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L’Italia non vuole dilettanti: Isabella Rossellini è un mostro o un’utopia?

Isabella Rossellini compie 70 anni ma non ha ancora perso il suo carattere complesso e rivolto a un'imprevedibile creatività

7 minuti di lettura

Isabella Rossellini è figlia d’arte. 

L’amore tra l’attrice Ingrid Bergman e il regista italiano Roberto Rossellini finisce sulle pagine scandalistiche del New York Times: lei è sposata, lui è legato all’attrice Anna Magnani. Si conoscono grazie ad una lettera in cui la Bergman, incantata dai film del regista, si propone per essere catturata dalla macchina da presa: “Se dovesse aver bisogno di un’attrice che in italiano sa dire solo ‘ti amo’, verrò in Italia per fare un film con lei”.

Così Rossellini gioca con la Magnani la carta delle sigarette, e si presenta in aeroporto per conoscere Ingrid, che dopo pochi giorni divorzia dal marito. L’ascesa sentimentale dell’attrice procede con una cifra inversamente proporzionale al successo nella carriera: Rossellini le impedisce di lavorare con altri, e verso la fine degli anni Cinquanta la coppia prende strade diverse. 

Isabella ha solo cinque anni: cresce sui set cinematografici, ma non si appassiona fin da subito alla recitazione. Studia all’Accademia di costume e di moda di Roma, diventa traduttrice per la Rai e all’alba degli anni ’80 inizia la sua carriera come modella negli Stati Uniti, consolidando collaborazioni con fotografi del calibro di Steven Meisel, Annie Leibovitz, Helmut Newton. L’esordio al cinema è nelle vesti di una suora in Nina, di Vincent Minnelli, ma il successo arriva con Velluto Blu, del regista cui l’attrice rimase legata sentimentalmente dal 1986 al 1990.

Velluto Blu: galeotto fu il nudo, e chi lo diresse

Isabella Rossellini NPC Magazine

A pochi mesi dalla settantanovesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è bene ricordare che fu il nudo dell’attrice ad impedire al lynchiano Velluto Blu di concorrere nella selezione ufficiale. Il critico Gian Luigi Rondi, direttore della Mostra, impose difatti un veto dovuto al carattere, conturbante e fatale, della Rossellini.

Al tramonto degli anni ’80 la pellicola si aggiudicò una nomination agli Oscar (1987): un film noir, una dichiarazione programmatica degli intenti del regista. David Lynch prende spunto dalla Blue Velvet di Bobby Vinton, un cantante rock statunitense: a cantarla, allo Slow Club, è l’ammaliante Isabella Rossellini, Dorothy Vallens nel film, cantante del night che potrebbe essere collegata all’orecchio mozzato ritrovato da Jeffrey Beaumont (Kyle MacLachlan).

Tende rosse, occlusione soffocante delle piccole realtà cittadine, abusi, alcol, droga e perversioni sessuali animano l’opera del regista, che qui inaugura il sodalizio artistico con il compositore Angelo Badalamenti e la relazione sentimentale con l’attrice: “David fu l’amore della mia vita. Il mio istinto diceva che eravamo una coppia felice, ma lui amava un’altra donna. La cosa più difficile fu realizzare di non poter far affidamento sul mio intuito”.

L’evoluzione secondo Isabella Rossellini: da Darwin al Green Porno

Isabella Rossellini NPC Magazine

 “Nella mia vita non c’è mai stato un piano, è andata così”: oggi l’attrice è impegnata nel tour di un one-woman-show dal titolo Darwin’s Smile, in cui sfoggia la sua recentissima laurea in Etologia. Un’avventura paurosa, in età giovanile, che oggi Isabella abbraccia per fronteggiare il declino “fisiologico” (?) che sembra circoscrivere le occasioni sullo schermo per le donne tra i 45 e i 65 anni. I sentimenti appartengono al mondo degli umani tanto quanto al regno animale, così i sorrisi, il pianto, le microespressioni emotive conciliano la natura dell’uomo e dell’animale: l’evoluzione darwiniana è un’intuizione progressista, una dichiarazione di continuità che Isabella Rossellini elogia con devozione asservendo il mestiere dell’attrice alla causa.

Eclettica, versatile, impareggiabile femme fatale, Isabella Rossellini non è mai stata univoca: modella, letterata, attrice, scrittrice (la sua autobiografia, Some of me, è del 1997), nel 2008 ha girato una serie tv finanziata dal Sundance di Redford — Green Porno — in cui racconta la riproduzione delle mosche e dei salmoni. Un’ambizione in cui il figlio ha ravvisato una certa affinità con il surrealismo di Buñuel, ma in versione lussuriosa

Se la patria nega l’ibrido, Alice Rohrwacher lo venera

Isabella Rossellini NPC Magazine

Girato tra Tarquinia e il sud della Toscana, La chimera – della regista Alice Rohrwacher – racconta di un archeologo inglese (interpretato da Josh O’Connor) coinvolto nel traffico clandestino di alcuni reperti.

Prodotto in collaborazione con Arte France Cinema, il film – in Italia dal 2023 con 01 Distribution – segue il corso delle stagioni, nel ritratto di un’Italia diversa da quella che Isabella Rossellini (nel cast) ricorda con nostalgia.

È la stessa realtà contadina, abitata da gente straniera, poliglotta dimentica delle sue origini. La regista torna a lavorare sul dolore, questa volta declinandolo nel recupero contemplativo della cultura primigenia, e sceglie la Rossellini, emblema di una non più temibile natura ibrida e cangiante in questa rinnovata evoluzione della modernità.

Se l’Italia l’ha spesso dimenticata per il suo carattere “dilettantistico” e orientato alla complessità, l’attrice (riduttivo, forse, definirla tale) ha ereditato dal padre la caparbietà di volgere inaspettatamente la realtà a suo vantaggio, con ogni mezzo: abile ad esistere nel solo fuoco delle sue idee.


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25, Roma | Scrittrice, giornalista, cinefila. Social media manager per Cinesociety.it dal 2019, da settembre 2020 collaboro con Cinematographe per la stesura di articoli, recensioni, editoriali, interviste e junket internazionali.
Dottoressa Magistrale in Giornalismo, caposervizio nella sezione Revisioni per NPC Magazine, il mio anno ruota attorno a due eventi: la notte degli Oscar e il Festival di Venezia.

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