richieste lui rispondeva in modo freddo e minaccioso.

Pernilla però entra in contatto con Cecilie ed insieme decidono di denunciarlo alle autorità. A quel punto anche Ayleen, che era ancora fidanzata con Shimon, scopre attraverso i giornali di stare insieme ad un uomo pericoloso e decide di collaborare con i servizi segreti (senza farsi mancare una sana dose di giustizia privata…). Unendo le forze, le tre protagoniste di questa storia riescono ad acciuffarlo, ma l’idillio dura poco. Infatti Shimon rimane in carcere per soli cinque mesi, per poi uscire di galera e creare un facoltoso blog di consigli imprenditoriali a pagamento.

Il truffatore di Tinder si chiude con uno spaccato di verità che ci lascia l’amaro in bocca. Ebbene sì, le donne colpite dal raggiro non hanno ancora ricevuto i rimborsi che spettano loro di diritto.

Pro o contro Tinder?

simon leviev truffatore di tinder

Il Truffatore di Tinder non è, a differenza di ciò che si può pensare leggendo il titolo o guardando solamente i primi minuti, un attacco contro Tinder o contro le nuove tecnologie, bensì un modo per raccontare una storia realmente accaduta e che, in diverse misure, può capitare a chiunque.

Almeno una volta nella vita, quasi tutti hanno usato un’app di appuntamenti, anche solo per curiosità o per scherzare con gli amici. C’è invece chi si iscritto alle piattaforme per incontrare realmente qualcuno di nuovo. Ma come si può conoscere davvero una persona mai vista prima solo attraverso uno schermo? Questo l’interrogativo antropologico che da almeno un decennio ha preso piede nella nostra società.

Un documentario importante?

La vera volontà de Il Truffatore di Tinder è però quella di mettere in guardia i fruitori di questi siti, poiché quando tutto sembra troppo perfetto e allo stesso tempo immediato è probabile che ci sia qualcosa di nascosto dietro.

Le nuove tecnologie hanno aperto una rete di possibilità in positivo, ma anche nuovi modi per poter avere accesso alla criminalità.

Shimon è riuscito a farla franca, alla fine. Per quale motivo? Questo l’interrogativo. Forse è stato un caso, o forse no. Magari tutto ciò è avvenuto a causa di una denuncia troppo tardiva, quando ormai il potere del magnate era troppo grande per essere contrastato.

Il truffatore di Tinder nel complesso si presenta come un’occasione per riflettere non solo sui rischi dei social, ma anche sulle dinamiche di potere e sull’educazione sentimentale, che va a danno specialmente del genere femminile. Da guardare.


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Classe ‘98. Studio giornalismo e amo tutto ciò che mi fa sentire viva: i film, la musica rock, il palcoscenico e di tanto in tanto qualche sport estremo. Ho un occhio di riguardo per la filosofia e la psicologia. Mi piace pensarmi libera.

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