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La fine - David M. Rosenthal

La Fine, lungo le vie di The Last of Us e McCarthy

5 minuti di lettura

La Fine è un film distribuito da Netflix a luglio del 2018, con un cast che comprende Theo James, Forest Whitaker e Kat Graham, diretto da David M. Rosenthal.

Il film inizia a Seattle, in cui vivono e si sono trasferiti da qualche anno Samantha e Will, in attesa del loro primo bambino. Will, dopo la visita dal ginecologo dove scoprono il figlio sarà un maschio, parte per Chicago per incontrare i genitori di sua moglie e annunciare le nozze imminenti, nonostante i rapporti con Tom, suo futuro suocero, non siano idilliaci.

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La cena dai suoceri si rivela un disastro annunciato, riaffiorano vecchie ruggini e contrasti che avevano portato i due ragazzi a trasferirsi a Seattle. Tornato in albergo, Will si addormenta e viene svegliato la mattina dopo da una videochiamata di Samantha, che però si conclude bruscamente in seguito ad un forte boato e all’andare via della corrente.

Arrivato di fretta all’aeroporto, tutti i voli verso la costa ovest vengono cancellati. Un non precisato cataclisma ha colpito gli Stati Uniti lungo la costa est, da Seattle a Los Angeles. Will torna a casa dei genitori di Samantha e decide di partire in auto per raggiungere Seattle insieme a Tom. Da qui parte un road-movie di sopravvivenza, lotte e contrasti, mentre la società americana si sgretola, lasciando spazio all’ anarchia.

La fine, dove sopravvive il più forte

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La fine è un high-concept-movie, un film che si potrebbe sintetizzare in una frase. Nato dalla popolarità di film come The Road (2009) e Logan (2017) e di videogiochi come The last of us (2013), La fine elabora nel viaggio e nei rapporti di chi il viaggio lo attua verso la fine imminente del mondo per come lo conosciamo. Più ci spingiamo verso la meta finale del viaggio più il film ci mostra cambiamenti considerevoli di paesaggio e di atteggiamenti delle persone.

Si torna ad uno stato di natura Hobbesiano in cui sopravvive il più forte e in cui non ci sono regole. L’ovest diventa di nuovo quella frontiera invalicabile e strana che vedevamo nei film western. Si riscopre la paura dell’ignoto e dell’inaspettato. Attraverso questo viaggio al limite della sopravvivenza, in cui l’egoismo delle persone torna a galla sotto forma di spirito di conservazione, Will e Tom riescono a superare i vecchi dissapori e a legare, spinti dal desiderio di salvare Samantha.

E proprio come nei Western, il paesaggio rappresenta l’anima dei personaggi, la loro vera indole, che qui viene rappresentata da una fotografia sempre più cupa, con delle tonalità arancioni che vanno a richiamare un altro film post apocalittico come Mad Max Fury Road.

Theo James riesce ad essere perfetto nella parte di un uomo non adatto a questo mondo e a questo modo di fare, che dovrà imparare ad abbandonare ogni limite impostosi, anche grazie al Tom di Forest Whitaker, ex soldato che lo aiuta in questo veloce processo di cambiamento.

La fine riesce ad essere un film sull’inizio di un nuovo mondo sporco, pericoloso e senza legge, di cui l’ignoto cataclisma avvenuto ad inizio film è solo la data di demarcazione tra un prima e un dopo. E infatti il film si conclude con una ulteriore fuga di Will e Samantha verso nord, in fuga da un nuovo sconvolgimento climatico.

Un interessante primo tassello di una storia che potrebbe continuare, una, rielaborazione del film post-apocalittico con inserti western che negli ultimi anni abbiamo già visto; La fine riesce ad essere più asciutto nell’arrivare al punto, nell’essere solo l’inizio di una possibile storia.


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