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The Batman

The Batman, l’epopea noir oltre il marcio di Gotham

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11 minuti di lettura

È uscito nelle sale il nuovo attesissimo film della lunga saga supereroistica DC: The Batman, diretto dal regista di Cloverfield e dei prequel del Pianeta delle Scimmie Matt Reeves. Il cast è uno dei più azzeccati per i personaggi dei fumetti: Robert Pattinson interpreta il detective mascherato, Zoë Kravitz la sensuale ladra Catwoman, Paul Dano l’inquietante Enigmista, Jeffrey Wright il commissario Gordon, Andy Serkis il leale Alfred, e Colin Farrell il losco Pinguino.

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Nuovo Batman, nuove regole

The Batman

Per la prima volta nella lunga carriera cinematografica dell’eroe, in The Batman la trama si concentra su una vera e propria detective story, ispirata a film come Se7en di David Fincher e anche, in minima parte, a Chinatown di Roman Polanski. Il Batman di Pattinson non è solo un vigilante mascherato che punisce i criminali nelle ronde notturne pestandoli a sangue, ma è soprattutto un investigatore. Per la maggior parte del film il protagonista indaga luoghi del crimine, raccoglie e analizza indizi, si confronta con il fidato commissario della polizia James Gordon, e interroga potenziali indiziati.

L’azione in The Batman è ovviamente presente, ma viene usata solo quando è strettamente necessaria, come nel prologo iniziale, la cui unica funzione è quella di introdurre la nuova versione di Batman, e nell’incredibile inseguimento sulla Batmobile, che rimane una delle sequenze più adrenaliniche del film, se non l’unica.

Infatti, The Batman si concentra sui momenti più introspettivi e calmi della storia che vuole raccontare, dandosi il giusto tempo, necessario per permettere allo spettatore di immergersi (quasi letteralmente) nelle atmosfere cupe, notturne, quasi oniriche di Gotham City.

La Gotham di The Batman infatti rimane indubbiamente la vera protagonista del film: dopo la trilogia di Nolan, ambientata in una Gotham anonima che poteva essere confusa per una qualsiasi metropoli americana, The Batman sembra voler tornare agli ambienti familiari dei due film di Tim Burton, che presentano una personalissima Gotham gotica ed elegante, a metà tra gli anni ’30 e il retrofuturismo.

In The Batman tornano in parte le architetture gotiche, come ad esempio nella villa dei Wayne, ma il resto della città di Gotham sembra sospesa anche qui in una sorta di limbo senza tempo: se non fosse per la presenza dei cellulari e di altre tecnologie moderne, The Batman potrebbe essere ambientato negli anni ’20 in certe scene, negli anni ’50 in altre, negli anni ’80 e ’90 in altre ancora.

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Come nei film di Burton, anche in The Batman Gotham City è avvolta da una notte perenne, e come se non bastasse, è sommersa da una pioggia incessante, come la Los Angeles 2019 di Blade Runner, sicuramente un’altra fonte di ispirazione per l’estetica del film di Matt Reeves. È evidente inoltre l’influenza di Se7en, sia per l’ambientazione piovosa, sia per la trama concentrata su una caccia al serial killer.

L’Enigmista di Paul Dano è infatti a metà tra l’Enigmista dei film di Saw (un altro omaggio?) e una sorta di Zodiac, il famoso serial killer che ha operato negli anni ’70 (su cui tra l’altro lo stesso Fincher di Se7en ha realizzato un film), con un pizzico di Joker (quello di Todd Philips e Joaquin Phoenix).

Menzione d’onore va indubbiamente alla colonna sonora di Michael Giacchino, storico collaboratore di Reeves, che ha composto per The Batman una delle soundtrack più memorabili e maestose dei blockbuster degli ultimi anni, che ricorda e omaggia le note di Danny Elfman per il tema di Catwoman, e Hans Zimmer e James Newton Howard per quello di Batman, composto anche qui da due sole note ripetute, come nella trilogia di Nolan.

Il trattamento dei personaggi di The Batman

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The Batman decide di intraprendere molte scelte mai esplorate prima sul grande schermo per il personaggio. L’idea di mettere completamente da parte Bruce Wayne per concentrarsi in tutto e per tutto su Batman è una scelta molto interessante, che permette un’esperienza molto più immersiva nel viaggio oscuro del personaggio.

In questa nuova iterazione Bruce non è rappresentato come un plurimiliardario che vive nel lusso, ma come un recluso sociale che odia la luce del sole e il contatto con altre persone, disinteressato alla fama e al riconoscimento pubblico: un vero asociale sociopatico ossessionato dal suo alter ego. Infatti gli unici momenti in cui appare Bruce Wayne servono solo per approfondire il caso a cui sta indagando Batman, a cui è negato l’accesso a molte risposte chiave, che solo Bruce può ottenere.

The Batman è sicuramente il film in cui il Cavaliere Oscuro ha più screen time in assoluto: il vigilante appare sempre in costume, sono poche le scene in cui compare come il comune Bruce. Questo focus su Batman permette un’analisi più approfondita sull’ideale di Batman, su quello che vorrebbe e dovrebbe rappresentare, ed è proprio questo il vero tema del film, nonché l’unica evoluzione che vive il personaggio: che cosa rappresenta Batman?

Anche se Wayne non è il protagonista, il suo passato gioca un ruolo fondamentale nello svolgimento della trama e specificatamente nel grande piano dell’Enigmista, che va ad attaccare l’eredità della ricca famiglia Wayne. Solo a questo punto Bruce uscirà dall’ombra per trovare delle risposte.

Per il resto del film, Batman rimane il punto di riferimento di tutti: del commissario Gordon, vero e proprio socio del vigilante detective, e anche della misteriosa Selina Kyle, alias Catwoman, da cui nascerà un’attrazione a cui purtroppo non viene dedicato abbastanza tempo.

Catwoman, un personaggio a metà

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Se tutti i personaggi vengono saggiamente delineati e caratterizzati, l’unica che invece pecca di incongruenze è proprio Catwoman: all’inizio di The Batman viene introdotta come un personaggio tormentato ma risolutivo, che vuole perseguire i suoi obiettivi a tutti i costi, anche andando contro il crimine organizzato e lo stesso Batman. Tuttavia, più il film prosegue, più Selina perde la sua autorità. Alla fine infatti il viaggio di Selina viene ostacolato da Batman, che riesce a persuadere Catwoman a desistere dai suoi obiettivi.

Questo non permette una vera libertà al personaggio, poiché alla fine rimane una sorta di succube della moralità di Batman, che non ha niente a che vedere con quella di Selina, e non aggiunge granché al suo personaggio. Come se questo non bastasse, Selina, nonostante le sue evidenti abilità, viene salvata ben due volte da Batman, annullando completamente la sicurezza e l’autorevolezza tanto ostentata nel corso del film.

A Selina/Catwoman viene effettivamente negato il ruolo di femme fatale, perfetto in The Batman, con la sua estetica noir e la trama da detective story. In tutto questo la relazione tra i due vigilanti costumati, che nel marketing sembrava promettere un’alta dose di sensualità e di innuendo, si riduce invece a fugaci flirt, e risulta poco approfondita.

Infine l’Enigmista, come già anticipato, è un villain che ricorda molto l’ultima iterazione cinematografica di Joker, essendo un recluso sociale disadattato (proprio come il vigilante detective) che usa Batman, e ciò che rappresenta, per raggiungere i suoi scopi. Il confronto finale tra i due è ovviamente un confronto di ideologie, come spesso è il caso dei villain di Batman.

Tuttavia le motivazioni e la backstory dell’Enigmista non possono fare a meno di creare un paragone con il Joker, paragone che viene fatto intuire in The Batman stesso. Ciononostante le brevi scene con Paul Dano rendono il personaggio memorabile, e il modo in cui mette alla prova il protagonista fa riflettere sul significato della maschera di Batman.

The Batman

The Batman ha dalla sua parte un grande valore artistico e una produzione che crede nella visione di Matt Reeves, che ha creato un’esperienza totalmente immersiva per gli spettatori. L’unica pecca sembra essere il poco coinvolgimento emotivo nei personaggi e la scarsa evoluzione nella loro caratterizzazione, ma sono dettagli che cadono in secondo piano se messi a confronto con la ricchezza estetica e scenica del film, che lo elevano dal suo status di comune cinecomic.


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Nato a Roma, studia attualmente al DAMS di Padova.
Vive in un mondo fatto di film, libri e fumetti, e da sempre assimila tutto quello che riesce da questi meravigliosi media.
Apprezza l'MCU e anche Martin Scorsese.

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