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Sempre più bello: l’epilogo forzato della fiaba romantica

6 minuti di lettura

La trilogia sentimentale inaugurata da Sul Più Bello, film del 2020 tratto dall’omonimo romanzo di Eleonora Gaggero, giunge a chiusura. In una proiezione speciale su tre giornate in sala, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2022, fa capolino Sempre Più Bello, ultima pellicola della serie. A dirigerla Claudio Norza, a cui Alice Filippi, vincitrice di un David di Donatello per il Miglior Documentario, aveva già ceduto la macchina da presa sul secondo capitolo, Ancora Più Bello, disponibile su Netflix.

Sempre Più Bello raccoglie dunque il doveroso commiato di una tripletta che forse poteva trovar riposo molto prima. Sullo schermo ritroviamo la piccola Marta (Ludovica Francesconi), i suoi pittoreschi coinquilini e la fiabesca giostra di una Torino che sembra vivere fuori dal tempo e dallo spazio. Ad avvolgerla resta l’approccio leggero, ironico e innocentemente schietto di una ragazza che convive da tutta la vita con la fibrosi cistica.

Tuttavia, il frizzante pacchetto che aveva inaugurato la trilogia si omologa in chiusura in una serializzazione di situazioni piatte, in cui affiorano a volte rivitalizzazioni temporanee. Il viaggio filmico resiste dunque con una convincente estetica pop, ma vanifica l’intraprendenza di un’idea iniziale sfumata nel suo corso. Ma procediamo con ordine.

Eravamo rimasti proprio sul più bello

Sempre più bello Skam Italia

Nel secondo capitolo, Ancora più bello, Marta accoglie un nuovo amore, Gabriele, interpretato da Gianmarco Commare (alias Edoardo Incanti di SKAM Italia). La nuova coppia si confronta con un rapporto a distanza, a cavallo tra gelosie, cedimenti e una fortunata notizia per Marta, finalmente prossima al tanto sperato trapianto di polmoni. Nell’attesa di scoprire l’esito dell’intervento, però, la storia si interrompe, firmandosi con un To Be Continued. Su questa scia si inserisce Sempre più bello, inaugurato da una Marta che finalmente può respirare da sola.

Ma nell’idillio fiabesco di una nuova parentesi cala ancora l’ombra della malattia e di due polmoni che non funzionano come dovrebbero. Entra dunque in scena un personaggio fino ad adesso taciuto, la nonna di Marta (Drusilla Foer), marziale educatrice con cui la ragazza ha interrotto ogni rapporto dopo i 18 anni. Gabriele cercherà di avvicinare le due quando la situazione critica di Marta richiederà un appiglio emotivo ai fantasmi del passato.

Sempre più bello: un arcipelago di storie poco comunicanti

Sempre più bello trilogia

La mielosa relazione tra Marta e Gabriele rappresenta l’isola più grande di un arcipelago di piccole storie: a partire da quelle di Jacopo (Jozef Gjura) e Federica (Gaja Masciale), amici di sempre e coinquilini di Marta. Mentre Jacopo torna sull’app di incontri Sbavo e inizia a frequentare il nuovo medico dell’amica, Federica lascia il lavoro e ritrova la felicità in un incontro speciale con una piccola ospite del loro appartamento. Ricompaiono poi l’influencer Rebecca (Jenny De Nucci) e il fidanzato nascosto Giacomo (Riccardo Niceforo) in un sipario flash sul mondo social.

Tutte queste storie sono però solo piccoli satelliti riempitivi della narrazione, isole che attorniano il perno centrale, ma non riescono a mantenersi a galla. Aprono parentesi su realtà attuali, come l’approccio disincantato alle frequentazioni nate virtualmente, l’iniziale rapporto della Gen Z con il lavoro e le aspettative a cui risponde un brand figlio dei social media. Tuttavia non c’è approfondimento, ma solo una trattazione superficiale e generalista, spesso ancorata a luoghi comuni.

Sebbene il genere e il tono di Sempre Più Bello si prestino a tale risoluzione sbrigativa, con uno charme maggiore votato alla romantic comedy adolescenziale, si tratta comunque di occasioni perse, soprattutto in un prodotto rivolto a un pubblico giovane. La pellicola sembra perdersi quindi in un amalgama di piccole storie frammentate che, come in un sogno, attraversano fulminee la mente dello spettatore, ma non lo colpiscono.

Quanto si è protratto il viaggio di Amélie

A tenere le redini della storia rimane Marta, una piccola Amélie alla Jean-Pierre Jeunet nel suo universo onirico. La consapevolezza di non aver niente da perdere e l’incanto policromatico in una situazione di dolore ne hanno fatto un personaggio accattivante sin dall’inizio. Uno scorcio luminoso nell’interpretazione favolistica di una realtà drammatica, toccata più tristemente nel recente film di Justin Baldoni, A Un Metro Da Te, disponibile su Prime Video.

La trilogia coronata da Sempre Più Bello ha quindi il pregio di aver toccato note originali rispetto alla tradizionale trattazione della malattia in una dramedy a sfondo romantico. Tuttavia il viaggio di Marta aveva già trovato la sua chiusura fiabesca giustificata nel primo film. La reiterazione dello schema, attorniato da labili storie più bisognose di uno sviluppo seriale, non convince nel mantenimento di un mondo narrativo ormai troppo svincolato dal reale.


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Classe 1996, laureata in Comunicazione e con un Master in Arti del Racconto.
Tra la passione per le serie tv e l'idolatria per Tarantino, mi lascio ispirare dalle storie.
Sogno di poterle scrivere o editare, ma nel frattempo rimango con i piedi a terra, sui miei immancabili tacchi.

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