the bear 5

The Bear 5, il finale lascia soddisfatti come un buon piatto

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The Bear 5 ha debuttato su Disney Plus il 26 giugno 2026, a un anno di distanza dalla quarta stagione, riprendendo esattamente da dove ci aveva lasciati: in un ristorante finalmente colmo di clienti che (dal punto di vista strettamente culinario) ha espresso tutto il suo potenziale, ma il cui futuro resta incerto per ragioni che vanno ben oltre il menù. La conclusione della serie di Christopher Storer rende pienamente giustizia a quanto costruito fino a questo momento: da divorare in un solo boccone, il finale di The Bear è rapido ma mai affrettato, capace di chiudere il racconto con la sensibilità che l’ha generato, e che meritava.

Dove eravamo rimasti?

The Bear (FX, 2022-2026)

Alla fine della quarta stagione di The Bear incertezza e caos regnano indisturbati. Mentre lo zio Jimmy rivela di essere a corto di capitale a causa di un investimento sbagliato, un countdown scandisce il tempo rimasto al ristorante per dimostrarsi economicamente sostenibile. Anche l’armonia tra i membri dello staff, raggiunta con non pochi sforzi, sta per crollare. Proprio quando la cucina sembra aver trovato un modo per funzionare, Carmy (Jeremy Allen White) annuncia di voler abbandonare il ristorante e ne riconosce in Sidney (Ayo Edebiri) la vera guida, l’unica in grado di realizzare il suo potenziale. Infine, una tempesta si abbatte su Chicago, allagando il locale e intralciando i rifornimenti.

Come comportarsi quando si sta su una nave che sta affondando?

The Bear 5: corsa frenetica contro il tempo

The Bear 5 riprende esattamente da dove ci aveva lasciati, agli ultimi istanti di un countdown decisivo, poco prima del servizio che determinerà (nel bene o nel male) la sopravvivenza del ristorante e della sua crew. Sarà quel momento a stabilire se tutti gli sforzi compiuti saranno valsi la pena, se il lavoro estenuante, il sonno sacrificato e i rischi corsi verranno finalmente ripagati o no.

Che la stagione finale di The Bear 5 sarebba stata concentrata quasi tutta in un solo giorno era prevedibile, data la conclusione (sul più bello) della quarta serie; un po’ meno prevedibile era che il suo ritmo risultasse eccessivamente serrato. A differenza della precedente, che si apriva con episodi da circa trenta minuti e copriva un arco narrativo più ampio, la quinta stagione parte con tre puntate da poco più di venti minuti ciascuna, e sette su otto seguono gli eventi in tempo reale. Proprio per questo ogni episodio, tranne quello conclusivo, dà l’impressione di interrompersi troppo presto, tanto da far chiedere perché la produzione non li abbia accorpati o allungati un po’.

The Bear (FX, 2022-2026)

Una scelta del genere sarebbe stata più che accettabile: a differenza de Il Trono di Spade, la cui stagione finale è una ferita rimasta aperta, The Bear 5 non necessitava più di quanto ci abbia mostrato. Al contrario di David Benioff e D. B. Weiss (ed è un gran sollievo!), Christopher Storer chiude gli archi narrativi con la dovuta cura e mantenendo quello stesso stile di scrittura che nel tempo ha reso The Bear un esempio di realismo e dinamicità.

Peccato solo per un aspetto: la riuscita della serie sarebbe stata massimizzata se quest’ultima stagione fosse stata accorpata alla precedente. Ciò avrebbe evitato la brusca interruzione dello scorso anno, seguita da una lunga, affannosa attesa e da una ripresa altrettanto brusca. A risentirne sono soprattutto i personaggi secondari, assenti per tutta la quinta serie e relegati a un’apparizione nell’episodio conclusivo. Se The Bear 5 fosse stata inglobata alla quarta stagione, in cui ciascuno ricopriva nella storia un ruolo effettivo, il loro ritorno avrebbe trovato una perfetta collocazione, anziché apparire come un richiamo forzato dell’ultima ora.

The Bear 5: lezioni di vita a chilometro zero

È difficile pensare a un momento preciso (nel corso dell’intera serie) in cui Carmy è felice, fatta eccezione per qualche fugace istante da innamorato. Eppure, in uno degli ultimi momenti di The Bear 5, il sorriso del protagonista è finalmente pieno: il culmine di un percorso di presa di coscienza al termine del quale, proprio partendo da quel sorriso, Carmy può iniziare a prendersi cura di sè e realizzare la propria idea di felicità. In fondo è sempre stato questo, non il cibo, il cuore di The Bear.

The Bear (FX, 2022-2026)

Presentando un protagonista dal talento immenso e dedito al suo lavoro in modo eccessivo, la serie sfrutta il fascino dell’alta ristorazione e l’atmosfera da Hell’s Kitchen tanto amata dagli spettatori, per poi verso la fine spostare l’attenzione su qualcos’altro. Sul fatto che Carmy è una persona profondamente turbata, infestata da traumi irrisolti e circondata da persone altrettanto ferite. Nella quarta stagione si si era intravisto un percorso di guarigione, di cui The Bear 5 rappresenta il primo, fondamentale passo: lo stesso che, nella vita reale, un numero enorme di persone rifiuta di compiere.

Nella stagione finale di The Bear si intuisce che questo percorso di maturazione è stato lungo per tutti i membri della cucina, ma ciascuno di loro (soprattutto Richie) ha infine raggiunto la versione migliore di sé. Ed è proprio dentro questo equilibrio ormai cambiato, confortato dal sostegno inatteso della sua famiglia, che Carmy impara a mettere a fuoco i propri bisogni e dar loro assoluta priorità.

Nello stesso ambiente circoscritto e vibrante in cui tutto è iniziato, The Bear 5 conclude la lezione di vita che, dapprima solo velatamente, ci stava impartendo. Anzitutto, che il dolore non è qualcosa da imbottigliare, né da ignorare nella speranza che si dissolva col tempo; e più in generale, che ogni emozione autentica che ci attraversa lascia tracce evidenti, e invece di tentare di scacciarla con la forza dovremmo pazientemente aiutarla ad allontanarsi.

The Bear (FX, 2022-2026)

The Bear 5 ribadisce che avere talento non coincide con l’essere baciati dalla fortuna, nè si accompagna al dovere di metterlo al servizio del mondo. Soprattutto, questa volta per nulla velatamente, la serie insegna che nella vita è normale amare qualcosa per poi (col tempo) perdere ogni pezzo di quell’amore; far finta che non sia così potrebbe essere distruttivo, perchè il talento non ha il potere, da solo, di impedire alla vita e le sue engustie di logorarci.


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Sulla carta sono un ingegnere aerospaziale, ma il cinema è la mia grande passione da quando ho memoria. Nerd dichiarata, accanita lettrice di classici, sogno di mettere la mia formazione scientifica anche al servizio della Settima Arte. Film preferito? Il Signore degli Anelli.

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