15 giugno 2020. Riaprire le sale non basta, bisogna salvaguardare il cinema

«I nostri artisti, che ci fanno tanto divertire e ci fanno tanto appassionare». Così il premier Giuseppe Conte, nella conferenza stampa riguardante il DL Rilancio. Vale la pena focalizzare l’attenzione sui due verbi, che hanno creato non poco scompiglio nell’opinione pubblica. Divertire, innanzitutto: seguendo l’indicazione della Treccani: «Ricreare lo spirito distraendolo da altri pensieri; interessare piacevolmente». Attività spirituale che allontani i pensieri di malessere; attenzione del fruitore guidata dal piacere. Appassionare, poi, che calca la stessa linea: «Suscitare passione, destare vivo interesse, attrarre fortemente». Piacere, passione, attrazione: l’arte tocca da sempre le viscere umane. Impossibile pensare una società che vi rinunci.

A tal fine, per quanto riguarda l’arte audiovisiva rappresentata dal cinematografo, è stata lanciata una lettera aperta per il sostegno all’esercizio cinematografico indipendente. Nata da un gruppo di esercenti cinematografici, lo scopo è risaltare ed evidenziare il valore di una realtà plurima, per evitare che affondi. NPC Magazine ha deciso di firmarla.

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La lettera nasce da una crisi a cui nessuno era preparato, dove il lavoro è sospeso tra cassa integrazione e speranza di un nuovo inizio. Il focus della lettera è sul futuro delle sale, non solo in relazione alla pandemia ma come riflessione più generale sul proprio statuto, troppo spesso sottovalutato. Un film, se destinato al cinema, deve rimanere nel cinema.

Si tratta, dunque, di un periodo provante per la sala cinematografica, e l’inevitabile dominio delle piattaforme digitali private rendono, in alcuni spettatori, in dubbio la necessità di porre attenzione a quelli che, con mezzi più o meno ampi, si adoperano per distribuire i film, con un’identità specifica sul territorio e con il proprio pubblico. Ma questo dubbio deve essere subito dissipato. Esistono quantità di sale di quartiere che hanno un ruolo chiave nella società civile di una città o un comune, sia dal punto di vista artistico che sociale.

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Il momento può anche essere fruttuoso: discutere finalmente di problemi che i piccoli e medi esercenti pongono da tempo, soprattutto in relazione ai multisala che monopolizzano la distribuzione, che portano ad un aumento dei costi e spesso, un’inaccessibilità per i piccoli distributori per i film più in vista.

Firmare quest’appello, dunque, per NPC Magazine è una testimonianza di fede. La fame di una cultura che rimanga condivisa, contraddistinta dalla presenza fisica in un ambiente che sia «del cuore», spirituale, deve essere supportata dalle istituzioni, dai distributori e da uomini e donne che sono fruitori di una magia che sempre sa rinnovarsi.


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Stefano Sogne

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