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Jennifer Lawrence Oscar vestito

Oscar, gli indimenticabili scandali nella storia dei premi

11 minuti di lettura

Oscar, ingredienti per un piatto indimenticabile per tutte le occasioni: 10,5 metri di tappeto rosso; un paio di discorsi controversi; un pizzico di luci sfavillanti; qualche grammo di malizia e una buona dose di drama (si consiglia di andare ad occhio!). Subito pronto un piatto dai sapori esplosivi e scandalosi da gustare comodamente seduti sul proprio divano.

Reduci, quindi, dallo Slap Gate che ha coinvoto Will Smith e Chris Rock, non potevamo farci mancare la lista dei momenti più scandalosamente succulenti degli Oscar!

Il primo premio Oscar: La morte della suspense

Oscar

Si sa, gli Oscar hanno da sempre avuto il potere di farci emozionare, arrabbiare, ma soprattutto di sorprenderci. Peccato che non sia stato così per la primissima assegnazione dei famosi Academy Awards.

Ebbene sì, la prima statuetta dorata fu quella per il miglior attore nel 1929 all’attore Emil Jannings – che, però, non poteva partecipare alla serata – a cui fu dato il premio in anticipo, rovinando completamente la sorpresa. Gesto comprensibile dato che a quei tempi i vincitori venivano annunciati tre mesi interi prima della cerimonia. Con buona pace della suspense!

Adele Dazeem: i nomi sono importanti

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Uno degli scivoloni rimasti impressi nella memoria è sicuramente quello di John Travolta agli Oscar del 2014. Chiamato a presentare l’imminente spettacolo musicale, il divo de La febbre del sabato sera ha esordito dicendo “Per favore date il benvenuto alla incredibilmente talentuosa, unica e sola Adele Dazeem“. Sfortunatamente, per lui, la star di Frozen Idina Menzel – che doveva cantare la sua hit “Let It Go” – non l’ha presa molto bene e l’anno successivo ha co-presentato un premio con il suo “caro amico Glom Gazingo“, alias John Travolta.

Un Dior pericoloso, Jennifer Lawrence is living the meme

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Delle poche certezze della vita, Jennifer Lawrence è sicuramente la punta di diamante. Le sue facce buffe e alcune delle sue uscite durante le interviste sono diventate meme che non possiamo far a meno di repostare all’occorrenza. Ma la star degli Hunger Games è passata alla storia per i suoi continui capitomboli sul red carpet.

La sua prima caduta famosa è avvenuta mentre saliva le scale per accettare il premio come miglior attrice agli Academy Awards del 2013: la Lawrence deve aver calpestato l’orlo del suo voluminoso abito da ballo Dior finendo per cadere di faccia sugli scalini. Ma niente panico, l’attrice si è ripresa in fretta e davanti alla standing ovation, scherzando ha detto: “Siete tutti in piedi solo perché sono caduta e vi dispiace“.

Scandalo in famiglia Angelina

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Nel lontanissimo 2000, la coppia di fratelli Jolie – Angelina e il fratello maggiore James Haven ha fatto scandalo per il bacio condiviso sul tappeto rosso, che sollevò non poche sopracciglia e fece scattare le dita.

Di decisamente ambiguo fu, però, anche il discorso dell’attrice al ritiro del premio come miglior attrice non protagonista per Girl Interrupted: “Sono così innamorata di mio fratello in questo momento. Mi ha appena abbracciato e mi ha detto che mi ama“.

Non così politically correct

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Il Paese del politically correct non è sempre stato così politically correct. Lo avrebbe potuto ben dire l’attrice afroamericana Hattie McDaniel, che nel 1939 ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista per Via col vento.

Purtroppo la vittoria non l’ha salvata dal comportamento razzista ancora dilagante in quegli anni: l’hotel che ospitava la cerimonia ha dovuto essere convinto dall’Academy a farla entrare, ma comunque la McDaniel è stata fatta sedere ad un tavolo segregato lontano dalle sue co-star bianche.

#OscarSoWhite

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Hollywood è pieno di celebrità: colori, forme e abiti eccentrici inclusi. Beh, questo dal 2015.

Infatti, prima di quella data le nomination per i film includevano solo attori e attrici bianchi nelle prime quattro categorie di recitazione. Così al grido dell’hashtag Twitter #OscarsSoWhite e alla minaccia di attori come Spike Lee e Will Smith di boicottare i premi, l’Academy ha deciso di impegnarsi a includere più membri di colore nel corpo elettorale degli Oscar.

Un sindacato per amico

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Uno dei primi scandali degli Oscar è quello del 1936. All’epoca, gli studi cinematografici stavano attivamente cercando di prevenire la sindacalizzazione e per sensibilizzare l’opinione pubblica, sia la Screen Actors Guild che la Writers Guild invitarono i membri a boicottare la cerimonia.

Non se lo fece ripetere due volte lo sceneggiattore Dudley Nichols che durante quell’ottava cerimonia aveva vinto il premio per il film The Informer. Nichols non solo saltò la cerimonia, ma fu premiato con la carica di capo della corporazione.

Un nativo agli Oscar

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Rimanendo in tema di manifestazioni e boicottaggi, non possiamo non menzionare il riufuto di Marlon Brando del 1973. L’attore rifiutò il premio come miglior attore per Il Padrino, ma il suo gesto non si è limitato a ciò, ma ha inviato al suo posto l’attivista nativa americana Sacheen Littlefeather.

L’attivista ha così affermato: “Con grande rammarico non può accettare questo premio così generoso e le ragioni di questo essere sono il trattamento degli indiani d’America oggi da parte dell’industria cinematografica“.

La mia super ex-ragazza

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Bisogna dire che gli scandali posso essere anche molto dolci, soprattutto se serviti freddi e su un piatto d’argento. O era la vendetta quella? La scandalosa vendetta di Kathryn Bigelow deve sicuramente essere stata molto dolce.

La Bigelow infatti ha vinto nella categoria miglior film e miglior regista per The Hurt Locker nel 2009: il film non solo è stato il primo film di una regista donna a vincere entrambe le categorie, ma ha anche battuto il suo ex marito James Cameron, nominato per Avatar.

Vento di passione

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Cosa hanno in comune Halle Barry e Adrien Brody? La risposta esatta è il sonoro bacio che l’attore allora 29enne ha piantato sulle labbra della Barry dopo averla afferrata in un impeto di entusiamo giovanile.

Era il 2003 quando Adrien Body vinse il premio come miglior attore per la sua interpretazione di Władysław Szpilman ne The Pianist, che fece di lui il più giovane attore a vincere un Oscar in quella categoria.

Free nipples

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Gli Oscar 2008 sono stati assolutamente spumeggianti e sono rimasti negli annali per lo spettacolo fatto da Hugh Jackman. Per omaggiare il numero musicale cinematografico, lui e Beyoncé Knowles sono saliti sul palco con le star di Mamma Mia e High School Musical.

Si vede che l’atmosfera era così coinvolgente che anche il capezzolo sinistro di Beyoncé ha deciso di fare una comparsata proprio mentre Jackman la introduceva sul palco! Ovviamente non era l’unico capezzolo nudo presente: anche quelli di Sharon Stone hanno deciso di farsi vedere sul tappeto rosso grazie alla trasparenza dell’abito e alla mancanza di un reggiseno.

The naked guy

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I vestiti agli Oscar proprio non sanno stare addosso alle celebrità. E dire che per l’Academy indossare smoking e cravatta nera sono la norma. Tranne nel 1974. Quell’anno il fotografo Robert Opel ha deciso di andarsene in giro come “mamma l’ha fatto”, ovvero niente pantaloni e neanche una camicia!

Opel corse nudo sul palco proprio David Niven stava per presentare Elizabeth Taylor. Il fotografo ha poi tenuto una conferenza stampa in cui affermava: “La gente non dovrebbe vergognarsi di essere nuda in pubblico. Inoltre, è un bel modo per lanciare una carriera“.

And the winner is LaLa Land, o forse no

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Nel tentativo dell’Academy di far resuscitare un po’ di suspense, è stato creato il sistema delle buste sigillate. Due serie identiche di buste sigillate vengono portate alla cerimonia di premiazione dai dirigenti contabili della PriceWaterhouseCoopers – gli unici a sapere chi siano i vincitori del premio. Le buste sono consegnate per essere aperte dal vivo sul palco dai presentatori. Fin qui tutto bene.

Nel 2017 la catastrofe: la busta duplicata del premio per la migliore attrice è stata consegnata a un presentatore al posto di quella per il miglior film. Il presentatore, l’attore Warren Beatty, ha perciò erroneamente annunciato il vincitore del miglior film La La Land quando in realtà Moonlight era il vero vincitore. I produttori di La La Land avevano già accettato il premio e iniziato i loro discorsi quando l’errore è stato corretto.


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Classe 1996. Siciliana trapiantata a Roma, mi sono innamorata dei libri e delle storie narrate da bambina. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, ho intrapreso il mio viaggio all'interno del mondo dell'editoria.

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