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NPC Magazine aprile

Il mese che verrà e il Sacro Graal in autostrada

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6 minuti di lettura

Prati in fiore e giornate lunghe. L’arrivo della primavera è una sfida alla cinefilia. Ma anche l’arte sboccia con il sole, e siamo pronti a dimostrarlo. Per la copertina di aprile, recentissima tradizione ancora una volta condotta con arte da Alice Colombo, abbiamo scelto il bianco e nero. Colpa di Mike Mills e il suo C’Mon C’Mon con Joaquin Phoenix protagonista. Ma colpa soprattutto della A24, casa di distribuzione e produzione a cui dedicheremo le prossime settimane in cerca della formula perfetta che ha reso il cinema indie il nuovo glamour ai tempi di Instagram. La nuova Guida di NPC Magazine sarà la vostra bussola nei segreti della A24.

Black and white is not reality, is about reality

(Mike Mills)

Aprile è all’insegna di grandi nomi. Racconteremo Tarkovskij, lo scultore del tempo, e daremo adito all’irriducibile e assurda volontà di riassumere la follia iridescente di Charlie Kaufman. Spazio anche alle ultime novità, con recensioni in anteprima di film e serie. Moon Knight porta la luna in casa Marvel, mentre su Netflix tramonta Ozark e prosegue Elite. Viaggi nel tempo con Pretty Little Liars e il racconto di un fenomeno che ha cambiato la spettatorialità televisiva. In diretta dal Florence Korean Film Festival potrete scoprire con i nostri inviati, Verdiana Bottino e Federico Metri, i protagonisti di un cinema che sta cambiando tutto.

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Buon aprile, e buona visione!

A24, il Sacro Graal in Autostrada

Un consiglio: fate attezione la prossima volta che vi dirigete verso Roma lungo la A24. Potreste essere colti dall’epifania tanto attesa. Così è stato per Daniel Kats, che nel 2012 sfrecciava verso la città eterna quando decise di cambiare vita. Abbandonò un lavoro sicuro e aprì una casa di distribuzione e produzione capace di rivaleggiare coi big di Hollywood. Il nome dell’azienda lo si deve proprio a quell’autostrada, che da cinefili è d’obbligo amare persino in mezzo al traffico. Sei anni dopo sarebbe arrivato il primo premio Oscar come Miglior Film (Moonlight), tra l’altro protagonista di un errore in fase di premiazione che appare oggi candido in confronto al recente remake – questo sì, riuscito – di Altrimenti ci arrabbiamo. Ma perché parlare della A24? Componendo la copertina di aprile abbiamo notato che molti dei film e registi per cui più eravamo emozionati di potervi parlare attraversavano, o avevano percorso, quella stessa autostrada del cinema. Joaquin Phoenix in C’MonC’Mon conquista la prima pagina mentre gli occhi sono ancora un po’ lucidi dalla visione del film. Ma c’è anche Lamb, l’horror che non ti aspetti, e The Northman, dal regista di The Lighthouse. La A24 è una storia controcorrente, a cui abbiamo deciso di dedicare il mese di aprile. Cieca è la fedeltà di appassionati pronti a riempire sale, o cliccare play, per film che hanno in comune solo un logo e un velo indie che dice “sono cinema di spessore”. A volte con ragione, a volte a sproposito.

Scelta dei registi, cura nei film e amore per piccole-grandi storie sono solo alcuni degli ingredienti segreti. Il cuore del progetto è una comunicazione che pensa fuori dai vecchi solchi. Marketing, per dirla con una parolaccia. Una vicinanza con il pubblico, tra podcast, contenuti esclusivi (persino su Tinder) e idee che non ti aspetti. Tre anni fa la A24 ha collaborato con JoyaStudio per la creazione di candele al sapore di cinema. Come possa venire un’idea simile lo sa solo Gwyneth Paltrow. Questo grande progetto di piccolo cinema non è poi così distante dalla morte del blockbuster tout court e il dominio Marvel. Alla fine, vince il senso di comunità. Quello per i mantelli, ma anche per un cinema moderno alla ricerca di stili classici; avvolto nei bianchi neri, stretto nel fascino di schermi quadrati e sgorgato da fonti di verità d’autore. C’è un pubblico, giovane, che ha scoperto che arthouse e Instagram parlano lingue simili. Guardano film, seguono i profili e condividono foto in bianco e nero di divi reinventatesi nel nuovo glamour indie. Lo sa bene Robert Pattinson, che nell’A24 ha trovato una seconda opportunità. Il Sacro Graal del cinema Indie era davvero in autostrada: per i dieci anni di A24 ci mettiamo in viaggio per scoprirne di più


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Studente di Media e Giornalismo presso La Sapienza. Innamorato del Cinema, di Bologna (ma sto provando a dare il cuore anche a Roma)e di qualunque cosa ben narrata. Infiammato da passioni passeggere e idee irrealizzabili. Mai passatista, ma sempre malinconico al pensiero di Venezia75. Perché il primo Festival non si scorda mai.

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