Venezia77: Leone d’oro alla carriera per Ann Hui e Tilda Swinton

La CdA della Biennale ha approvato la proposta di Alberto Barbera, Direttore Artistico della 77esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Sono due donne quest’anno a ricevere il Leone d’oro alla carriera, Ann Hui e Tilda Swinton. La regista honkonghese e l’attrice inglese hanno già risposto alla notizia con gioia e soddisfazione.

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Ann Hui, ha detto di essere «davvero felice di ricevere questa notizia» e «onorata per il premio». «Sono così felice che non riesco a trovare le parole. Spero solo che nel mondo tutto volga presto per il meglio e che ognuno possa sentirsi di nuovo felice come io mi sento in questo momento». Vista l’attuale situazione di Hong Kong, non sorprendono queste parole, ed è significativo che la Biennale abbia individuato proprio in lei la vincitrice del premio.

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Anche Tilda Swinton ha subito ringraziato, dicendo «porto nel cuore questo grande festival da tre decenni: è con grande umiltà che ricevo questo riconoscimento». Ha posto l’accento sulle grandi sfide che il cinema sta ancora affrontando a causa dell’emergenza sanitaria. «Sarà per me una vera gioia venire a Venezia, soprattutto quest’anno, per celebrare l’immortale arte del cinema e la sua ribelle capacità di sopravvivenza di fronte a tutte le sfide che il cambiamento può porre a noi tutti». Ann Hui e Tilda Swinton riceveranno il Leone d’oro alla carriera durante Venezia77, che si svolgerà dal 2 al 12 settembre.

Leone(ssa) d’oro: perché il Leone d’oro alla carriera alla regista Ann Hui

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Secondo Alberto Barbera «Ann Hui è una delle registe più apprezzate, prolifiche e versatili del continente asiatico, la cui carriera copre quattro decenni e attraversa tutti i generi cinematografici». Aggiunge: «Da subito riconosciuta come una delle figure cardine della cosiddetta Hong Kong New Wave […] ha diretto film di generi molto diversi, dal melodramma alla ghost story, dal film semi-autobiografico all’adattamento di importanti testi letterari, senza trascurare i drammi familiari, i film di arti marziali e il thriller. È stata anche uno dei primi registi della scena hongkonghese a unire materiale documentario al cinema di finzione.

Pur prestando attenzione anche all’aspetto commerciale del cinema e riuscendo a riscuotere ampio successo di pubblico, il cinema di Ann Hui non ha mai abbandonato la prospettiva autoriale. Nel suo cinema ha sempre mostrato particolare interesse per le vicende umane e sociali, raccontando con sensibilità ma anche con la raffinatezza dell’intellettuale, storie individuali che intrecciano temi sociali importanti quali quelli dei rifugiati, degli emarginati e degli anziani. In modo pioneristico, il suo linguaggio e la sua peculiare impronta visiva non solo hanno saputo cogliere gli aspetti più specifici della città e dell’immaginario di Hong Kong ma hanno anche saputo trasporli e tradurli in una prospettiva universale».

Leone(ssa) d’oro: Tilda Swinton è «l’interprete per eccellenza del cinema contemporaneo»

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Di Tilda Swinton, il Direttore Artistico di Venezia77 ha detto invece che «è unanimemente riconosciuta come una delle interpreti più originali e intense affermatesi sul finire del secolo scorso. La sua unicità riposa su una personalità esigente ed eccentrica, una versatilità fuori del comune, la capacità di passare dal cinema d’autore più radicale a grandi produzioni hollywoodiane, senza mai rinunciare al proprio inesausto bisogno di dar vita a personaggi inclassificabili. Ogni sua interpretazione è una sfida temeraria alle convenzioni, siano esse artistiche o sociali, il frutto della necessità di mettersi continuamente in gioco senza mai accontentarsi dei risultati raggiunti, e il desiderio di esplorare risvolti inediti dei comportamenti e delle emozioni umane».

Ha lavorato con alcuni dei maggiori registi contemporanei, ma è soprattutto fedele ad alcuni autori, di cui è stata una musa più che una semplice attrice prediletta». Ha parlato del sodalizio con Derek Jarman, del quale interpretò tutti i film dal 1985 alla morte del regista inglese nel 1994, e di quello con Luca Guadagnino (quattro film). Secondo Barbera, «Tilda Swinton si conferma come l’interprete per eccellenza del cinema contemporaneo, che non si accontenta della semplicità e del richiamo delle mode, ma aspira all’inosabile».


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Agata Iacopozzi

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