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Guida a The Batman: cosa leggere e vedere prima del film

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28 minuti di lettura

È atteso per il 3 marzo il nuovo esordio di uno dei personaggi più iconici e amati di sempre: The Batman, diretto da Matt Reeves e con Robert Pattinson nel ruolo del giustiziere mascherato. Anche se si tratta di una nuova versione del personaggio, il film prende chiare ispirazioni dalle iterazioni precedenti e soprattutto da specifiche storie a fumetti, a cui Reeves si è dichiaratamente ispirato per la stesura della sceneggiatura. Inoltre, per Bruce Wayne il regista ha voluto accantonare la figura da playboy, preferendo una figura più solitaria e reclusa, prendendo come modello di ispirazione il frontman dei Nirvana Kurt Cobain (per questo nei trailer è stato utilizzato il brano Something in the Way, ormai sorta di tema musicale per il Batman di Pattinson), mentre per la nuova versione dell’Enigmista (interpretato da Paul Dano) ha scelto di modellarlo sul famoso serial killer Zodiac, rendendo il villain una figura ancora più inquietante e realistica.

Leggi la nostra recensione di The Batman

I film di Tim Burton: eleganza e stile

Batman Tim Burton

Prima di parlare dei fumetti, che hanno avuto un’influenza significativa sul film di Reeves, è giusto fare anche un excursus sui film che sono venuti prima di The Batman, per fare una rapida analisi di come i personaggi e l’ambiente che li circonda siano cambiati nel corso dei decenni.

Obbligatorio partire dal dittico di Tim Burton, anche se non è il primo regista a trasportare il Pipistrello sul grande schermo: negli anni ’40 furono prodotti due serial cinematografici su Batman e Robin, mentre nel ’66 esce il film basato sull’amata e coloratissima serie con Adam West.

Batman Adam West

Ma il primo film che porta alla ribalta il supereroe (senza super, e in certi casi anti-eroe) è senza dubbio il Batman del 1989, diretto da Burton e con Michael Keaton nel ruolo del vigilante multimiliardario. Questo film è molto importante non solo per il personaggio, ma anche per i cinecomics più in generale: Batman è stato infatti un vero e proprio caso mediatico, mesi prima della sua uscita nei cinema.

Uscito nell’estate del 1989, Batman fu uno dei film più attesi di tutti i tempi, battendo record di prevendite e di incassi solo nella prima settimana d’uscita. Questo successo è dovuto in larga parte ad un marketing aggressivo, iniziato a dicembre dell’anno prima con un teaser trailer che ha fatto impazzire i fan e non solo, creando una grande aspettativa e un’impaziente attesa come non si erano mai viste prima di allora. Sembra scontato, ma se oggi vengono rilasciati trailer di attesi blockbuster più di un anno prima della loro uscita, si deve alla strategia di marketing di Batman.

Batman Micheal Keaton

Sia Batman che il sequel Batman Returns, uscito nel 1992, possono essere facilmente definiti i primi veri cinecomics moderni, sia per l’elevato valore artistico e qualitativo nella produzione, sia per l’impatto che hanno avuto nell’industria di Hollywood. I film di Burton ovviamente non hanno niente a che fare con i cinecomics del post-2000, pieni di CGI e spesso senza anima.

I primi due film di Batman infatti possono vantare una grande eleganza, nei set e nei costumi, nella musica e negli effetti speciali, e soprattutto nella realizzazione della città di Gotham: gotica, cupa, permeata da vapori e nebbie, sembra rimasta ferma agli anni ’30, e per questo attribuisce ai film una forte componente nostalgica, che si abbina molto bene al genere fumettistico.

Per quanto riguarda i personaggi invece, non viene applicata quell’introspezione psicologica che verrà invece più insistita nei film futuri: sono tutti, nel vero senso del termine, archetipi. D’altronde non ci si poteva aspettare altrimenti dai primi cinecomics, pesantemente ispirati alle immagini, ai colori, all’azione dei fumetti, e che vogliono regalare l’intrattenimento più puro e spensierato. Batman/Bruce Wayne rimane l’eroe indiscusso, che incute timore certo, ma che è sempre moralmente nel giusto. I villains sono spregevoli e non hanno una minima nota di umanità: rimangono grotteschi da inizio a fine, senza alcuna speranza o via d’uscita dal male.

Catwoman Michelle Pfeiffer
Catwoman Zoe Kravitz

Invece l’iconica Catwoman di Michelle Pfeiffer, che all’epoca aveva suscitato scalpore per il suo attillatissimo costume al limite del bondage e la sua sensualità provocatoria, sembra l’unica a ricevere il trattamento dell’ambiguità: indecisa su che parti prendere, oscilla tra dedicarsi ai suoi fini personali e aiutare Batman a salvare la città, e anche il suo alter ego Selina Kyle è indecisa sul come comportarsi con Bruce Wayne. Dal punto di vista estetico comunque, è difficile non fare un paragone con il nuovo costume di Catwoman in The Batman, stavolta con Zoë Kravitz nel ruolo della gatta ladra.

A 30 anni di distanza si può dire che i due Batman di Burton sono invecchiati come un buon vino, e rimangono una visione ancora più appassionante se messi a confronto con l’evoluzione dell’adattamento dei fumetti, e con i cinecomics di oggi.

Batman dopo Burton: apologia di Joel Schumacher

Batman Joel Schumacher

Quasi unanimemente visti come il punto più basso della carriera cinematografica di Batman, i due film di Joel Schumacher Batman Forever (1995) e Batman & Robin (1997) sono stati subito odiati e derisi dal primo momento della loro uscita. Ma ora, a distanza di più di 20 anni, è giunto il momento di rivisitare questi film colorati, kitsch, ridicoli, esagerati, esplosivi, e di rivalutare cosa dovrebbe essere davvero un cinecomic.

Anche se oggi risultano estremamente datati, riguardare questi due film suscita diverse riflessioni sull’attuale stato dei film di supereroi: oggi si possono delineare due correnti di cinecomics, quella iper-realistica e quella intrisa di CGI e spettacolarità, con rare ibridazioni tra le due. Sorge la domanda: quale tra queste sarebbe la più adatta ad un adattamento di fumetti? Una che si prende troppo sul serio e si svolge nel mondo in cui viviamo tutti i giorni, o una esagerata e sopra le righe, che trasporta lo spettatore in un viaggio fantastico e sbalorditivo, intrattenendolo per tutta la durata del film?

Detta nei termini brutali di Martin Scorsese: i cinecomics dovrebbero essere dei film seri o dei parchi divertimenti? Domanda volutamente provocatoria, ma che se presa davvero in considerazione fa scaturire una riflessione interessante. I due film di Joel Schumacher non hanno la benché minima pretesa di essere presi sul serio, come invece hanno i film di Burton, e ancora di più quelli di Nolan. E proprio per questo vengono tutt’oggi derisi. Ma se si mette da parte la critica della ridicolezza, si può notare il valore di puro intrattenimento che nessun altro film di Batman (e nessun cinecomic) ha mai raggiunto dopo.

I Batman di Schumacher hanno qualcosa che manca pesantemente nella trilogia di Christopher Nolan: un senso di spettacolarità. Non nel senso stretto del termine: Nolan riesce ad eseguire incredibili sequenze d’azione complicate e mozzafiato. Ma in Batman Forever, e ancor di più in Batman & Robin, lo spettatore è messo di fronte a luci stroboscopiche multicolore, set giganteschi e decoratissimi, gadget e costumi kitsch, trame assurde da film di serie C, cattivi sopra le righe, coreografie dal presupposto ridicolo ma eseguite in maniera cinetica e inventiva (esemplare la partita ad hockey tra Batman e gli scagnozzi di Mr. Freeze).

Batman Gotham

La Gotham City di Schumacher è illuminata da decine di colori diversi da eccessive luci al neon, sormontata da statue grandi come palazzi, pervasa da graffiti fluorescenti, e dà un senso di portata e grandezza che la città non aveva mai raggiunto. La Gotham di questi film è, sì, va detto, un enorme e sconfinato parco giochi per Batman e i suoi nemici. Le rotaie del treno sospese in aria e le anatomie delle statue gargantuesche diventano piste su cui guidare e sciare all’inseguimento dei cattivi, come delle piste giocattolo per le macchinine.

I film di Schumacher sono così sopra le righe e volutamente ridicoli che è evidente la fonte di ispirazione principale: la serie tv degli anni ’60 con Adam West. Anche lì erano presenti colori accesissimi, trame ridicole, e soprattutto gli eroi protagonisti sopra le righe e camp. La Bat-carta di credito ostentata da George Clooney non è estranea a quel mondo, anzi è la glorificazione di quel Batman vintage e ridicolo. Se visti in questi termini, i due Batman di Schumacher sono l’omaggio definitivo ad Adam West, ricalcando lo spirito ironico e sovversivo del franchise.

Alla luce di oggi si potrebbe a lungo discutere di come questi due film rappresentino inconsciamente una decostruzione della figura eroica supereroistica e ancor di più dei cinecomics, vista la sovrasaturazione di film tratti da fumetti che imperversa tutt’oggi ad Hollywood, e non solo. Ma questo sarà un discorso per un’altra volta.

La trilogia di Christopher Nolan: un James Bond mantellato

Batman Nolan

Dopo il flop di Batman & Robin, dovuto all’eccessivo ridicolismo, non si poteva non dare un nuovo inizio al personaggio con un eccessivo realismo. Per far ripartire con dignità la carriera cinematografica di Batman viene chiamato Christopher Nolan, che all’epoca era conosciuto solo per Memento ed Insomnia, e insieme allo sceneggiatore David S. Goyer esplora l’origin story dell’eroe, un aspetto che non era ancora stato toccato nei film. Esce così nel 2005 Batman Begins, a distanza di quasi 10 anni dall’ultimo film di Batman.

Anche se sicuramente più realistico rispetto ai film precedenti, in Batman Begins persiste ancora il filone fumettistico, con la presenza della sinistra Setta delle Ombre, un esercito indipendente di ninja, e della fantascientifica tossina dello Spaventapasseri. Il film è raccontato da un punto di vista ancorato a terra, con pochi effetti speciali, e la spettacolarizzazione è ridotta al minimo. L’unica sequenza che ricorda l’ambientazione gotica e fumettistica dei film precedenti è una breve panoramica del sistema ferroviario Wayne, che sovrasta il centro di Gotham elevato su altissimi pilastri. Infatti è l’unica sequenza realizzata interamente in CGI, una tecnica a cui Nolan è notoriamente avverso.

Esce tre anni dopo il celeberrimo secondo capitolo The Dark Knight (Il Cavaliere Oscuro in Italia), che osanna Nolan come regista, e Joker come villain preferito. Se in Batman Begins sono ancora presenti elementi di trama fumettistici, qui invece Nolan adotta in pieno la veste da super-agente segreto per Batman.

In più di un’occasione infatti il giustiziere mascherato si lancia in missioni che esulano dal territorio familiare del personaggio e sembrano più appartenere ad un futuristico film di Mission: Impossible o di 007. Inoltre il personaggio di Lucius Fox sembra la versione DC del Settore Q dei film di James Bond: è lui che fornisce a Batman tutti i gadget necessari per le sue imprese impossibili, con tanto di spiegazione e descrizione del funzionamento, che rende il realismo di tali oggetti ancora più credibile.

Batman Christian Bale

Non ci sono super-criminali con poteri sovrannaturali o pozioni magiche, ma un terrorista anarchico e un avvocato corrotto. L’azione, seppur complicata e spettacolare, è comunque realistica, gli stunt sono estremi ma credibili. Gotham perde ogni accezione retrofuturistica per diventare invece una comune metropoli dei giorni nostri, come una New York o Chicago. I conflitti finali non vengono risolti con scazzottate, ma sono situazioni di stallo che Batman prova ad affrontare argomentando e ragionando con i villains. Il tono complessivo di The Dark Knight è diverso dal solito film di supereroi, ed è per questo motivo, per questo suo essere così spaventosamente vicino alla nostra realtà, che il film ha ricevuto così tanto successo.

Nolan continuerà questo filone iper-realistico anche nel terzo capitolo, The Dark Knight Rises (Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno), in cui un Batman ritiratosi dalle scene riprenderà il mantello per fermare Bane, che vuole prendere il controllo di Gotham e farla esplodere con una bomba nucleare. Anche qui non si fa fatica a notare una trama à la James Bond.

Nel complesso Christopher Nolan con la sua trilogia ha fatto partire una moda nei cinecomics: quella di rendere tutto più realistico, più vicino alla realtà, più credibile, abbassando notevolmente la sospensione dell’incredulità. È grazie a questa trilogia (e soprattutto a The Dark Knight) che sono poi stati realizzati film e serie tv come The Amazing Spider-Man, Arrow, Captain America: The Winter Soldier, Logan. Tutti questi film adottano, oltre ad un filtro che rende l’immagine più cupa, anche un’ambientazione più credibile e realistica, pur mantenendo le proprie caratteristiche fantascientifiche e fumettistiche.

Con l’arrivo di The Batman nelle sale, viene da pensare a quale filone apparterrà il film: sarà iper-realistico come la trilogia di Nolan, o fumettistico come i primi film di Burton e Schumacher? Dai trailer sembrerebbe un dolce connubio tra i due.

I fumetti che hanno ispirato The Batman secondo Matt Reeves

Batman comic
Copertina per Batman: The Long Halloween di Tim Sale

Terminato l’excursus cinematografico, si passa ora ai fumetti che hanno direttamente (o indirettamente) influenzato il regista e l’attore principale di The Batman. Non solo Matt Reeves, ma anche Robert Pattinson, come avevano fatto i suoi predecessori prima di lui, ha dovuto “studiare” per interpretare il Pipistrello, leggendo alcuni fumetti inusuali e traendone ispirazione per il suo Batman personale.

Le influenze più grandi, a detta di Reeves, vengono da Batman: The Long Halloween e dal sequel Dark Victory (pubblicati in Italia con i titoli Il Lungo Halloween e Vittoria Oscura), entrambi scritti da Jeph Loeb e disegnati da Tim Sale. Un fatto interessante è che Loeb fu il docente di sceneggiatura dello stesso Matt Reeves all’Università:

It’s so weird because I didn’t know till I did all of this deep dive that it was literally my screenwriting teacher from USC—the person who told me that I should become a writer—Jeph Loeb, who wrote those stories, he was very responsible for me pursuing that because when I went to film school, I was very set on being a director. […] And then when I was in screenwriting class, he said, ‘You have to continue pursuing this because this is something I feel you can do.’ When I started going through all the comics and I saw that he’d written them, I was like, ‘This is crazy.’ And then I loved it.

Comicbook.com

Il Lungo Halloween è una delle storie più conosciute e apprezzate di Batman, è diventata nel corso del tempo un classico e un vero must read, ed è uno dei fumetti più consigliati a chi vuole approfondire il personaggio.

Il fumetto infatti narra di come il rispettato avvocato Harvey Dent diventi il famigerato criminale Due Facce, e si svolge agli esordi della carriera di Batman, che investiga su un serial killer che uccide solo nelle festività.

In tutto questo il fumetto descrive anche il conflitto tra le due famiglie criminali dei Marone e dei Falcone, che rischia di stravolgere tutta Gotham City. Essendo diventata una delle storie più classiche di Batman, e una volta scoperto il legame personale con Loeb, è evidente perché Reeves si sia ispirato a questo fumetto, da cui anche Nolan ha tratto dei passaggi per il percorso di Harvey Dent in The Dark Knight.

Batman Ego
Copertina per Batman: Ego di Darwyn Cooke

Sia Il Lungo Halloween che Vittoria Oscura fungono da seguiti ideali di un altro fumetto seminale per Batman, ovvero Batman: Year One (Anno Uno), scritto da Frank Miller e disegnato da David Mazzucchelli.

Il nome di Miller è noto non solo ai fan dei fumetti, grazie agli adattamenti delle sue graphic novel, come 300 (diretto da Zack Snyder) e Sin City (diretto, oltre a Miller stesso, da Quentin Tarantino e Robert Rodriguez). Batman: Anno Uno, come si può intuire dal titolo, si svolge durante il primo anno di attività del Pipistrello: narra del suo primo incontro con il detective James Gordon, e di come il loro rapporto si evolverà in una potente e longeva alleanza per combattere la criminalità di Gotham.

Inutile dire che anche questa storia è considerata un ideale punto di partenza per la lettura dei fumetti di Batman, e visto che anche il film di Reeves è ambientato nei primissimi anni del giustiziere alato, risulta evidente perché il regista abbia scelto proprio queste storie per il suo film.

In aggiunta a queste però, Reeves ha svelato che, prima di scrivere la sceneggiatura per il film, ha riletto i suoi fumetti di Batman preferiti, anche se non li ha utilizzati direttamente per la stesura: tra questi ha citato Ego di Darwyn Cooke, e Zero Year (Anno Zero) di Scott Snyder (nessuna parentela con Zack) e Greg Capullo, oltre alle storie originali di Bob Kane e Bill Finger, i creatori di Batman, e la serie scritta da Neal Adams.

Anno Zero è una semplice rivisitazione degli inizi di Batman, reintrodotti per una nuova continuity, mentre Ego è un vero e proprio viaggio nella psiche del personaggio: in questa storia Batman subisce un trauma psicologico che manda in frantumi la sua mente, e che lo porta ad un intenso confronto tra Batman e Bruce Wayne. Matt Reeves spiega così l’ispirazione al fumetto di Cooke:

I started thinking about Jekyll and Hyde and the idea of the shadow side. Ego really gets into this idea of the beast within him and that struggle. So, that got into the really internal, psychological struggle of being Batman.

Entertainment Weekly

I fumetti che hanno ispirato The Batman secondo Robert Pattinson

Batman: Shaman
Copertina per Batman: Shaman di George Pratt

Anche Robert Pattinson è un grande fan di Ego, e dice la sua sul fumetto in questione:

In a lot of the comics, he has trouble differentiating reality and his dreams, and in Ego as well.

Entertainment Weekly

Come anticipato prima, anche l’attore ha fatto le sue letture, e si è ispirato a sua volta a diverse storie, decisamente più insolite di quelle scelte del regista. Pattinson ha citato come fonti di ispirazione Batman: Shaman (Sciamano), scritto da Dennis O’Neil e disegnato da John Beatty ed Edward Hannigan, The Man Who Falls (L’uomo che cade) di O’Neil e Dick Giordano, la trilogia Birth of the Demon (Nascita del Demone) scritta da Mike W. Barr e O’Neil, e Batman: Earth One (Terra Uno) di Geoff Johns e Gary Frank.

Apparentemente più affascinato dagli aspetti onirici e mistici del personaggio, Pattinson ha espresso molto interesse specialmente per Sciamano, che racconta di un giovane Bruce Wayne, anni prima di diventare Batman, che viene soccorso da uno sciamano dopo essersi ferito sulle montagne dell’Alaska. Mentre lo guarisce, lo sciamano gli racconta di come i pipistrelli gli abbiano donato l’abilità di volare. Questo mito ispira Bruce a diventare Batman, e ha ispirato anche Pattinson:

It’s almost a dream state the whole time, I was like, ‘Oh, that hasn’t really been touched on.’ There’s a kind of mysticism to it.

Entertainment Weekly
Batman Robert Pattinson

Sempre questa lettura ha influenzato molto il modo in cui l’attore si muove nel costume:

There’s a scene right in the beginning of the movie where I’m kind of crouching over, investigating this dead body. And I really wanted it to feel like a sort of druid. […] I was also thinking there’s some kind of link when you look at like Viking warriors or something: you put on this outfit, and you genuinely believe that you have power afterward. And I was thinking that Bruce kind of thinks that. It clears his mind so much to be in that suit that it actually gives him extrasensory abilities. Even though, ironically, it’s the opposite.

Entertainment Weekly

Gli altri fumetti citati da Pattinson sono reinterpretazioni del passato e delle origini di Bruce Wayne/Batman, o versioni alternative del personaggio, con l’eccezione della trilogia Nascita del Demone, che racconta del travagliato rapporto di amore e conflitto tra Batman e Talia al Ghul, figlia del leader della Lega degli Assassini Ra’s al Ghul (i due personaggi sono presenti nella trilogia di Nolan).

Tra una serie di film iniziata nel 1989 e una quantità ingente di fumetti, l’eredità di Batman pesa gravosa sulle spalle di Matt Reeves e Robert Pattinson, insieme a quella di personaggi come Catwoman, Alfred Pennyworth, James Gordon, il Pinguino, l’Enigmista e tutti gli altri comprimari, per non parlare della resa di Gotham City e delle iconiche Batmobili. The Batman sarà all’altezza delle aspettative?


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Nato a Roma, studia attualmente al DAMS di Padova.
Vive in un mondo fatto di film, libri e fumetti, e da sempre assimila tutto quello che riesce da questi meravigliosi media.
Apprezza l'MCU e anche Martin Scorsese.

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