Coyote vs Acme

Coyote vs Acme, la rinvicita di Willy il Coyote

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Dietro a un film, si sa, ci sono anni e anni di lavoro: creazione di un soggetto, scrittura di una sceneggiatura, scelta degli interpreti, del regista, lavoro sull’impianto sonoro e fotografico, previsione di un budget per la sua produzione, ma soprattutto, come direbbe Sergio Vannucci in Boris, «passione, ci vuole passione». Un progetto arriva a buon fine se tutti lo prendono a cuore investendo tempo, risorse e alle volte pure salute.

Poi, però, quando un progetto supera la fase di post-produzione e gli screener vengono apprezzati dai più, arriva l’ennesima corporation che smantella tutto per una questione di costi: per far sì che la baracca resti in piedi, bisogna risparmiare e tagliare. E allora ecco che Warner Bros. Discovery – negli ultimi tempi in attesa di sapere se la fusione con Paramount Skydance andrà in porto o meno – decide di cancellare Coyote vs Acme per ottenere uno sgravio fiscale di circa 30 milioni di dollari.

Se pensiamo a progetti come Batgirl, la Warner non è nuova a queste pratiche. Fortunatamente, Coyote vs Acme, film in live action e animazione di Dave Green, è stato salvato grazie alla grande mobilitazione social di addetti ai lavori e star di Hollywood e grazie a Ketchup Entertainment, che con 50 milioni di dollari ha deciso di investire sulla distribuzione di questo film portandolo nelle sale di tutto il mondo.

La trama di Coyote vs Acme

Coyote vs Acme si apre nel 1992 all’interno della Acme, azienda che produce strumenti e aggeggi per cartoni animati. Si vede fin da subito il Dottor Lorre, un dottore animato intento a scappare per i motivi che capirete leggendo a poco a poco l’articolo. La fuga di Lorre, però, finisce subito: viene infatti fatto scomparire da dei loschi individui – principalmente militari e agenti di intelligence – attraverso il canonico buco nero portatile dei Looney Tunes.

Esatto, Looney Tunes: Coyote vs Acme vede coinvolti molti personaggi della celebre serie animata, fra cui Bugs Bunny, che nel film avrà un ruolo secondario, ma molto importante, Daffy Duck, Porky Pig, Taddeo, Nonna Granny, Titti, ma soprattutto lui, l’eterno sconfitto, l’eterno Sisifo dei Looney Tunes, il protagonista di Coyote vs Acme: Willy il Coyote, un personaggio a cui in fondo abbiamo sempre voluto bene proprio per i suoi eterni fallimenti.

Trent’anni dopo la scomparsa del Dottor Lorre, ci ritroviamo ad Albuquerque – città celebre per Breaking Bad, Better Call Saul e Pluribus – dove Willy il Coyote è preso come al solito dall’inseguimento di Beep Beep, il celebre roadrunner blu. Sempre come di consueto, qualcosa va storto: Willy il Coyote usa il guanto magnetico e gli stivali a razzo della Acme, ma questi si rivelano malfunzionanti e lo portano a fallire per l’ennesima volta con gli stessi effetti devastanti.

Coyote vs Acme

Tutto, però, cambia nel momento in cui Willy vede una pubblicità televisiva dello studio Avery, Jones and Maltese – gli ultimi due, e non è una coincidenza, sono i cognomi di Chuck Jones e Michael Maltese, creatori di Willy il Coyote – in cui Kevin Avery (Will Forte) pubblicizza le sue cause per i cartoni animati contro i danni che hanno ricevuto. Il coyote decide, allora, di raccogliere le sue cose e raggiungere lo studio di Avery portandosi con sé tutti gli oggetti difettosi della Acme che gli hanno causato anni e anni di danni decidendo di fare causa all’azienda, che oltre a produrre oggetti per cartoni animati produce anche oggetti a uso e consumo degli umani come telefonini.

Inizialmente disposto soltanto a patteggiare per non dover affrontare Buddy Crane (John Cena), suo ex compagno di corso a Harvard e avvocato di successo della Acme, Avery sarà costretto poi a intentare la causa contro l’Acme in quanto Willy il Coyote riuscirà a far arrivare la sua denuncia all’azienda. Questa diventerà, allora, l’occasione per Willy di avere la sua rivincita e per Avery di fare qualcosa di importante per la propria vita e carriera di avvocato e per salvare il proprio studio legale con i conti in rosso.

Coyote vs Acme, un po’ di contestualizzazione

Coyote vs Acme non è un semplice film a tecnica mista come lo sono stati quelli della serie di Space Jam, Looney Tunes: Back in Action o Chi ha incastrato Roger Rabbit, film che in fondo sono stati realizzati per intrattenere il pubblico con un misto di nostalgia e cultura pop. Coyote vs Acme è un film ch,e oltre a intrattenere e a far ridere, racconta delle verità profonde sulle dinamiche che riguardano il capitalismo aziendale, il consumismo, ma soprattutto l’industria cinematografica.

Coyote vs Acme

Bisogna tener presente che, sebbene l’idea del film sia stata proposta nel 2018, soltanto dal 2020 al 2022 si è iniziato a lavorare su Coyote vs Acme. Verso la fine del 2023, però, la Warner Bros. Discovery decide di cancellare il film per ottenere uno sgravio fiscale (in gergo tax write-off) nell’ottica di un grande piano di tagli e risparmi voluto dal presidente David Zaslav. Tutto ciò è stato fatto senza avvisare chi su questo film ha lavorato e investito energie, un modus operandi tipico delle grandi corporazioni.

Coyote vs Acme

Fare questa contestualizzazione è importante, in quanto gli avvenimenti che hanno riguardato Coyote vs Acme rientrano in un quadro più grande, ovvero quello della protesta degli sceneggiatori organizzata dalla Writers Guild of America per ottenere adeguamenti stipendiali in conformità allo streaming e per arginare il fenomeno dell’intelligenza artificiale. La vicenda di Coyote vs Acme è diventata, dunque, simbolo di una lotta serrata contro un’industria cinematografica gestita da grandi corporazioni che hanno in mente solo il profitto invece che la qualità e la cura verso il prodotto e l’attenzione nei confronti degli addetti ai lavori.

L’iniziale cancellazione di Coyote vs Acme è stata vista infatti come un attacco alla creatività di sceneggiatori e registi, sempre più costretti a seguire i diktat del marketing, che, stanchi dell’ennesima intromissione delle logiche di mercato, hanno messo in moto una grande mobilitazione social con tanto di #ReleaseCoyotevsAcme e #SaveCoyotevsAcme e di minacce di abbandonare i futuri progetti della Warner al punto da costringere quest’ultima a trovare qualcuno come Ketchup Entertainment per distribuire il film nelle sale e salvarlo.

Coyote vs Acme, rovesciamento di prospettiva in ottica anticapitalista

Prima di addentrarci nella questione consumistica di Coyote vs Acme, ci si concentrerà sui personaggi. In questo film, infatti, si assiste in un certo senso a un rovesciamento di prospettiva dei ruoli dei celebri Looney Tunes, che è da vedersi in ottica anticapitalistica. Quando pensiamo ai cartoni animati, infatti, pensiamo sempre alla dicotomia cattivo vs buono, dove il buono è colui che, con il suo ottimismo e la sua energia positiva, vende e porta spettatori e il cattivo è colui, invece, che con la sua negatività non genera profitto.

Coyote vs Acme

È qui che Coyote vs Acme fa una sua prima critica alle logiche del profitto: il buono in realtà è il vero cattivo della situazione, in quanto genera profitto e diventa un personaggio di successo a scapito delle disgrazie del cattivo, che qui si fa portavoce dello sfruttamento allo scopo di soddisfare i gusti dei consumatori: Beep Beep è benvoluto dal pubblico per via delle disgrazie che subisce Willy il Coyote, e la stessa cosa vale per Titti e Gatto Silvestro o, se vogliamo uscire dalla serie Looney Tunes, per la serie di Tom e Jerry.

Se consideriamo questa logica, Willy il Coyote diventa allora in questo film il buono della situazione, un personaggio caricaturale e schizzato comunque benvoluto, mentre Titti diventa, invece, il braccio destro di Buddy Crane e la sua spia per sventare la causa di Avery e Willy il Coyote. Non è un caso, inoltre, che a interpretare Buddy Crane sia John Cena, conosciuto principalmente come ex campione di wrestling WWE e beniamino del pubblico per tanti anni, simbolo anche lui di quello che possiamo definire capitalismo del bene, ovvero di un marketing sfrenato di valori positivi che Cena incarnava quando lottava sui ring di wrestling.

Coyote vs Acme, Willy simbolo di una creatività sfruttata per il profitto

Se consideriamo il personaggio di Willy il Coyote come anticapitalista, quest’ultimo, che si definisce “genio” per i suoi piani (sempre andati male) di catturare Beep Beep e il cui nome originale Wile E. Coyote viene dall’inglese wily, ovvero “scaltro”, “astuto”, non è altro che il simbolo di una creatività messa a tacere e volutamente fatta fallire da chi persegue le logiche del profitto. Willy il Coyote è qui il personaggio in cui si riconoscono addetti ai lavori e sceneggiatori che combattono contro le grandi corporazioni rivendicando libertà creativa, ma soprattutto rispetto per la propria professionalità.

Coyote vs Acme

La professionalità degli addetti ai lavori del cinema americano e di Willy il Coyote – dopotutto, lo stesso Avery lo considera un instancabile professionista – è strettamente legata al malfunzionamento degli oggetti prodotti dalla Acme verso cui Avery e Willy il Coyote fanno causa. La Acme ammetterà, infatti, che per generare profitto è necessario che ci siano difetti nei prodotti per migliorarli a uso degli esseri umani. Il problema, però, è che a rimetterci sono, per esempio, i cartoni animati e chi produce questi oggetti, che mettono a rischio la propria vita e vengono usati come cavie da laboratorio per soddisfare la clientela e il mercato.

La causa che Willy e Avery intentano rappresenta, quindi, la lotta di chi rivendica dignità e rispetto, di chi rivendica la propria umanità e si rifiuta di essere trattato come un oggetto usa e getta per testare i gusti del consumatore e fornirgli un prodotto sempre più appetibile per investitori e clienti e generare, dunque, un profitto facile a scapito della qualità e del benessere di chi ha investito tempo ed energie in un progetto e in un’idea e che dall’oggi al domani si vede annullati tutti i suoi sforzi e sogni.

Willy il Coyote, un Sisifo che ce l’ha fatta… forse

Riuscirà mai Willy il Coyote a catturare Beep Beep? Forse, ma una cosa è certa: in Coyote vs Acme è riuscito ad avere la sua rivincita facendo sentire la sua voce – o meglio, facendo leggere i suoi cartelli di numero limitato – e facendosi portavoce di chi crede in un cinema migliore e in un modo migliore di produrre beni di consumo.

Coyote vs Acme è stato salvato perché nella vicenda di Willy il Coyote si vede la storia di chi lotta ogni giorno contro i giganti, di chi lotta per difendere un sogno, un’idea, ma soprattutto si sente la rabbia di chi non ne può più di essere sfruttato e scartato per soddisfare il dio denaro e di essere trattato come una cavia da laboratorio per indagini di mercato. E forse, immaginiamo, è questo rumore che fa paura alla Warner.


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