fbpx
Sex Education

Sex Education 3: la rivoluzione continua (con lentezza)

La terza stagione convince ma con qualche ombra

5 minuti di lettura

Il 17 settembre 2021 è stata distribuita, sulla piattaforma streaming Netflix, la terza stagione della serie britannica Sex Education, ideata da Laurie Nunn. Sex Education è una sere tv che ha raccolto, in questi anni, ampi consensi da parte di un pubblico molto vasto, presentandosi da subito come una serie originale e rivoluzionaria, sia per come è stata scritta sia per i temi che tratta.

Uno dei meriti che si riconosce alla serie è quello di aver aperto il dialogo su alcuni argomenti tabù e da sempre stigmatizzati. Sex Education, in certi casi, si è dimostrato un primo valido strumento di informazione. La serie tratta infatti, in maniera intelligente e studiata, di tematiche relative al: sesso, l’amore, la sessualità, la componente piscologica legata al coito, il rapporto con il proprio corpo, l’identità di genere e molto molto altro.

Con Sex Education abbiamo quindi assistito alla nascita di un vero e proprio fenomeno (anche mediatico) dal quale si può partire per evolversi ed emanciparsi da alcuni tabù e dinamiche di pensiero, e per comprendere, in maniera più efficace, la nostra realtà senza dare giudizi..

La terza stagione di Sex Education ci convince…ma con alcune piccole critiche

La terza stagione di Sex Education è composta da 8 episodi e ripercorre le vicende dei ragazzi del liceo di Moordale, liceo soprannominato, in maniera significativa ed iperbolica, la “sex school” ovvero la scuola del sesso. In questa terza stagione di Sex Education vengono ripresi gli eventi delle prime due, ma a livello di trama c’è in generale poco sviluppo.

Sex Education

Sex Education ci ha abituato troppo bene per due stagioni e forse ci aspettavamo troppo da questa terza parte. Una stagione comunque valida ma che è risultata un po’ sottotono rispetto alle altre due. Questo si può affermare tenendo in considerazione alcuni punti che sono risultati particolarmente critici. In questa stagione sono presentati allo spettatore alcuni risvolti di trama del tutto assurdi e poco efficaci ai fini narrativi. Alcune situazioni infatti vengono esagerate risultando un po’ troppo spinte e a tratti cringe; inoltre alcune evoluzioni di trama oltre a risultare un po’ assurde non sono così avvincenti come ci si potrebbe aspettare.

La nuova stagione è però una (ri)conferma

Sex Education

D’altra parte però, guardando ciò che ha reso questa stagione unica, si può dire che subisce un rallentamento di trama per lasciare spazio ad un focus particolare su alcuni personaggi. Quest’ultimi, che sono stati lasciati in secondo piano nelle stagioni precedenti, sono interessati da un’evoluzione straordinaria e vengono approfonditi in maniera magistrale. La serie decide di metterli in primo piano mostrandone le vulnerabilità, la lotta contro le insicurezze e i dolori più profondi.

Oltre a ciò la terza stagione di Sex Education si riconferma in grado di trattare tematiche importanti in maniera sia leggera, con un tocco di ironia tipicamente inglese, sia intensa. In particolar modo si esprime nuovamente la necessità di parlare del sesso, e tutto ciò che ne concerne, in maniera libera.

Un attenzione particolare viene posta sull’amore per sé stessi e per il proprio corpo. Inoltre Sex Education invita ad approfondire sia l’aspetto più fisico legato all’amore sia l’aspetto legato alle emozioni e alla componente psicologica. In questa nuova serie c’è un ampliamento del dialogo relativo all’identità del singolo, si torna a parlare di non sentirsi a disagio con la propria sessualità e si approfondisce il discorso sull’identità di genere.

Sex Education: libertà di espressione e celebrazione della diversità

Sex Education quindi, nonostante alcuni momenti no, si riconferma in grado di celebrare ciascun individuo e di parlare di alcune tematiche delicate, facendo sempre un passo indietro rispetto al risvolto “moralista” e lasciando parlare i personaggi. Quest’ultimi infatti sono scritti in maniera efficace e rispecchiano ogni singola esigenza legata all’individuo. La serie fa passare un chiaro e inconfutabile messaggio relativo al diritto di ogni individuo di esprimersi, senza vergogna e senza subire giudizio.


Seguici su InstagramFacebookTelegram e Twitter per sapere sempre cosa guardare!

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Se ti piace quello che facciamo, puoi sostenerci iscrivendoti al FR Club o con una donazione.

Giulia Maglione

Mi chiamo Giulia, ho 21 anni e vivo a Milano. Sono una studentessa universitaria e frequento il 3^ anno di Scienze linguistiche. Mi definisco una persona molto curiosa e che si appassiona facilmente alle cose. Mi affascina molto la scrittura ed in particolare poter sviluppare sempre un mio punto di vista sulle cose. Adoro particolarmente le giornate di pioggia e gli anni '80.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.