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Storia di un matirmonio

Storia di un matrimonio, il divorzio e l’amore che resta

12 minuti di lettura

Dopo l’acclamato Il Calamaro e la Balena, lo stimato director Noah Baumbach torna a parlare di famiglie che finiscono e di conflitti famigliari mai risolti con Marriage Story (Storia di un matrimonio). Il film è stato presentato in concorso alla 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, film ambasciatore insieme a Panama Papers dell’onnipotente piattaforma streaming Netflix.

I numerosi applausi della critica e del pubblico avevano anticipato l’ottimo risultato ottenuto pochi mesi dopo agli Oscar 2020, dove Storia di un matrimonio ha ottenuto cinque nomination e il primo migliore attrice non protagonista per Laura Dern. Infatti, è anche tra i migliori film del 2020, secondo noi.

Se il precedente Il Calamaro e la Balena osservava le dinamiche della separazione dal punto di vista di un bambino, Storia di un matrimonio ha forse uno sguardo più maturo. È prima di tutto uno spunto per raccontare quello che avviene tra nostre pareti domestiche, in quel semplice ma allo stesso tempo complesso sistema che è la famiglia.

La lotta per la custodia dei bambini, la perdita dell’intimità e della fiducia, una quotidianità che viene inevitabilmente a mancare sono le principali tematiche che Baumbach con raffinato e discreto sguardo racconta al suo pubblico. Il film probabilmente contiene anche qualche elemento autobiografico considerando che nel 2010 lo stesso regista ha divorziato dall’attrice Jennifer Jason Leigh dopo la nascita del loro unico figlio.  

La fine di un matrimonio in un racconto commovente

Storia di un matrimonio poster

Nel film, Charlie (Adam Driver, già protagonista in While we are young e Frances Ha con l’ormai nota Greta Gerwig) e Nicole (Scarlett Johansson, alla prima collaborazione con Noah Baumbach) sono due artisti, lavorano nel mondo del teatro. Mentre il primo è un promettente regista che vede il suo futuro a New York, la seconda è un attrice che proviene dal cinema e che ha in programma di approdare a Los Angeles per lavorare a una nuova serie TV.

Nonostante il profondo rapporto che unisce i due protagonisti, la fine del matrimonio sembra ormai inevitabile. Nicole ha preso la sua strada, ha lasciato il nido d’amore che condivideva a New York con Charlie. È tornata in California, dove era iniziata la sua carriera e dove vivono ancora la madre e la sorella a cui la protagonista è molto affezionata. Charlie, profondamente scosso dalla separazione, fa di tutto per proteggere l’ultimo affetto rimasto di questo matrimonio: il figlio di otto anni Henry.  

La Storia di un matrimonio è un film di matrimoni che parte dalla fine, il divorzio. Come dichiara lo stesso Noah Baumbach, è interessante notare che realizziamo l’importanza delle cose solo quando queste vengono a mancare, ovvero quando avvertiamo il vuoto dentro di noi.

Il film si apre con due filmati con sottofondo le voci narranti dei due protagonisti. “Quello che mi piace di Nicole” e “Quello che mi piace di Charlie” non sono solo gli incipit di Storia di un matrimonio, ma rappresentano un efficace espediente narrativo attraverso cui Baumbach ci proietta per pochi secondi nella quotidianità della giovane famiglia newyorchese. La decisione di realizzare due filmati distinti prefigura la futura rottura della coppia.  

Los Angeles e New York: l’importanza delle ambientazioni

Storia di un matrimonio scena

Come ci spiega il regista, le ambientazioni e gli spazi del film sono fondamentali per accompagnare il difficile percorso emotivo dei due protagonisti. L’inizio del film si concentra infatti sull’appartamento di New York, ovvero il “nido” dei due innamorati. Sempre nel 2019, anche una deliziosa serie Amazon Prime Video, Modern Love, aveva eletto “la grande mela” a focolare di amori difficili e vissuti. La casa di Nicole Charlie, vista come il luogo degli affetti e della condivisione, è in contrasto con la sterile stanza bianca del primo mediatore di coppia, dove i due parlano fra di loro senza mai guardarsi negli occhi. È l’inizio della fine di un matrimonio.

La separazione dei due protagonisti trasforma Storia di un matrimonio in un logorante “ping pong” tra Los Angeles e New York, tra la luce calda delle strade californiane e il trafficato labirinto di mattoni rossi e clacson. A New York infatti si prende la metro e “si cammina”, mentre a Los Angeles ci si muove principalmente in macchina, “si sta sempre seduti” come afferma il piccolo Henry.

Tale peculiarità di Los Angeles, secondo la visione di Baumbach, dà vita a conversazioni surreali dove gli interlocutori non si guardano mai negli occhi e di cui possiamo scorgere gli sguardi solo attraverso finestrini e specchietti retrovisori.

Anche gli interni hanno un ruolo importante nel sottolineare la tensione che intercorre nei serrati e spesso emozionati dialoghi. Dalle luminose stanze su cui si staglia poi lo splendido profilo di Scarlett Johansson passiamo alle stanze grigie e prive di finestre in cui Adam Driver si trova rinchiuso.

Lontano da New York e ormai orfano dell’unica forma di famiglia che lui abbia mai conosciuto, il giovane vaga per la maggior parte del tempo tra hotel, uffici, sale di attesa e abitacoli, tutti “non-luoghi” che definiscono uno sradicamento non solo da New York ma dalla rassicurante realtà affettiva che si era costruito.

Perché Storia di un matrimonio è un film di divorzio

Storia di un matrimonio Scarlett Johansson

Ma cosa ha portato a questa separazione? A dircelo è proprio Nicole, in lacrime di fronte allo spietato avvocato Nora (Laura Dern). Charlie e Nicole sono due personalità opposte e forse un tempo complementari. Nicole è la più debole della coppia ed è lei che in confronto a Charlie si ritiene un’insicura, “una persona che non sa mai cosa vuole”.  

Nicole sente infatti che il matrimonio e la sua sincera stima per Charlie l’hanno privata della propria personalità. Per amore, dal cinema si è convertita al teatro e da Los Angeles si è dovuta trasferire a New York.

Quell’amore appassionato che Nicole prova per il marito l’hanno però fagocitata, trasformandola in una semplice ammiratrice di Charlie e riducendola a una delle attrici della sua compagnia teatrale, tanto che le decisioni e i gusti del marito sono diventati anche i suoi. Nel disperato tentativo di ritrovare se stessa, Nicole cerca di ricostruire e di riappropriarsi di quella “vita prima di Charlie” fatta di TV, cinema, famiglia e amicizie californiane.

Secondo i personaggi che parteggiano per la giovane donna infatti Los Angeles è la città giusta per rinascere, è piena di quel cosiddetto “spazio” che permetterebbe a Nicole il tanto agognato “fazzoletto di terra e di speranza” che lei sognava di ritagliarsi per sé.

È Charlie allora l’egoista che ha messo il lavoro davanti al bene della famiglia o è Nicole l’eterna incontentabile che scappa da una vita coniugale che lei stessa aveva voluto? In un gioco di alternanze osserviamo le due posizioni, abbandonati a scene che ritagliano i giusti momenti per entrambi. Una delle scene più belle vede proprio Adam Driver lasciarsi andare a un’interpretazione struggente di Being Alive, cantando i propri sentimenti.

Adam Driver e Scarlett Johansson, la coppia perfetta per Noah Baumbach

Storia di un matrimonio

Tra primi piani e sequenze più ampie, Storia di un matrimonio analizza lo scontro di due personalità e l’emergere di numerose insicurezze con uno sguardo umano e benevolo, senza dimenticare il giusto spazio dedicato all’ironia e alla leggerezza.

Ma cosa resta del matrimonio dopo la separazione? Baumbach risponde a uno dei quesiti più difficili sul divorzio, ritornando proprio al principio del film, a quelle dichiarazioni di amore sincero e puro che i due avevamo messo su carta tempo fa e che si scambiano solo nel finale. Forse le cose sarebbero state diverse?

Da sempre ambasciatore del cinema indipendente, Baumbach si riconferma qui narratore romantico e malinconico di un romanzo di formazione che si unisce alla commedia e in alcuni tratti al musical. Dopo le Meyerowitz StoriesStoria di un matrimonio non è appunto che un’altra “story”, un quadro famigliare, un altro episodio di questa New York attraverso il buco della serratura.

Forse Storia di un matirmonio rappresenta anche una nuova consacrazione per Baumbach, non solo da un punto di vista artistico, ma anche umano. Il regista newyorchese forse in questo film impara a vedere le cose diversamente, non più come un ragazzino che subisce la separazione ma come un adulto che la compie.

Come è stato per il giovane Walt in Il calamaro e la balena, Storia di un matrimonio rappresenta per Baumbach il momento giusto per affrontare la propria storia e imparare a raccontarla. [Articolo aggiornato il 13/03/2021]


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Valentina Cognini

Nata a Verona 23 anni fa, vive a Parigi per specializzarsi in Museologia all’Ecole du Louvre. Legge in metro i Cahiers du cinéma, va al cinema durante la settimana, anche da sola. Questa estate ha coronato uno dei sogni più grandi partecipando alla Mostra del Cinema di Venezia. Scrive delle ultime uscite in sala, di premiazioni, festival e di tutto il folle mondo che ci ruota attorno.