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Harrison Ford

Harrison Ford, il volto del cult compie 79 anni

La storia di Harrison Ford ci svela Hollywood

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10 minuti di lettura

Iconico, affascinante, cinico ma dal cuore d’oro, Harrison Ford ha prestato volto e corpo ad alcuni tra i più famosi e riconoscibili personaggi del cinema d’avventura e d’azione. Da Han Solo di Star Wars a Rick Deckard di Blade Runner, passando dall’iconico Indiana Jones, che all’età di ben 79 anni tornerà ad interpretare nel quinto (e forse ultimo) film della saga.

Uomo dai molti talenti, Ford non si è dedicato solo alla recitazione, ma anche all’aviazione, all’attivismo ambientale, e anche un po’ all’archeologia, grazie alla passione trasmessagli dall’interpretazione nei panni di Indy. Grazie ai suoi numerosi ruoli iconici durante gli anni ’70 e ’80, si è assicurato numerosi ritorni in grande stile negli ultimi anni, grazie ai tanti sequels e reboot di franchise come Star Wars e di film cult come Blade Runner. Ma in realtà un giovane Harrison Ford era già presente in molti film di notevole importanza, anche se in ruoli piccoli.

Gli esordi con Coppola e Lucas

Anche se i primissimi ruoli risalgono al 1967, è verso i primi anni degli anni ’70 che Harrison Ford comincia ad ottenere ruoli più corposi. Dopo un piccolo ruolo in American Graffiti nel 1973, film diretto da George Lucas e prodotto da Francis Ford Coppola, nato da una scommessa tra i due, l’anno successivo Harrison Ford ottiene un ruolo chiave nel film The Conversation, stavolta diretto proprio da Coppola. Qui Ford ha l’occasione di recitare al fianco di grandi attori come Robert Duvall, che interpreta il capo di Ford, e Gene Hackman, vero protagonista del film, che interpreta un esperto di intercettazioni, il cui lavoro è sostanzialmente quello di spiare ed ascoltare le conversazioni delle persone. Harrison Ford invece interpreta Martin Stett, il losco assistente di Duvall, e sorta di antagonista di Harry Caul, il ruolo di Hackman. Anche se ha relativamente poche scene nel film, la presenza minacciosa e passivamente aggressiva di Ford rimane impressa nella mente dello spettatore e del regista, tanto da garantire a Ford una piccola parte in un altro film di Coppola cinque anni dopo, e che film!

Si tratta infatti di Apocalypse Now, uno dei film più importanti della storia, noto per la sua produzione turbolenta. Anche qui Ford ha un piccolo ruolo, ma molto importante, poiché sarà lui a descrivere la missione del Capitano Willard (Martin Sheen), incaricato di cercare e “terminate with extreme prejudice” il Colonnello impazzito Kurtz (Marlon Brando). Una sola, breve scena, ma cruciale per la trama.

Un dettaglio simpatico da conoscere è che il personaggio di Harrison Ford in Apocalypse Now si chiama Colonnello G. Lucas, chiarissimo riferimento al regista di American Graffiti e Star Wars, in cui Ford aveva recitato due anni prima. Lucas infatti aveva aiutato Coppola nella stesura iniziale del film, che doveva originariamente dirigere. Un aneddoto divertente, e un omaggio al cineasta che era molto amico di Coppola. Anche se Ford aveva già interpretato Han Solo nel primo Star Wars, il ruolo in Apocalypse Now non era dovuto alla fama dell’attore, poiché non era ancora abbastanza conosciuto dal pubblico. Ma lo sarebbe stato molto presto.

L’ascesa alla fama: Star Wars, Indiana Jones e Blade Runner

Harrison Ford

Nel 1977 esce il primo capitolo della longeva saga di Star Wars, successivamente sottotitolato A New Hope. Qui Harrison Ford indosserà il suo primo iconico manto, ovvero quello di Han Solo, contrabbandiere galattico accompagnato dal suo braccio destro Chewbacca (Peter Mayhew). Sicuramente non ha bisogno di altre presentazioni, proprio come Indiana Jones, l’archeologo avventuriero con l’iconico cappello fedora e l’inseparabile frusta. Sia Han che Indy sono creazioni di George Lucas, che sul set di Star Wars si era trovato così bene con Harrison Ford da decidere di dargli anche il ruolo principale del suo film successivo (anche se I predatori dell’arca perduta sarà diretto da Steven Spielberg, la sceneggiatura e la produzione sono di Lucas). Sebbene entrambi i personaggi siano entrati sin da subito nella cultura pop, all’inizio degli anni Ford prese il ruolo di un altro personaggio diventato iconico, anche se molti anni più tardi rispetto a quanto successo con quelli di Lucas.

Nel 1982 esce infatti Blade Runner, pietra miliare della fantascienza e del genere cyberpunk. In un futuro cupo e dispotico, Ford prende stavolta il manto di Rick Deckard, investigatore della polizia della Los Angeles del 2019, allora ancora molto lontano. Sebbene il film di Ridley Scott fosse estremamente innovativo e sofisticato, non ricevette un’accoglienza molto calda, e anzi il film fu inizialmente deriso e ostracizzato da pubblico e critica. Solo con il passare degli anni il film fu sempre più rivalutato, fino a diventare presto un cult osannato dal punto di vista tecnico e artistico. E ovviamente anche il ruolo di Harrison Ford fu messo sotto una luce diversa, diventando insieme ad un nostalgico Rutger Hauer tra i ruoli più iconici e citati nella storia del cinema.

Harrison Ford avrebbe anche girato un cameo in una scena eliminata dal film di Spielberg E.T., che sarebbe servita a creare un sipario comico. Tuttavia sembrava troppo gratuita, e il fatto che non vedesse il volto di Ford sembrava più una distrazione che altro, quindi fu tagliata definitivamente. Ad ogni modo, l’aver lavorato in questi film, diventati capisaldi dei film di genere, ha assicurato a Ford un riconoscimento universale, grazie anche ai ruoli carismatici assegnatigli.

Declino e ribalta

Se negli anni ’80 Ford era uno degli attori più amati e riconosciuti, durante gli anni ’90 e ’00 fu invece protagonista di molti film mediocri, sia dal punto qualitativo che di incassi al botteghino. Dopo le collaborazioni verso la fine degli anni ’80 con Peter Weir e Roman Polanski, rispettivamente per Witness e The Mosquito Coast, e per Frantic, Harrison Ford ha poi continuato la sua carriera recitando in film thriller e d’azione, come in The Fugitive e Air Force One, tentando anche di creare un nuovo filone di film interpretando il personaggio letterario di Tom Clancy, l’agente governativo Jack Ryan, nei due film Patriot Games e Clear and Present Danger, entrambi diretti da Phillip Noyce.

Tuttavia andando avanti negli anni, Ford ha riscontrato sempre meno successo, come i film in cui recitava. Negli anni ’00 partecipa a diverse commedie e thriller di scarsa qualità, fino al ritorno di un personaggio noto. Nel 2008 infatti torna nei cinema Indiana Jones, con un quarto film e lo stesso team dietro alla cinepresa, e anche davanti: il ritorno di Harrison Ford nei panni dell’iconico archeologo è ovviamente un successo, e il pubblico, ricordatosi dell’attore, richiede a gran voce il ritorno di Ford nei grandi film. Fortunatamente, con l’avvento della nostalgia per gli anni ’80 verificatasi negli ultimi 10 anni, diverse case di produzione hanno deciso di rispolverare vecchi franchise, riesumando, tra gli altri, anche Star Wars e Blade Runner, permettendo a Harrison Ford di tornare in grande stile.

Dopo i falsi passi di Cowboys & Aliens e Ender’s Game, grossi blockbuster che però non hanno riscontrato il successo previsto, Ford partecipa al settimo capitolo di Star Wars, nuovo punto di inizio per la saga, e in Blade Runner 2049, sequel spirituale del cult di Scott, riprendendo i suoi iconici ruoli. E non ha ancora finito, poiché sta attualmente girando il quinto film di Indiana Jones, stavolta diretto da James Mangold, affiancato da un cast d’eccezione: tra gli altri, saranno presenti anche Phoebe Waller-BridgeMads Mikkelsen e Toby Jones.

Alla veneranda età di 79 anni, il nostro Harrison Ford non ha ancora smesso di mettersi nei guai, visto che recentemente durante uno stunt si è slogato una spalla. Ma questo non fermerà certo l’interprete di Han Solo e Rick Deckard, e sicuramente Indiana Jones, dal continuare a conquistarci con il suo immancabile carisma e fascino.


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Guglielmo Scialpi

Nato a Roma, studia attualmente al DAMS di Padova.
Vive in un mondo fatto di film, libri e fumetti, e da sempre assimila tutto quello che riesce da questi meravigliosi media.
Apprezza l'MCU e anche Martin Scorsese.

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