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Matrix film

Matrix, un articolo da leggere prima di vedere Resurrections

Un' analisi con spoiler delle tematiche affrontate nel mondo di Matrix

17 minuti di lettura

E se un giorno una voce vi dicesse che ciò che avete vissuto e ciò che state vivendo è un’illusione? Che i vostri ricordi, gli affetti, le percezioni e le emozioni non sono altro che costrutti fittizi inseriti in una realtà che non esiste? Come si reagisce al fatto di non aver vissuto? Questo è il famoso incipit di The Matrixun semplice innesco che si rivela però essere uno dei più profondi e sorprendenti della storia del cinema, un totale ribaltamento di prospettiva che funziona così tanto perché ciò che affronta Neo non può essere compreso totalmente.

Nel 1999 le sorelle Wachowski avevano scritto e diretto un solo film, Bound – Torbido ingannoun thriller neo-noir indipendente che colpì talmente tanto la Warner Brother Pictures da affidare al duo più di sessanta milioni di dollari e totale libertà creativa per dare luce a un film, diventato poi una trilogia, che mescola le loro influenze come il pensiero filosofico di Platone e Cartesio, la letteratura Cyberpunk, Ghost in the Shell e la saga di Dune per diventare un qualcosa di unico, uno spartiacque cinematografico capace di avere una personalità visiva innovativa e di unire magistralmente le caratteristiche di un Blockbuster a quelle di un film più complesso e profondo.

Matrix riassunto: ome si passa dagli Oracoli ai sentimenti

Matrix analisi

Pillola rossa o pillola blu?

Svegliarsi o continuare a dormire cullato dall’ignoranza? Neo (Keanu Reeves) odia la sua vita vestita da Thomas Anderson, percepisce e sente una sofferenza che lo spinge ad evadere, ad aprire gli occhi per la prima volta.

Neo viene portato fuori dalla Caverna, gli viene sbattuta in faccia la realtà, di aver vissuto per tutta la vita in una simulazione neurologica interattiva costruita dalle macchine per tenere l’umanità legata e renderla una coltivazione di batterie.

Neo ha seguito il coniglio bianco e ha visto un mondo distrutto da una guerra lontana, un mondo senza luce dove gli uomini vivono sottoterra a combattere una minaccia più grande di loro e in trepidante attesa che qualcosa riesca a cambiare un presente sempre più buio. Neo è la speranza, viene svegliato dalla ciurma guidata da Morpheus (Laurence Fishburne) perché è l’unica variabile all’interno di un’equazione di cui si conosce già il risultato, l’Eletto che porterà la pace secondo la profezia di un oracolo.

Neo impara a vivere dentro e fuori da Matrix, si carica nel cervello programmi di combattimento per superare i limiti umani, un Superuomo in mezzo a programmi vestiti da uomini, e insieme al nuovo gruppo si dirige verso l’oracolo, colei che conosce, una donna che cucina biscotti capace di prevedere e indirizzare, un incontro che nuovamente lo destabilizza perché tutto crolla di nuovo: Neo non è l’Eletto, e allora chi è? Morfeus si è sbagliato? L’amore di Trinity è una bugia? Qualcuno riuscirà a salvare l’umanità dall’oppressione delle macchine? 

Matrix Neo

Domande che trovano risposta immediatamente perché Smith (Hugo Weavier), un costrutto con sembianze umane con l’obiettivo di proteggere Matrix e uccidere gli uomini che sono usciti dal programma, riesce a rapire Morpheus per ottenere la posizione di Zion, l’ultima città rimasta. Neo si trova di fronte ad un’altra scelta già annunciata dall’oracolo: salvare Morpheus sacrificando la sua vita o staccarlo dalla macchina per non fargli rivelare ciò che Smith cerca.

Neo, avendo saputo di non essere l’Eletto, decide di mettere in pericolo la sua vita e andare a salvare il suo mentore, una scelta che non fa altro che dargli la consapevolezza di essere qualcosa che va oltre i confini informatici di Matrix, inizia a schivare proiettili, li blocca con la mano, si muove ad una velocità supersonica e dopo aver distrutto Smith inizia a codificare in automatico il codice, è finalmente l’uomo capace di manipolare una realtà programmata, il tanto atteso Eletto che libererà l’uomo dalle catene delle macchine. 

In Matrix Reloaded Neo è diverso, è maturato e con al suo fianco l’amore incondizionato di una donna con cui si sente sicuro e protetto, al contrario di una Zion sempre più sotto attacco dall’avanzata delle macchine che dopo mesi di scavi hanno trovato la città. Una città affidata e devota totalmente all’Eletto, rimasta l’unica cieca speranza a cui credere dopo anni di guerra e sofferenza.

Matrix Agente Smith

Due incontri sono il centro di Matrix Reloaded: il primo ancora con l’oracolo, fondamentale per capire il funzionamento di Matrix e dei suoi programmi, il secondo con l’architetto dopo che Neo risale la sorgente e si trova nel mainframe principale della simulazione. Dall’oracolo scopre come lei sia un semplice costrutto, un insieme di numeri e stringhe di codice con uno scopo ben preciso, di come ogni programma sia controllato da altri programmi e di come ognuno possa scegliere l’esilio o la sostituzione quando è il momento di essere cambiato. Matrix è quindi una simulazione gerarchica e in continua evoluzione, costruita da un demiurgo chiamato l’architetto, che Neo incontra dopo aver sconfitto uno Smith rinato non più come agente, ma come costrutto libero e voglioso di potere.

Un incontro che di nuovo fa crollare tutte le fondamenta ideologiche e mentali di Neo: l’Eletto è soltanto una semplice anomalia sistematica di Matrix, inserita dopo il fallimento della prima Matrix, troppo idilliaca e perfetta per funzionare. Neo è il sesto Eletto, la sesta anomalia che deve risalire la sorgente e scegliere diciassette uomini e sei donne per ripopolare Zion dopo la sua distruzione, un eterno ciclo per non permettere all’intero programma di andare in crash e spegnere l’intera umanità attaccata a Matrix.

Qual è il significato di Matrix?

Matrix significato

La caduta del mito, la profezia e l’Eletto non esistono. Sono solo altri tasselli di un mosaico già conosciuto, che deve ripetersi all’infinito, un’anomalia controllata che non ha libertà, ma Neo ha qualcosa che lo rende diverso dai suoi predecessori: l’amore per una donna, un amore che di fronte alla scelta imposta dall’architetto se salvare l’umanità o Trinity sceglie Trinity, sceglie per sé stesso e disobbedisce al ruolo che gli avevano assegnato.

Una scelta dettata dall’amore verso una persona, l’unica variabile che le macchine non riescono a controllare perché non la conoscono e non la possono contenere, i predecessori avevano salvato Zion per amore dell’umanità, Neo sceglie ciò che sente e tramite questo interrompe il loop, esce dallo schema dell’architetto e apre ad infinite possibilità perché nessuna è stata calcolata. Nel terzo film, Matrix Revolution, analizzato e approfondito qui, Neo quindi cambia le fondamenta, gli assiomi e le regole perché entrambe le realtà vanno incontro a qualcosa di ignoto.

Matrix volo

Da un lato una guerra al culmine della violenza e della crudeltà, dall’altro l’ultima tappa del viaggio dell’eroe, Neo e Trinity verso la città delle macchine, verso il traguardo che nessuno ha mai raggiunto, dall’altro lo scontro finale per la salvezza di Zion contro migliaia di macchine pronte a porre fine all’esistenza dell’umanità.

Ad intromettersi in questo scontro è di nuovo Smith, fuggito totalmente dal controllo di Matrix e come un virus infetta l’intero programma e minaccia anche di distruggere il mondo delle macchine, che decidono di affidarsi a Neo per evitare il collasso di entrambi i mondi. Lo collegano a Matrix e va in scena lo scontro finale, Neo contro Smith, l’Eletto contro il suo contrario, il suo negativo, colui che è apparentemente schiavo di uno scopo e colui che si è liberato dalle catene di uno scopo che lo teneva in catene, con al centro la domanda focale del film fatta da Smith: perché persisti? Perché continui a seguire il tuo scopo se niente ha significato? Se tutto, compreso l’amore, è un costrutto della mente per riempire il vuoto e l’insignificanza della vita stessa? E la risposta di Neo è la chiave di volta: “Perché così ho scelto”, l’ultima di una sequela di scelte che lo porta a sconfiggere Smith, un sacrificio voluto per portare la tanto desiderata pace. 

La trilogia di Matrix è un progetto monumentale, dove l’azione e l’aspetto visivo sono predominanti grazie a una regia fuori dagli schemi e una tecnica sopraffina nelle scene action e di combattimento, gli iconici vestiti e il Kung Fu lo hanno reso un cult del cinema, ma ciò che lo rende unico è la sua intimità, la sua fine costruzione basata su incontri e rapporti, la profonda attenzione verso temi difficili da trattare come il libero arbitrio, il pragmatismo contro la fede, realtà contro finzione, anarchia contro scopo.

Il centro è Neo, il suo percorso e le sue interazioni, un uomo come tanti che viene svegliato dalla verità e costruito per portare a termine una missione precisa e contrastato da un avversario sempre più potente. Semplice, lineare, chiaro, ma la trilogia non si ferma alla superficie e scava nelle profondità della storia continuando a scoprire veli di Maya e destabilizzando i protagonisti e gli spettatori.

Ciò che viene mostrato fino alla fine del secondo film è il percorso loop che ogni Eletto deve compiere, guidato dalla veggenza dell’oracolo e l’aiuto dei suoi compagni. A Neo viene detto di non essere l’Eletto perché è ciò che deve sentire, alla fine di The Matrix non muore perché non deve morire, perché il suo scopo è salire la sorgente e iniziare l’ennesimo loop. 

Tutte le scelte di Neo

Matrix revolutions

Neo però è diverso da tutti gli altri perché decide di essere libero tramite la scelta, nel suo percorso prende consapevolezza, viene abbattuto due volte, ma la scelta resta al centro, anche se è circostanziata da una profezia e un disegno già colorato a priori.

Scegliere significa entrare in Matrix e salvare Morpheus, disobbedire alla razionalità dell’architetto, sacrificare sé stesso per donare la libertà all’umanità. Avere il libero arbitrio non significa solo essere liberi di scegliere, ma riuscire a capire le ragioni delle proprie scelte, anche se sono già predette, scontate, guidate da qualcun altro perché nessuno è libero, tutti hanno uno scopo che li logora, un’influenza che li guida. 

Matrix è l’esempio di come una scelta guidata, predetta, influenzata non è meno importante e significativa di una decisione apparentemente libera purché la ragione sia compresa e pura, che venga da un bisogno sentito e necessario.

Neo sceglie di liberare l’umanità perché non vuole che il mondo viva senza sapere la verità, Neo sceglie l’amore perché vuole che Trinity resti in vita, un percorso guidato e già profetizzato che però riesce a donare all’umanità la possibilità se restare in Matrix o uscire, una pace che non durerà molto come poi viene approfondito nei giochi successivi, ma che almeno è costruita sulla verità e con l’umanità non più schiava.

Perché Matrix è un film così importante

Il progetto Matrix riesce anche ad uscire dallo schermo e trascendere l’aspetto cinematografico, è un progetto arrivato prima del suo tempo, che sperimenta senza nessun freno e costruisce poi le base del Blockbuster contemporaneo, un percorso che corre in parallelo a ciò che hanno deciso di affrontare i loro registi, il percorso di Neo insieme alla loro transizione per diventare donne, le scelte di Neo insieme alla loro scelta di diventare ciò che sentivano di essere.

Un progetto imperfetto, con molti difetti, con un primo capitolo che raggiunge quasi la perfezione e che inevitabilmente oscura i due successivi, più complessi e sbilanciati, ma che nei suoi errori riesce a diventare qualcosa di unico, nei suoi inciampi costruisce qualcosa che fino ad allora non si era mai visto, una saga da scoprire e riscoprire all’infinito, che ad ogni visione trasmette qualcosa in più, un’idea, un fuoco da accendere in chi lo guarda.


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Il cinema e la letteratura sono gli unici fili su cui riesco a stare in equilibrio. I film di Malick, Wong Kar Wai, Jia Zhangke e Tarkovskij mi hanno lasciato dentro qualcosa che difficilmente riesco ad esprimere, Lost è la serie che mi ha cambiato la vita, il cinema orientale mi ha aperto gli occhi e mostrato l’esistenza di altre prospettive con cui interpretare la realtà. David Foster Wallace, Eco, Zafón, Cortázar e Dostoevskij mi hanno fatto capire come la scrittura sia il perfetto strumento per raccontare e trasmettere ciò che si ha dentro.

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