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Undone, viaggi nel tempo e sciamanesimo: cosa volete di più?

9 minuti di lettura

Kate Purdy e Raphael Bob-Waksberg tornano su Amazon Prime Video con Undone 2, seconda stagione dell’ingiustamente snobbata Serie TV d’animazione. Difficilmente incasellabile in un singolo genere, Undone è una serie dalle atmosfere oniriche – un vero must-see per gli amanti del misticismo – che si inserisce nel filone dell’animazione per adulti. La particolare tecnica del rotoscopio, consistente nel trasformare in un secondo momento attori reali in personaggi d’animazione, e i fondali dipinti ad olio su tela si sposano alla perfezione con il susseguirsi delle visioni e delle distorsioni del flusso spazio-tempo.

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Nei nuovi 8 episodi di Undone 2, il comparto tecnico risulta perlopiù invariato rispetto a quanto visto in precedenza. Sono gli elementi narrativi, invece, ad esplorare prospettive diverse: una narrazione intima, incentrata sulla protagonista Alma (Rosa Salazar) e sulle sue sfide personali, ora lascia spazio alla caratterizzazione di più personaggi, alle prese con viaggi nel tempo e dinamiche decisamente fantasy. Un’evoluzione, quindi, c’è stata. In meglio o in peggio?

Undone è una storia vera? Sì, ed è anche affascinante

alejandro undone

La prima stagione di Undone ruota attorno ad Alma, una millennial stanca della monotonia della vita da maestra d’asilo. Un giorno, Alma rimane vittima di un incidente stradale ed entra in stato di coma. Quando si sveglia, inizia ad avere strane apparizioni: il padre (Bob Odenkirk), la cui misteriosa morte ancora la ossessiona, ricompare a lei in visioni in cui lo spazio e il tempo sembrano dilatarsi e sovrapporsi, perdendo il loro andamento lineare. Neanche lo spettatore riesce a stabilire il confine tra la vita vera e quello che potrebbe essere un delirio psichico di Alma, causato da un presunto PTSD.

L’idea di creare un’ambiente allucinatorio, che si muove nel limbo tra realtà e sogno, venne alla sceneggiatrice di Kate Purdy mentre lavorava con il collega Raphael Bob-Waksberg ad un episodio di Bojack Horseman (episodio 11, stagione 1, Drowning Ending), in cui il protagonista assume delle droghe che gli provocano visioni su possibili vite alternative. In quell’occasione, Purdy si ricordò di una TAC fatta ai tempi del college, quando aveva visto per la prima volta i ventricoli del suo cervello. Sebbene più grossi della media, i ventricoli non destavano sospetti nei medici. Purdy, però, aveva letto qualcosa al riguardo e coltivava il timore di sviluppare comportamenti schizofrenici, proprio come sua nonna. Qualche anno dopo cominciò a soffrire di ansia e depressione, e le sue paure sembrarono concretizzarsi.

La storia di Alma è quella di Kate Purdy: anche lei vive a San Antonio (Texas), ha i ventricoli del cervello ingrossati, è imparentata con una nonna schizofrenica (Geraldine, lo stesso nome della nonna di Purdy). Undone funge allora come una sorta di rassicurazione-catarsi per la sua co-creatrice. Alma non è pazza, non va curata con delle pillole. Ha solo un dono tanto prezioso quanto pesante da accettare.

Undone si muove sul confine tra malattie mentali e sciamanesimo

Se, come abbiamo detto, nella prima stagione di Undone Alma era alle prese con il padre defunto da riportare in vita, nella seconda stagione (spoiler) la sua missione è compiuta. Inoltre, è ormai evidente che non sia affetta da alcun disturbo mentale. Così, la sceneggiatura può vertere su altre faccende di famiglia poco chiare: che ne è stato della nonna, Geraldine (Holley Fain), anche lei dotata di poteri soprannaturali? L’investigazione sulla defunta Geraldine si intreccia con un’indagine sugli strani comportamenti di Camila (Constance Marie), la madre di Alma.

Le ricerche procedono grazie ai poteri di Alma e, da questa stagione, di sua sorella Becca (Angelique Cabral), ma un ruolo fondamentale è svolto dalla presenza di figure mistiche appartenti alla cultura latino-americana. Nelle antiche civiltà messicane, coloro che nella società contemporanea sarebbero rinchiusi nei manicomi, erano i saggi del villaggio. Da questo punto di vista, è degno di nota che Undone attinga a culture ataviche ignorate dagli occidentali, svolgendo indirettamente una funzione pedagogica.

Nella prima stagione avevamo conosciuto lo sciamano, in Undone 2 troviamo la curandera (guaritrice). Il concetto di fondo è che ci siano persone che, per natura, possono vedere e sentire più di altre, percepire il tessuto che costituisce l’Universo.

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Ovviamente, nella serialità televisiva questa sensibilità è accentuata e messa in mostra quasi come fosse un superpotere. Tuttavia, è curioso che, in un periodo storico in cui i prodotti cinematografici puntano al sensazionale e al globale, Undone scelga di restare ancorata alla sfera domestica, declinando questi incredibili poteri ultraterreni nell’ottica della solidarietà familiare e dell’aiuto verso i parenti in difficoltà.

Torna il caro, vecchio viaggio nel tempo: il passato si può cambiare?

Come già accennato, in questa seconda stagione Undone si confronta con temi ancor più fantasy, quando non fantascientifici. L’abusato viaggio nel tempo viene rispolverato e adattato all’atmosfera onirica, perciò i personaggi non si muovono fisicamente attraverso il flusso temporale, ma assistono ad eventi del passato grazie ai loro poteri, restando presenze incorporee. L’effetto è un po’ alla Sense8 (Lana e Lilly Wachowski, J. Michael Straczynski, 2015-2018), dove i protagonisti, connessi grazie ad abilità speciali, interagiscono tra loro pur rimanendo in luoghi diversi.

Per quanto riguarda le “regole dei viaggi nel tempo” che hanno appassionato i nerd di ogni epoca, segnaliamo che Undone si pone in mezzo tra chi dice che è impossibile cambiare gli accadimenti passati (L’esercito delle 12 scimmie, The Time Machine) e chi dice il contrario (Ritorno al futuro).

La logica seguita è quella dell’iconico Doctor Who: il Tempo è in movimento ed è possibile apportare delle modifiche al passato, ma ci sono alcuni “punti fissi” che, per quanto tragici, sono immutabili. Questa scelta narrativa permette l’evoluzione del personaggio di Alma: se è vero che la ragazza riesce a migliorare il presente grazie ad alcune correzioni sul passato, arriva però un momento in cui capisce che deve accettare il naturale sviluppo delle cose, per quanto lei sia testarda e per quanto la vita sia dolorosa.

Tirando le somme, circondati da multiversi

Non si può omettere che anche Undone non esce indenne dalla mania del multiverso. Negli ultimi tempi, infatti, stiamo assistendo da spettatori ad un aumento di produzioni che hanno a che fare con universi paralleli: dal fortunato Everything Everywhere All at Once (Daniel Kwan, Daniel Scheinert, 2022) al colossale Doctor Strange nel Multiverso della follia (Michael Waldron, 2022). Nel suo piccolo, Undone riesce a giocare con linee temporali alternative senza perdere il suo nucleo fondante, ma, anzi, rafforzando l’idea che tutti gli esseri sono collegati, che ogni singolo sia il tutto.

Da questa seconda stagione, in fin dei conti, possiamo uscire fieramente soddisfatti. Sullo schermo abbiamo personaggi imperfetti e profondamente umani coi quali empatizzare, ma anche temi universali ed enormi da digerire, che affascinano e trascinano. La confezione, poi, è impeccabile: una nota fresca nel mare delle serie TV fatte con lo stampino. Per intenderci, Undone sembra proprio quella chicca inesplorata che vedrete e inizierete a consigliare al vostro amico che rewatcha compulsivamente Stranger Things.


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Classe 1998, capitata qui un po' per caso. Sono toscana ma studio al DAMS di Bologna. Ovviamente appassionata di cinema e futura disoccupata. Sono la prova che si può amare Godard indossando t-shirt di Star Wars.

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