Finché morte non ci separi 2, sangue e morte sì, ma senza esagerare

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Le ultime inquadrature di Finché morte non ci separi 2 sono l’intro stesso del suo sequel: Grace (Samara Weaving), sopravvissuta alle peripezie del primo film, seduta e insanguinata sugli scalini fuori dalla villa dei Le Domas. Mentre si accende una sigaretta arrivano i paramedici, che procedono subito a chiederle cosa sia successo; lei, sarcasticamente, risponde: “Parenti“. Poi crolla a terra e la camera la segue all’interno dell’ambulanza, alternando alla rianimazione cardiopolmonare sequenze del film precedente. Una scenetta graziosa e frizzante, con musica pop in sottofondo, prima di mostrarci il titolo del film: Finché morte non ci separi 2.

Finché morte non ci separi 2 è il nuovo film Searchlight Pictures, nelle sale italiane dal 9 aprile.

Finché morte non ci separi 2, di cosa parla? La trama del film

Finché morte non ci separi 2 ci porta nell’ospedale in Grace è ricoverata, introducendoci poi alla grande novità di questo capitolo: sua sorella Faith (Kathryn Newton), con cui Grace non parla da 7 anni. L’altra grande novità è che la minaccia affrontata nel film precedente (una famiglia di fanatici appartenenti a una setta) si ritrova qui moltiplicata: gli altri membri del culto di Le Bail spiegano a Grace che, uccidendola, una delle loro famiglie otterrà il potere di controllare il mondo. I Dansforth, nello specifico, sono particolarmente aderenti a quest’idea, in quanto finora sono stati loro i detentori di tale potere.

Finché morte non ci separi: scena con tutte le famiglie al servizio di Mr Le Bail

Un ritorno al cinema fatto soprattutto di nomi importanti: in primis il maggiordomo, interpretato con inaudita eleganza da Elijah Wood; nella famiglia Dansforth troviamo poi, nel ruolo di uno dei gemelli che tenteranno di uccidere Grace, Sarah Michelle Gellar, meglio nota per il suo ruolo di Buffy nell’omonima serie, così come il celebre regista David Cronenberg, padre del genere body horror.

Il team creativo dietro il film, un paragone con Scream VI

Il duo registico (Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett) è lo stesso del primo film; alla scrittura ritroviamo inoltre Guy Busick. La matrice creativa è quindi la stessa, così come è quella dietro a Scream (2022) e Scream VI (con Guy Busick alla sceneggiatura anche del vergognoso Scream 7). Mentre Scream cerca di dare una forza alle proprie protagoniste – che sullo schermo, tuttavia, è assente – Scream VI sembra essere un colpo di fortuna nato dalla dipartita per “divergenze creative“di Neve Campbell: da quella mancanza è nato un film molto interessante nel modo in cui guardava all’idea di final girl contro vendetta femminile.

Grace e Faith in Finché morte non ci separi 2

Di fatto, Scream VI e Finché morte non ci separi 2 hanno molte somiglianze.
Mentre il primo è un esempio virtuoso di ciò che si può fare in assenza delle risorse promesse (è il film più lucrativo della saga), il secondo è il caso di un sequel sovraccarico di aspettative dal predecessore, con delle potenzialità annegate nel flusso di denaro, nel cast iper ricercato, insomma, nella più totale pigrizia creativa.

In Scream VI le sorelle Sam e Tara Carpenter vengono dotate di una certa intraprendenza nell’affrontare i crimini di Ghostface nella vasta New York. Se in Scream (2022) il duo manca di pepe e di complicità, qui si incontrano con dinamicità e comprensione reciproca. L’evoluzione di Sam, poi, viene degnamente approfondita: nel primo Scream in cui appare viene instaurato un conflitto con sé stessa, in quanto figlia di un certo killer dei primi capitoli della saga, ma questo suo lato non viene mostrato abbastanza. In Scream VI invece viene sovvertita la semplice formula della final girl innocente, che diventa violenta, iraconda e alla ricerca di vendetta per puro gusto.

Sam e tara Carpenter in Scream VI
Sam e Tara Carpenter in Scream VI

Finché morte non ci separi 2, a confronto, manca di grinta e finisce per fare fiasco. Le interazioni tra le sorelle sembrano quasi una parentesi facoltativa al film: il modo in cui interagiscono, litigano e si riappacificano non segue le dinamiche di due persone reali, quanto piuttosto serve a far compiere loro azioni che fanno da set up per gli scontri a sangue con gli antagonisti. Anche il fatto che la relazione tra Grace e Faith dovrebbe rispecchiare quella tra i gemelli Dansforth, Ursula e Titus, non trova una vera risoluzione: sembra un’intuizione iniziale non sviluppata a dovere in fase di scrittura.

L’estetica insicura di Finché morte non ci separi 2

Samara Weaving in Finché morte non ci separi 2

Samara Weaving ha il gran pregio di portare sulle spalle la maggior parte del film: la furia femminile che scaturisce da ogni sua interazione è esplosiva. L’urlo liberatorio che fa in seguito all’aver ucciso la sua avversaria (anche amorosa) è manifestazione di un malessere profondo che trova sfogo in questa situazione dove regna solo violenza e morte; il suo comportamento riecheggia vagamente quello di Sam in Scream VI, ma è purtroppo sorretto solo dall’interpretazione dell’attrice, non abbastanza dall’unione di sceneggiatura e regia.

Kathryn Newton, d’altro canto, è miseramente sprecata, in quanto typecastata nel ruolo che si porta addosso dalle sue prime apparizioni in Supernatural. Newton fa l’adolescente tormentata che non ne combina una giusta, sempre salvata dalla sorella maggiore e, anche quando esce vincitrice da una situazione, è semplicemente per un colpo di fortuna. Uno dei punti di forza del marketing di questo film, David Cronenberg, si rivela prevedibilmente uno specchietto per le allodole: il patriarca Dansforth appare per pochi minuti al massimo, e il suo corpo registico non trasmette alcun significato.

David Cronenberg in Finché morte non ci separi 2

Finché morte non ci separi 2 prende tutto il potenziale che ha e lo spreca. La conferma arriva proprio sul finale, in una cruenta scena di lotta all’interno di un’arena piena di corpi in stato di putrefazione: quello era il momento su cui premere l’acceleratore, probabilmente anche esplicitando eccessivamente i significati del film, ma per lo meno differenziandolo da tutti gli altri film “eat the rich” in circolazione. Invece, pur avendo Cronenberg nel cast, Finché morte non ci separi 2 non osa oltrepassare quella soglia, preferendo scene di gore minimo, al limite dell’imbarazzo.

Un film con ovvi richiami ad altri horror: nella scena dell’arena viene in mente La chiesa di Michele Soavi, ma il film segue ovviamente anche le linee narrative di altri film sui culti come La setta, nuovamente di Soavi, o il più americaneggiante Society – The horror. Society è un film riconosciuto a posteriori come allegoria dei casi di sfruttamento sessuale ad opera dei potenti (ne parla egregiamente il documentario The Dark Side of Society): un film che lascia una ferita aperta proprio per la veridicità dei fatti narrati, che elabora il trauma in maniera eccellente attraverso l’horror, come una sorta di esorcismo del male tramite un male maggiore.

Finché morte non ci separi 2

Finché morte non ci separi 2 si riferisce chiaramente agli episodi di violenza da parte dei ricchi emersi dagli Epstein Files, ma senza suscitare alcuna reazione viscerale nello spettatore. L’horror è sempre stata la chiave di volta per raccontare ciò che nella società non trovava spazio, e nel caso di ciò che sta accadendo adesso, con questi file ancora secretati e l’attenzione collettiva dirottata altrove, il team dietro questo Finché morte non ci separi 2 avrebbe potuto cavalcare l’attualità cercando di lasciare il segno, di fare un manifesto di questi tempi. Purtroppo si è preferita la strada della semplicità e della banalità, che ci consegna l’ennesimo horror da relegare nel cassetto come intrattenimento, ma nulla di più.


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Dalla prima cassetta di Spielberg che vidi a casa di nonna, capii che il cinema sarebbe stata una presenza costante nella mia vita.
Una sala in cui i sogni diventano realtà attraverso scie di luce e colori è magia pura, possibilmente da godere in compagnia.
"Il cinema è una macchina che genera empatia", a calarmi nei panni degli altri io passo le mie giornate.

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