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Ewan McGregor compie gli anni! 50 candeline per l’attore più sottovalutato

Ewan McGregor non è mai stato candidato a un Premio Oscar. Tuttavia, con quasi sessanta lavori all’attivo, è uno degli attori più illustri della sua generazione ed è stato protagonista delle pellicole più svariate, dando prova di essere un interprete versatile e adattabile.

Tutti almeno una volta nella vita, consapevoli o no, abbiamo visto un film che lo ritraeva in uno dei ruoli principali, sebbene magari sia passato inosservato a causa del suo stile attoriale piuttosto sobrio. In realtà, con i suoi occhi cerulei e il suo sorriso raggiante, egli ha conferito un volto caratteristico a personaggi molto diversi tra loro, dal giovane Edward Bloom di Big Fish (Tim Burton, 2003) al Danny Torrance di Doctor Sleep (Mike Flanagan, 2019), dimostrando di riuscire a destreggiarsi perfettamente tra i vari generi. Ripercorriamo insieme le sue performance più memorabili.

Ewan degli esordi

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La prima volta in cui Ewan McGregor comparve sul grande schermo risale al 1994, grazie al film thriller-commedia Piccoli Omicidi Tra Amici, debutto registico di Danny Boyle. Lo stesso cineasta lo diresse qualche anno dopo nella pellicola che consacrò entrambi, ovvero Trainspotting (1996), famosissimo cult basato sul romanzo di Irvine Welsh e dove il promettente attore interpretò il protagonista Mark Renton, giovane afflitto da dipendenza da eroina. Nel film venne mostrata tutta la decadenza del Regno Unito degli anni ‘90, tra gang underground e la tragicità di un’esistenza dissoluta.

Renton è la perfetta esemplificazione del classico young adult disilluso proveniente dalla periferia scozzese, che, assuefatto dalle sregolatezze della gioventù, fatica a intravedere un possibile futuro “ordinario”. La caratterizzazione del personaggio vanta come punto di forza il contrasto tra ingenuità, dovuta alla tenera età del protagonista, e apatia, che divora progressivamente una vita ancora da scrivere. Ewan McGregor riuscì a incarnare questa contrapposizione in maniera ottimale.

Obi E-Wan Kenobi

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Come accadde con molte altre star di Hollywood (quali Harrison Ford, Natalie Portman e il più recente Adam Driver) il vero trampolino di lancio per Ewan McGregor fu il franchise di Star Wars. Infatti nella seconda trilogia (i cui capitoli risalgono rispettivamente al 1999, 2002 e al 2005) vestì i panni di Obi-Wan Kenobi, il mentore di Anakin Skywalker, con cui stringe un rapporto talmente intenso da riporre in lui tutta la sua fiducia.

All’interno della serie di George Lucas, McGregor si fa carico della maturazione spirituale del Jedi: lo vediamo inizialmente nelle vesti di allievo, fino a diventare un vero e proprio maestro della Forza. Con la sua partecipazione a Guerre Stellari l’attore ha permesso ai fan di affezionarsi ancora di più al personaggio e ciò lo fece conoscere anche al pubblico mainstream.

Se l’attore vi è piaciuto particolarmente in questo ruolo e vorreste rivederlo, ci sono buone notizie! Ewan McGregor comparirà nella serie spin-off di Disney + dedicata proprio ad Obi-Wan. Stay tuned!

Ewan cantante

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Oltre alle doti di recitazione, l’interprete ha dimostrato anche di possedere delle buone qualità canore, che non sono passate inosservate nel musical di Baz Luhrmann Moulin Rouge! (2001), in cui intonò diverse cover dei più grandi artisti del panorama musicale internazionale. Prima su tutte Your Song, originariamente di Elton John, che Christian (il personaggio di McGregor) canta quando scopre di essersi innamorato della bella cortigiana Satin (Nicole Kidman).

La colonna sonora in questa pellicola fa da accompagnamento ad una storia tragica ed intensa, in cui McGregor assume le sembianze dello scrittore bohemienne per incarnare così il suo primo ruolo romantico conosciuto al grande pubblico.

Qui sopra, la cover di Your Song che possiamo ascoltare nel film, in una delle scene più magiche della storia del cinema.

Ewan regista

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Non tutti sapranno che oltre ad una proficua carriera davanti alla cinepresa, McGregor si è cimentato anche alla regia. Diresse infatti American Pastoral (2016), tratto dall’omonimo romanzo del Premio Pulitzer Philip Roth, che racconta la storia di una famiglia del New Jersey, composta dai due genitori e una figlia, la quale, dopo aver preso parte all’organizzazione di un attentato contro la guerra del Vietnam, sparisce senza lasciare traccia. L’esordio alla regia si mostra mediamente riuscito, ottenendo risultati di critica contrastanti.

La visione è pulita, lineare ed essenziale. Forse però la polemica riguardo il Sogno Americano che stava molto a cuore all’autore non è rappresentata al meglio delle potenzialità, in quanto c’è un’eccessiva cura della forma a discapito dell’adattamento della sceneggiatura e delle performance attoriali, che restano un po’ statiche e superficiali.

Ewan McGregor non ha più girato nessun film da quel momento in poi, ma ci si auspica che in futuro conceda al suo pubblico altre pellicole nelle vesti di cineasta, poiché, dato il buon livello del primo film, con un po’ più di audacia riuscirebbe a produrre degli ottimi lavori.

Ewan e il cinema

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Quelli elencati sopra sono solo alcuni dei tantissimi lavori in cui figura l’attore. Tra gli altri, ricordiamo anche il più commerciale Harley Quinn: Birds of prey (Cathy Yan, 2020), o l’acclamato dalla critica Gli ultimi giorni nel deserto (Rodrigo García, 2015), dove interpreta Gesù Cristo e Satana. O ancora l’eccessivo Velvet Goldmine (Todd Haynes, 1998), ispirata alle vite delle celebrities del glam rock e la lista è talmente lunga che sarebbe impossibile riscriverla. (questi ultimi film sono tutti reperibili su Amazon Prime Video)

Sebbene negli ultimi anni la sua carriera abbia avuto qualche alto e basso (come capita del resto a tutti coloro che fanno questo mestiere), McGregor resta un attore poliedrico, che vanta nel suo curriculum personaggi provenienti da musical, film drammatici, action-thriller e da molti altri generi. Allo stesso modo ha preso parte a serie-tv, cinema d’autore, film di nicchia, sempre con grande naturalezza e scegliendo i progetti da intraprendere sulla base dei suoi valori e mai esclusivamente per apparenza.

In occasione del suo 50esimo compleanno, vale la pena riscoprire questo interprete decisamente sottovalutato dallo star-system hollywoodiano, soprattutto perché tra tutte le pellicole in cui lo abbiamo visto, è impossibile non trovarne nessuna che ci piaccia!


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Anna Secchi

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