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Modern Family

(Ri)vedere Modern Family è sempre una buona idea

La magia di Modern Family, spiegata

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13 minuti di lettura

Per i grandi appassionati di sitcom non può assolutamente mancare Modern Family nell’elenco delle serie viste e da rivedere. Christopher Lloyd e Steven Levitan ci hanno regalato ben 11 anni di risate e di lacrime con questo mockumentary unico nel suo genere. Vincitrice di svariati Emmy Awards e un Golden Globe come Miglior serie tv commedia nel 2012, Modern Family non necessita di tante presentazioni. Andiamo quindi ad analizzare insieme le caratteristiche che hanno reso Modern Family una SerieTV che crea dipendenza.

Modern Family: la nascita di un successo

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Modern Family nasce dalle esperienze familiari dei suoi due ideatori Christopher Lloyd e Steven Levitan e non è per nulla insolito per i padri di film e SerieTV attingere al proprio background personale per la creazione di prodotti di successo. Come si è rivelato anche per I Simpson, ispirati alla famiglia dello stesso Matt Groening, partire dal reale e dall’ordinario è una garanzia di successo. L’idea stessa dell’intera serie tv, raccontano i creatori, è nata proprio da uno scambio di aneddoti e divertenti situazioni che avevano come protagonisti le famiglie e gli amici dei due. Lo stesso Levitan ha inoltre dichiarato che i Dunphy sono liberamente ispirati alla sua famiglia, sia per composizione che per posa. Divertire e trasmettere sentimenti: questi gli obiettivi che Levitan e Lloyd si erano posti per Modern Family. Non stupire, non scioccare, non fare la rivoluzione, ma semplicemente puntare sulle emozioni, sull’empatia, sulla convivialità.

Mockumentary: la chiave per l’empatia

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Elaborando soggetti realistici e studiati, riprendendo le loro vicissitudini e i loro pensieri più intimi, Modern Family gioca ogni carta in suo possesso in favore dell’emotività e del legame tra lo spettatore e i protagonisti. La pluripremiata serie comedy unisce lo schema tipico delle sitcom allo stratagemma del mockumentary: le riprese, infatti, sono operate come se i protagonisti prendessero parte ad un documentario che accompagna la narrazione in ogni episodio. Numerose le SerieTV che hanno adottato lo stesso stile di regia, tra le più famose sicuramente The Office di Ricky Gervais (e l’ancora più famoso remake americano firmato da Greg Daniels). Tramite questa modalità, ogni personaggio ha la possibilità di confessarsi, raccontare segreti e rivelare al pubblico lati della sua personalità che altrimenti verrebbero sovrastati dalla narrazione. Questo va a rafforzare ulteriormente il legame tra protagonisti e spettatori, rendendo questi ultimi complici e compagni delle loro avventure ed emozioni.

Questa tecnica cinematografica dà inoltre la possibilità di vivere più punti di vista sulla stessa vicenda, permettendo di comprendere il significato di ogni azione dei personaggi che ne prendono parte. Riuscire ad offrire sguardi differenti che descrivono gli stessi avvenimenti ha anche il grandissimo potere di far comprendere, in quelle situazioni quotidiane di incomprensione, l’altro lato della storia. Porta insomma a rivalutare le persone che ci stanno accanto e il loro modo di agire in un’ottica di mutua comprensione e di apertura alle reciproche visioni ed interpretazioni. Spesso, soprattutto all’interno delle famiglie, è normale non capirsi. Modern Family ce lo ricorda e ci fa comprendere quanto sia importante comunicare i propri pensieri e soprattutto le proprie emozioni.

Perché Modern Family crea dipendenza

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È impossibile parlare di una sitcom come Modern Family senza parlare dei suoi protagonisti. Si è davanti ad uno di quei casi in cui è proprio la perfetta scrittura e coerenza dei protagonisti a fare della SerieTV un vero e proprio successo. La sitcom per eccellenza, infatti, sicuramente deve essere leggera e scanzonata, far ridere e far riflettere, ma per conquistare i cuori degli appassionati del genere deve soprattutto schiudere le porte della sua quotidianità allo spettatore, farlo entrare nel vivo delle vicende e nel cuore dei personaggi. Inutile sottolineare quanto Modern Family sia riuscita magnificamente in questa impresa.

Di per sé, infatti, le vicende che si susseguono nei vari episodi non presentano grandi novità. Come altre centinaia di prodotti dello stesso genere, le mille vicissitudini si attorcigliano attorno ad incomprensioni e malintesi quotidiani che capitano a tutti prima o poi. Si parla di adolescenza, di amore, di famiglia, di vecchiaia e di cambiamenti. Nulla di nuovo insomma. Il vero punto di forza di Modern Family si rivela un altro: l’anima e il cuore dei personaggi che la compongono. Episodio dopo episodio si diventa amici, partner e complici dei protagonisti e delle vicende che prendono vita sullo schermo. Così, guardare questa SerieTV diventa un po’ come uscire con gli amici o fare un rimpatriata con i parenti (quelli simpatici, ovviamente).

I Pritchett

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Pericolosi e temutissimi, coloro che portano il cognome Pritchett all’interno della SerieTVsono forse i personaggi più complessi e meno volontariamente comici. Jay Pritchett (Ed O’Neill), fondatore della Pritchett Armadi, è il classico padre di famiglia: severo e imperturbabile self-made man, orgoglio dell’imprenditoria e della virilità americana. Ha cresciuto con distacco e non troppo affetto i suoi due figli, Mitchell (Jesse Tyler Ferguson) e Claire (Julie Bowen), che hanno ereditato dal padre lo stesso freddo carattere calcolatore, dalla precisione disarmante, coronato da una organizzazione maniacale. Nonostante ciò, i due fratelli hanno dato del filo da torcere a Jay.

Claire ha infatti sposato Phil (Ty Burrell), esatto opposto dell’ideale di uomo a cui aspirava Jay per sua figlia; mentre Mitchell, dichiarando la sua omosessualità, ha infranto definitivamente il sogno di virilità e mascolinità del padre. Ricco, vecchio e divorziato, Jay si risposa con una giovane e bellissima donna colombiana, Gloria (Sofia Vergara), madre dell’eclettico Manny (Rico Rodriguez). Gli stereotipi e i preconcetti qui non si sprecano. Ma il compito di Modern Family è proprio rappresentare le tipiche famiglie moderne americane, di analizzarle ed eviscerarle, di renderle reali e comprensibili e di farle finalmente rientrare in quella che erroneamente distinguiamo come “normalità”.

Anaffettivi, schematici e competitivi, i Pritchett sono però accompagnati da personalità sensibili, aperte e spontanee che insegnano loro l’irrazionalità della vita e dei sentimenti. La loro crescita personale all’interno delle stagioni ci dimostra che educarsi ai sentimenti non è un lavoro facile ed è tutto meno che per deboli.

I Dunphy

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Quando si dice Dunphy si pensa subito alla dolcezza e alla sensibilità di Phil. Un uomo emotivamente maturo, in profondo contatto con la sua sensibilità, estremamente empatico e divertente. Padre affettuoso e premuroso, marito romantico e apprensivo, spassoso compagno di avventure per chiunque trascorra una giornata con lui. Ma, purtroppo, ha anche dei difetti. La sua spensieratezza, spesso infantile e sprovveduta, è bilanciata dall’essenza Pritchett che risiede nella moglie Claire, madre realista e concreta.

Nonostante i Dunphy rappresentino la tipica famiglia americana, la loro “stranezza” non risiede nella forma, ma piuttosto nella stravaganza di ogni singolo membro che ne fa parte. I tre figli, Hayley (Sarah Hyland), Alex (Ariel Winter) e Luke (Nolan Gould) descrivono la parte adolescenziale della SerieTV, presentando dinamiche tipiche dei teen drama e del processo di crescita personale. Insieme, i Dunphy sono una famiglia esplosiva e caotica di sognatori e scienziati. La loro crescita durante le 11 stagioni è rappresentata da un percorso di sempre maggiore accettazione, di se stessi e degli altri.

I Tucker

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La famiglia di Mitchell e Cameron (Eric Stonestreet) è forse, da un punto di vista conservatore, la più moderna. Anche in questo caso troviamo la pazzia Pritchett smorzata da un personaggio più sensibile, colorato, genuinamente ingenuo ed espansivo; Cameron. Nato campagnolo e cresciuto diva dello spettacolo, Cam, incarna in sé la parte più emotiva e più virile della famiglia in un insieme di esplosiva energia. I Tucker portati in scena in Modern Family si discostano dagli stereotipi e dalla rappresentazione erronea dei personaggi omosessuali alla quale siamo abituati. Nonostante si giochi e si scherzi su alcuni luoghi comuni che si attribuiscono agli omosessuali, essi non diventano mai offensivi o ingombranti. I problemi e le difficoltà che si trovano ad affrontare Mitchell e Cam ci mostrano il lato intimo e privato della loro relazione. Le loro disavventure sono causate sia da piccoli e divertenti inconvenienti, sia da scelte difficili e sentite, da lotte e da discriminazioni.

Modern Family riporta la rappresentazione più corretta e realistica dell’omosessualità che potevamo augurarci, rendendoci partecipi di gioie e dolori che diventano per osmosi anche più comprensibili. È sempre presente molta ironia e sono tantissimi i riferimenti alla cultura della comunità lgbtq+, ma il modo in cui alcune tematiche importanti sono affrontate, come il matrimonio e l’adozione da parte di coppie gay, dona un’ulteriore possibilità di riscatto e comprensione all’interno dei media e non solo. Bisogna infatti sottolineare che Modern Family nasce in un periodo cruciale per i diritti della comunità gay in America, in quanto proprio nel 2009 si stava discutendo l’approvazione del matrimonio omosessuale. Inoltre, nello stesso anno, la rappresentazione della comunità lgbtq+ in televisione, e soprattutto in prima serata, era estremamente bassa.

Modern Family è riuscita a portare nelle case americane, e di tutto il mondo, per la prima volta una coppia omosessuale di lunga durata tra i protagonisti di una SerieTV. Il risultato è stato incredibile, dimostrato dall’affetto dei telespettatori e dalla rappresentazione sempre più inclusiva e corretta che educa il telespettatore alla normalità.

Modern Family

La magia che Modern Family riesce a fare si chiama empatia, ed è la stessa che si prova durante la visione della sitcom. Con personaggi che sono un turbinio di energia, amore e simpatia, Modern Family riesce a farci rivalutare situazioni del quotidiano. Ciò che i creatori della serie sono riusciti a fare è proprio esplicare delle complicate relazioni e renderle umane. La grande conquista di questa serie è riuscire a farci cambiare idea, modificare il nostro atteggiamento in vista di una comprensione più grande da donare a coloro che ci amano.


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Floriana Bria

Classe 1996, laureata in Filosofia.
Mi piace racchiudere la mia personalità in un tubetto di tintura per capelli come Clementine.
Aspirante filosofa e scrittrice, nel frattempo sognatrice e amante di serie tv, soprattutto comedy e d'animazione. Analizzo tutto ciò che guardo e cerco sempre il lato più profondo delle cose. Adoro i thriller psicologici e i film dalla trama complessa, ma non disdegno anche quelli romantici e strappalacrime.
Pessimista cronica e amante del dramma.

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